Taormina, 21 agosto 2026 – PRT prende atto positivamente dell’interlocuzione avviata dal Comune di Taormina con il Consorzio
Rete Fognante e degli esiti comunicati finora sull’impianto Nord di Letojanni.
Secondo quanto riferito dal CRF, l’impianto risulta regolarmente in esercizio, i controlli del 18 agosto non avrebbero rilevato scarichi
di reflui non depurati e i campioni ASP del 17 agosto sono stati indicati come conformi.
Bene. Ma le anomalie segnalate a Mazzeo restano da spiegare.
Scie, colorazioni anomale e cattivi odori sono stati segnalati ripetutamente da cittadini e bagnanti. Se una possibile origine non
presenta criticità, le verifiche devono proseguire fino a individuare la causa effettiva del fenomeno.
«Apprezziamo che il Comune si sia attivato. Adesso bisogna andare avanti e non fermarsi al primo esito rassicurante. I cittadini
continuano a segnalare anomalie e meritano di sapere da cosa dipendano», dichiara Arianna Moschella, esponente di PRT.
PRT chiede quindi controlli mirati nei luoghi e nei momenti in cui gli episodi si manifestano e una verifica delle possibili fonti locali,
comprese eventuali anomalie delle reti e dei recapiti.
Le segnalazioni emerse durante l’estate non riguardano soltanto Mazzeo. Episodi, divieti temporanei o criticità sono stati registrati
anche a Giardini Naxos e nel tratto di Riviera che comprende Santa Teresa di Riva, Furci Siculo e Roccalumera.
Serve quindi anche un coordinamento di area vasta.
PRT non condivide la strategia Costa Blu/METAblue per Taormina. Ma quella strategia è stata promossa e finanziata da Cateno De
Luca e Federico Basile, collegandola alla qualità ambientale, alle Bandiere Blu e alla valorizzazione unitaria della costa.
«Se De Luca e Basile hanno scelto di presentare la Riviera come un unico sistema attraverso Costa Blu, allora devono dimostrare la
stessa coerenza quando emergono problemi reali. Non può esistere una costa unitaria per la promozione e una somma di problemi
isolati quando bisogna capire cosa accade in mare», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
PRT chiede al Comune di Taormina e alla Città Metropolitana di chiarire se sia già stato attivato un confronto strutturato tra Comuni,
gestori e autorità di controllo e, in caso contrario, di promuoverlo immediatamente.
Servono risposte semplici e verificabili: cosa è stato escluso, cosa resta da verificare e quali controlli verranno effettuati.
La Bandiera Blu e i progetti di promozione territoriale hanno senso solo se alla comunicazione corrispondono controllo, tutela e
capacità di intervenire.
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
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Mare di Mazzeo, PRT: bene le verifiche, ora servono risposte sulla causa e un coordinamento sulla Riviera
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Mare di Mazzeo, PRT: bene le verifiche, ora servono risposte sulla causa e un coordinamento sulla Riviera
Taormina, 21 agosto 2026 – PRT prende atto positivamente dell’interlocuzione avviata dal Comune di Taormina con il Consorzio
Rete Fognante e degli esiti comunicati finora sull’impianto Nord di Letojanni.
Secondo quanto riferito dal CRF, l’impianto risulta regolarmente in esercizio, i controlli del 18 agosto non avrebbero rilevato scarichi
di reflui non depurati e i campioni ASP del 17 agosto sono stati indicati come conformi.
Bene. Ma le anomalie segnalate a Mazzeo restano da spiegare.
Scie, colorazioni anomale e cattivi odori sono stati segnalati ripetutamente da cittadini e bagnanti. Se una possibile origine non
presenta criticità, le verifiche devono proseguire fino a individuare la causa effettiva del fenomeno.
«Apprezziamo che il Comune si sia attivato. Adesso bisogna andare avanti e non fermarsi al primo esito rassicurante. I cittadini
continuano a segnalare anomalie e meritano di sapere da cosa dipendano», dichiara Arianna Moschella, esponente di PRT.
PRT chiede quindi controlli mirati nei luoghi e nei momenti in cui gli episodi si manifestano e una verifica delle possibili fonti locali,
comprese eventuali anomalie delle reti e dei recapiti.
Le segnalazioni emerse durante l’estate non riguardano soltanto Mazzeo. Episodi, divieti temporanei o criticità sono stati registrati
anche a Giardini Naxos e nel tratto di Riviera che comprende Santa Teresa di Riva, Furci Siculo e Roccalumera.
Serve quindi anche un coordinamento di area vasta.
PRT non condivide la strategia Costa Blu/METAblue per Taormina. Ma quella strategia è stata promossa e finanziata da Cateno De
Luca e Federico Basile, collegandola alla qualità ambientale, alle Bandiere Blu e alla valorizzazione unitaria della costa.
«Se De Luca e Basile hanno scelto di presentare la Riviera come un unico sistema attraverso Costa Blu, allora devono dimostrare la
stessa coerenza quando emergono problemi reali. Non può esistere una costa unitaria per la promozione e una somma di problemi
isolati quando bisogna capire cosa accade in mare», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
PRT chiede al Comune di Taormina e alla Città Metropolitana di chiarire se sia già stato attivato un confronto strutturato tra Comuni,
gestori e autorità di controllo e, in caso contrario, di promuoverlo immediatamente.
Servono risposte semplici e verificabili: cosa è stato escluso, cosa resta da verificare e quali controlli verranno effettuati.
La Bandiera Blu e i progetti di promozione territoriale hanno senso solo se alla comunicazione corrispondono controllo, tutela e
capacità di intervenire.
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)Tag:
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Partecipate, PRT: ora arriva il passaggio successivo, attività e personale fuori dal Comune
Taormina, 14 agosto 2026 – A PRT sono giunte informazioni secondo cui l’Amministrazione starebbe preparando il
trasferimento di attività e personale del Comune verso alcune delle nuove partecipate.
Non è un passaggio inatteso. È la naturale conseguenza del modello che l’Amministrazione De Luca ha scelto di costruire:
prima la costituzione di nuove società e organismi, poi l’affidamento delle funzioni e adesso il possibile trasferimento anche
del personale che quelle attività dovrà svolgere.
Per PRT il primo punto è la tutela piena dei dipendenti coinvolti. Qualunque trasferimento dovrà garantire continuità,
diritti, condizioni economiche e professionali, senza lasciare margini di incertezza sul futuro dei lavoratori.
Ma il tema è soprattutto politico. Più attività, competenze e personale vengono spostati nelle partecipate, più si riduce la
capacità operativa interna dell’Ente. Il rischio è che il Comune resti progressivamente svuotato, mentre il baricentro della
gestione amministrativa si trasferisce verso organismi esterni alla struttura comunale.
«Non ci stupisce che, dopo avere costituito le partecipate, l’Amministrazione proceda ad affidare loro attività e personale. È
il passaggio successivo del modello che ha scelto. Proprio per questo oggi dobbiamo chiederci dove porterà questo percorso:
quali competenze resteranno realmente dentro il Comune e con quali strumenti il Consiglio comunale potrà continuare a
esercitare indirizzo e controllo?», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
Ed è questo il punto più delicato. Il possibile trasferimento di funzioni e personale arriverebbe mentre non è ancora stato
chiarito alla città un sistema effettivo e trasparente di controllo sulle nuove partecipate, e dopo le recenti modifiche allo
Statuto di ASM che, secondo PRT, hanno già ridotto il ruolo del Consiglio comunale su diverse decisioni strategiche.
Per PRT il problema non è il singolo trasferimento. È la direzione complessiva: un Comune sempre più leggero sul piano
operativo e un sistema di partecipate sempre più centrale nella gestione dei servizi, senza che parallelamente venga
rafforzato il controllo pubblico e consiliare.
Se queste informazioni saranno confermate, l’Amministrazione dovrà chiarire quali attività e quanti lavoratori saranno
coinvolti, quali garanzie saranno assicurate ai dipendenti e quale sarà il nuovo perimetro del Comune dopo questa
riorganizzazione.
La domanda politica resta una: alla fine di questo percorso, chi gestirà davvero la città e dove verranno prese le
decisioni?Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
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Partecipate, PRT: ora arriva il passaggio successivo, attività e personale fuori dal Comune
Taormina, 14 agosto 2026 – A PRT sono giunte informazioni secondo cui l’Amministrazione starebbe preparando il
trasferimento di attività e personale del Comune verso alcune delle nuove partecipate.
Non è un passaggio inatteso. È la naturale conseguenza del modello che l’Amministrazione De Luca ha scelto di costruire:
prima la costituzione di nuove società e organismi, poi l’affidamento delle funzioni e adesso il possibile trasferimento anche
del personale che quelle attività dovrà svolgere.
Per PRT il primo punto è la tutela piena dei dipendenti coinvolti. Qualunque trasferimento dovrà garantire continuità,
diritti, condizioni economiche e professionali, senza lasciare margini di incertezza sul futuro dei lavoratori.
Ma il tema è soprattutto politico. Più attività, competenze e personale vengono spostati nelle partecipate, più si riduce la
capacità operativa interna dell’Ente. Il rischio è che il Comune resti progressivamente svuotato, mentre il baricentro della
gestione amministrativa si trasferisce verso organismi esterni alla struttura comunale.
«Non ci stupisce che, dopo avere costituito le partecipate, l’Amministrazione proceda ad affidare loro attività e personale. È
il passaggio successivo del modello che ha scelto. Proprio per questo oggi dobbiamo chiederci dove porterà questo percorso:
quali competenze resteranno realmente dentro il Comune e con quali strumenti il Consiglio comunale potrà continuare a
esercitare indirizzo e controllo?», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
Ed è questo il punto più delicato. Il possibile trasferimento di funzioni e personale arriverebbe mentre non è ancora stato
chiarito alla città un sistema effettivo e trasparente di controllo sulle nuove partecipate, e dopo le recenti modifiche allo
Statuto di ASM che, secondo PRT, hanno già ridotto il ruolo del Consiglio comunale su diverse decisioni strategiche.
Per PRT il problema non è il singolo trasferimento. È la direzione complessiva: un Comune sempre più leggero sul piano
operativo e un sistema di partecipate sempre più centrale nella gestione dei servizi, senza che parallelamente venga
rafforzato il controllo pubblico e consiliare.
Se queste informazioni saranno confermate, l’Amministrazione dovrà chiarire quali attività e quanti lavoratori saranno
coinvolti, quali garanzie saranno assicurate ai dipendenti e quale sarà il nuovo perimetro del Comune dopo questa
riorganizzazione.
La domanda politica resta una: alla fine di questo percorso, chi gestirà davvero la città e dove verranno prese le
decisioni?Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
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Parcheggi, PRT: una città turistica non può penalizzare chi ogni giorno la fa funzionare
Taormina, 23 agosto 2026 – Le segnalazioni dell’Associazione Albergatori confermano una criticità che PRT
aveva già sollevato durante la discussione sulle nuove tariffe ASM: i parcheggi pubblici non possono essere
gestiti soltanto con l’obiettivo di massimizzare gli incassi.
Secondo quanto denunciato dagli albergatori, diversi lavoratori pendolari starebbero valutando di non
proseguire il proprio rapporto di lavoro dopo il mancato rinnovo degli abbonamenti agevolati. Senza
agevolazioni, una giornata lavorativa di circa dieci ore arriverebbe a costare 21 euro al Lumbi e 27 euro a Porta
Catania.
Una città turistica non può rendere difficile arrivare proprio a chi ogni giorno la fa funzionare.
Per PRT la funzione dei parcheggi comunali deve rispondere a una gerarchia chiara: prima la vivibilità dei
residenti, poi la possibilità per i lavoratori di raggiungere Taormina a condizioni sostenibili, quindi il turismo che
soggiorna e produce indotto sul territorio. Il turismo giornaliero va organizzato e gestito, ma non può diventare
il criterio attorno al quale costruire l’intero sistema della sosta.
«Quello che sta emergendo oggi era ampiamente prevedibile. Se un lavoratore deve spendere ogni giorno cifre
di questo livello solo per lasciare l’auto, il problema non riguarda più soltanto la mobilità: riguarda la possibilità
stessa di lavorare a Taormina. Residenti e lavoratori non sono “mancati introiti”: sono le persone per le quali
un’infrastruttura pubblica deve anche produrre valore», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
La questione non riguarda soltanto i singoli lavoratori. Se raggiungere Taormina diventa economicamente
sconveniente, ne risentono alberghi, ristoranti, commercio e servizi, proprio mentre molte attività incontrano
già difficoltà nel reperire personale.
C’è inoltre una contraddizione evidente con gli obiettivi di destagionalizzazione. Non si può chiedere alle
imprese di rimanere aperte più a lungo durante l’anno e contemporaneamente rendere più difficile e costoso
per i dipendenti raggiungere il posto di lavoro. La destagionalizzazione non si costruisce soltanto con eventi e
promozione: richiede condizioni strutturali che permettano alle attività di operare e ai lavoratori di
raggiungerle.
PRT considera il trasporto pubblico una parte essenziale della soluzione, ma non accetta che venga utilizzato
come risposta generica a un problema che oggi resta irrisolto. Per diventare una vera alternativa all’automobile,
il TPL deve garantire frequenze, collegamenti con i comuni vicini e orari compatibili anche con i turni serali e
notturni di alberghi, ristoranti e servizi.
Piano Porto può essere una soluzione utile per assorbire i flussi legati ai grandi eventi, ma non può diventare la
risposta ordinaria per chi ogni giorno viene a lavorare a Taormina. Le esigenze di un lavoratore pendolare sono
diverse da quelle di un visitatore occasionale e richiedono una soluzione stabile, accessibile e realmente
compatibile con i turni di lavoro.
Prima si costruisce un’alternativa di trasporto pubblico realmente utilizzabile, poi si può chiedere ai lavoratori
di lasciare l’auto. Non il contrario.
Le proposte avanzate dall’Associazione Albergatori meritano quindi di essere prese sul serio e approfondite
rapidamente. Che si tratti di individuare nuove aree di sosta, recuperare spazi oggi inutilizzati o introdurre
abbonamenti agevolati costruiti sugli effettivi turni di lavoro, il principio indicato dagli operatori è corretto:
serve una soluzione concreta che permetta ai pendolari di continuare a raggiungere Taormina senza sostenere
costi fuori scala.PRT chiede quindi a Comune e ASM di correggere rapidamente la scelta e di individuare, anche partendo dalle
proposte già avanzate dalle categorie, una tariffazione agevolata, verificabile e realmente sostenibile per i
lavoratori pendolari, collegata al rapporto di lavoro e alle effettive esigenze di sosta.
«Se lavorare a Taormina diventa antieconomico, non perde soltanto il lavoratore: perde l’intera città. I
parcheggi devono essere parte di una politica della mobilità e dello sviluppo, non semplicemente una leva per
aumentare gli incassi», conclude Marco Rao.
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)Tag:
Parcheggi, PRT: una città turistica non può penalizzare chi ogni giorno la fa funzionare
Taormina, 23 agosto 2026 – Le segnalazioni dell’Associazione Albergatori confermano una criticità che PRT
aveva già sollevato durante la discussione sulle nuove tariffe ASM: i parcheggi pubblici non possono essere
gestiti soltanto con l’obiettivo di massimizzare gli incassi.
Secondo quanto denunciato dagli albergatori, diversi lavoratori pendolari starebbero valutando di non
proseguire il proprio rapporto di lavoro dopo il mancato rinnovo degli abbonamenti agevolati. Senza
agevolazioni, una giornata lavorativa di circa dieci ore arriverebbe a costare 21 euro al Lumbi e 27 euro a Porta
Catania.
Una città turistica non può rendere difficile arrivare proprio a chi ogni giorno la fa funzionare.
Per PRT la funzione dei parcheggi comunali deve rispondere a una gerarchia chiara: prima la vivibilità dei
residenti, poi la possibilità per i lavoratori di raggiungere Taormina a condizioni sostenibili, quindi il turismo che
soggiorna e produce indotto sul territorio. Il turismo giornaliero va organizzato e gestito, ma non può diventare
il criterio attorno al quale costruire l’intero sistema della sosta.
«Quello che sta emergendo oggi era ampiamente prevedibile. Se un lavoratore deve spendere ogni giorno cifre
di questo livello solo per lasciare l’auto, il problema non riguarda più soltanto la mobilità: riguarda la possibilità
stessa di lavorare a Taormina. Residenti e lavoratori non sono “mancati introiti”: sono le persone per le quali
un’infrastruttura pubblica deve anche produrre valore», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
La questione non riguarda soltanto i singoli lavoratori. Se raggiungere Taormina diventa economicamente
sconveniente, ne risentono alberghi, ristoranti, commercio e servizi, proprio mentre molte attività incontrano
già difficoltà nel reperire personale.
C’è inoltre una contraddizione evidente con gli obiettivi di destagionalizzazione. Non si può chiedere alle
imprese di rimanere aperte più a lungo durante l’anno e contemporaneamente rendere più difficile e costoso
per i dipendenti raggiungere il posto di lavoro. La destagionalizzazione non si costruisce soltanto con eventi e
promozione: richiede condizioni strutturali che permettano alle attività di operare e ai lavoratori di
raggiungerle.
PRT considera il trasporto pubblico una parte essenziale della soluzione, ma non accetta che venga utilizzato
come risposta generica a un problema che oggi resta irrisolto. Per diventare una vera alternativa all’automobile,
il TPL deve garantire frequenze, collegamenti con i comuni vicini e orari compatibili anche con i turni serali e
notturni di alberghi, ristoranti e servizi.
Piano Porto può essere una soluzione utile per assorbire i flussi legati ai grandi eventi, ma non può diventare la
risposta ordinaria per chi ogni giorno viene a lavorare a Taormina. Le esigenze di un lavoratore pendolare sono
diverse da quelle di un visitatore occasionale e richiedono una soluzione stabile, accessibile e realmente
compatibile con i turni di lavoro.
Prima si costruisce un’alternativa di trasporto pubblico realmente utilizzabile, poi si può chiedere ai lavoratori
di lasciare l’auto. Non il contrario.
Le proposte avanzate dall’Associazione Albergatori meritano quindi di essere prese sul serio e approfondite
rapidamente. Che si tratti di individuare nuove aree di sosta, recuperare spazi oggi inutilizzati o introdurre
abbonamenti agevolati costruiti sugli effettivi turni di lavoro, il principio indicato dagli operatori è corretto:
serve una soluzione concreta che permetta ai pendolari di continuare a raggiungere Taormina senza sostenere
costi fuori scala.PRT chiede quindi a Comune e ASM di correggere rapidamente la scelta e di individuare, anche partendo dalle
proposte già avanzate dalle categorie, una tariffazione agevolata, verificabile e realmente sostenibile per i
lavoratori pendolari, collegata al rapporto di lavoro e alle effettive esigenze di sosta.
«Se lavorare a Taormina diventa antieconomico, non perde soltanto il lavoratore: perde l’intera città. I
parcheggi devono essere parte di una politica della mobilità e dello sviluppo, non semplicemente una leva per
aumentare gli incassi», conclude Marco Rao.
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Rottamazione, PRT: bene l’apertura dell’Amministrazione. Ma Equità Urbana vive della morosità
Taormina, 4 agosto 2026 – Nel Consiglio comunale del 31 luglio è stata approvata l’adesione del Comune di Taormina alla
Rottamazione Quinquies per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
PRT ha votato favorevolmente, coerentemente con la posizione sostenuta nei mesi scorsi: consentire a cittadini e imprese
di regolarizzare la propria posizione, pagando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi, può aiutare i contribuenti e
favorire il recupero delle entrate comunali.
La delibera approvata riguarda però soltanto i carichi affidati ad AdER. In Aula PRT ha già chiesto di valutare una
definizione agevolata anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e per quelli gestiti direttamente dal Comune.
L’Amministrazione ha manifestato apertura e questo è un dato positivo. Adesso quella disponibilità deve trasformarsi in
un regolamento concreto.
Ma proprio qui emerge una contraddizione politica che riguarda la partecipata costituita lo scorso anno.
Equità Urbana S.p.a è stata costituita attribuendo un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto
coattiva. In termini semplici: la nuova partecipata produce ricavi quando esistono contribuenti morosi sui quali avviare
attività di recupero.
Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto: consentire ai cittadini di
regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità.
La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le
proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha
bisogno che la morosità continui a esistere?
«Abbiamo chiesto noi di valutare la rottamazione anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e prendiamo atto dell’apertura
dell’Amministrazione. Adesso aspettiamo i fatti. Ma la contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler
aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria
attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei
contribuenti e del Comune», dichiara Luca Manuli, consigliere comunale.
PRT non chiede di cancellare i tributi. Chiede di consentire a chi vuole mettersi in regola di pagare quanto dovuto senza
essere schiacciato da sanzioni e interessi, trasformando crediti difficili da recuperare in entrate concrete per il Comune.
Per il Comune, recuperare il capitale attraverso una definizione agevolata e aiutare chi vuole regolarizzarsi non sono
obiettivi in contrasto. Il vero conflitto nasce soltanto se la politica tributaria viene subordinata alla necessità di garantire
ricavi alla partecipata.
La scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti
oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità.
L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno. Ora servono tempi certi e un regolamento. In caso
contrario, sarà legittimo ritenere che la rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il
sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca.
A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che
guadagna dalla loro morosità?
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)Tag:
Rottamazione, PRT: bene l’apertura dell’Amministrazione. Ma Equità Urbana vive della morosità
Taormina, 4 agosto 2026 – Nel Consiglio comunale del 31 luglio è stata approvata l’adesione del Comune di Taormina alla
Rottamazione Quinquies per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
PRT ha votato favorevolmente, coerentemente con la posizione sostenuta nei mesi scorsi: consentire a cittadini e imprese
di regolarizzare la propria posizione, pagando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi, può aiutare i contribuenti e
favorire il recupero delle entrate comunali.
La delibera approvata riguarda però soltanto i carichi affidati ad AdER. In Aula PRT ha già chiesto di valutare una
definizione agevolata anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e per quelli gestiti direttamente dal Comune.
L’Amministrazione ha manifestato apertura e questo è un dato positivo. Adesso quella disponibilità deve trasformarsi in
un regolamento concreto.
Ma proprio qui emerge una contraddizione politica che riguarda la partecipata costituita lo scorso anno.
Equità Urbana S.p.a è stata costituita attribuendo un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto
coattiva. In termini semplici: la nuova partecipata produce ricavi quando esistono contribuenti morosi sui quali avviare
attività di recupero.
Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto: consentire ai cittadini di
regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità.
La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le
proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha
bisogno che la morosità continui a esistere?
«Abbiamo chiesto noi di valutare la rottamazione anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e prendiamo atto dell’apertura
dell’Amministrazione. Adesso aspettiamo i fatti. Ma la contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler
aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria
attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei
contribuenti e del Comune», dichiara Luca Manuli, consigliere comunale.
PRT non chiede di cancellare i tributi. Chiede di consentire a chi vuole mettersi in regola di pagare quanto dovuto senza
essere schiacciato da sanzioni e interessi, trasformando crediti difficili da recuperare in entrate concrete per il Comune.
Per il Comune, recuperare il capitale attraverso una definizione agevolata e aiutare chi vuole regolarizzarsi non sono
obiettivi in contrasto. Il vero conflitto nasce soltanto se la politica tributaria viene subordinata alla necessità di garantire
ricavi alla partecipata.
La scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti
oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità.
L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno. Ora servono tempi certi e un regolamento. In caso
contrario, sarà legittimo ritenere che la rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il
sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca.
A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che
guadagna dalla loro morosità?
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Parcheggi comunali, i primi casi confermano i timori: il tetto agli abbonamenti penalizza lavoratori e imprese
Taormina, 1 agosto 2026 – PRT porta all’attenzione politica le prime criticità emerse dopo la chiusura ai nuovi abbonamenti agevolati per i lavoratori nei parcheggi comunali.
Negli ultimi giorni sono arrivate segnalazioni da parte di attività commerciali e cittadini sull’impossibilità, per nuovi dipendenti provenienti dai comuni vicini, di sottoscrivere l’abbonamento necessario per raggiungere il posto di lavoro a condizioni sostenibili.
L’unica alternativa resta l’abbonamento ordinario, con costi del tutto sproporzionati rispetto a un normale stipendio: 220 euro al mese al Lumbi e 300 euro al mese a Porta Catania. Il parcheggio diventa così un ostacolo concreto all’accesso al lavoro.
La ragione economica del limite appare evidente: un abbonamento agevolato produce per ASM meno entrate rispetto alla rotazione degli stalli e alle tariffe applicate agli utenti occasionali. In una fase in cui la gestione dell’Amministrazione De Luca ha portato ASM a ricorrere all’anticipazione di cassa, si comprimono progressivamente gli abbonamenti destinati ai lavoratori per privilegiare le entrate derivanti dalla sosta turistica.
«Le prime criticità stanno emergendo esattamente come era prevedibile. Riceviamo segnalazioni di lavoratori che non riescono a ottenere l’abbonamento e di imprese che faticano a inserire nuovo personale, perché chi arriva dai comuni vicini non sa dove lasciare l’auto senza affrontare costi insostenibili. È una scelta che colpisce insieme dipendenti e attività economiche», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
Il trasporto pubblico locale (TPL), spesso indicato dall’Amministrazione come alternativa, oggi non rappresenta una soluzione concreta per molti pendolari. Numerosi dipendenti del commercio, della ristorazione e dei servizi iniziano molto presto o terminano il turno anche alle due di notte, quando non esistono collegamenti utilizzabili verso i comuni limitrofi.
Gli annunci sul potenziamento del TPL restano, al momento, proclami privi di un piano operativo e finanziario verificabile. Per rendere il servizio compatibile con gli orari di lavoro servirebbe una copertura estesa per gran parte della giornata, quasi ventiquattro ore nei periodi di maggiore attività, con più corse, mezzi, personale e un aumento strutturale della spesa corrente.
Prima di presentare il TPL come soluzione, l’Amministrazione dovrebbe chiarire risorse, organizzazione e tempi. Non si può penalizzare oggi chi lavora a Taormina promettendo per domani un servizio non ancora programmato, finanziato né organizzato.
La scelta di ASM contraddice anche la necessità di contrastare l’overtourism. Ridurre gli spazi destinati ai pendolari e privilegiare i turisti di giornata non limita il traffico mordi e fuggi, ma lo favorisce, penalizzando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento dell’economia cittadina.
Una politica coerente della mobilità dovrebbe fare l’opposto: garantire condizioni di accesso sostenibili ai lavoratori, scoraggiare l’uso dell’auto da parte dei visitatori giornalieri e favorire modalità alternative di ingresso in città.
Il problema assume un peso ancora maggiore in una fase in cui molte attività faticano già a reperire personale qualificato. Il rischio è duplice: lavoratori costretti a rinunciare a un’opportunità e imprese impossibilitate a inserire nuovo personale.
«In Consiglio comunale avevamo evidenziato che il tetto agli abbonamenti avrebbe ridotto progressivamente l’accesso ai parcheggi per i lavoratori. Oggi sta accadendo esattamente questo: la categoria non viene formalmente eliminata, ma viene avviata a un graduale riassorbimento. È una scelta miope sul piano economico e sociale e una politica della mobilità sbagliata, perché favorisce i turisti di giornata e penalizza chi lavora stabilmente a Taormina», dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
La vicenda assume ulteriore rilievo dopo l’approvazione del nuovo Statuto di ASM, che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle tariffe e su importanti decisioni aziendali, ampliando lo spazio decisionale degli organi dell’Azienda e dell’Amministrazione.
PRT chiede all’Amministrazione e ad ASM di rivedere immediatamente la scelta sui nuovi abbonamenti, distinguendo le esigenze dei lavoratori pendolari dalla domanda di sosta turistica. La disponibilità degli stalli non può essere regolata soltanto in funzione delle entrate più convenienti per ASM, scaricando su lavoratori e imprese le conseguenze della crisi di liquidità dell’Azienda.
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
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Parcheggi comunali, i primi casi confermano i timori: il tetto agli abbonamenti penalizza lavoratori e imprese
Taormina, 1 agosto 2026 – PRT porta all’attenzione politica le prime criticità emerse dopo la chiusura ai nuovi abbonamenti agevolati per i lavoratori nei parcheggi comunali.
Negli ultimi giorni sono arrivate segnalazioni da parte di attività commerciali e cittadini sull’impossibilità, per nuovi dipendenti provenienti dai comuni vicini, di sottoscrivere l’abbonamento necessario per raggiungere il posto di lavoro a condizioni sostenibili.
L’unica alternativa resta l’abbonamento ordinario, con costi del tutto sproporzionati rispetto a un normale stipendio: 220 euro al mese al Lumbi e 300 euro al mese a Porta Catania. Il parcheggio diventa così un ostacolo concreto all’accesso al lavoro.
La ragione economica del limite appare evidente: un abbonamento agevolato produce per ASM meno entrate rispetto alla rotazione degli stalli e alle tariffe applicate agli utenti occasionali. In una fase in cui la gestione dell’Amministrazione De Luca ha portato ASM a ricorrere all’anticipazione di cassa, si comprimono progressivamente gli abbonamenti destinati ai lavoratori per privilegiare le entrate derivanti dalla sosta turistica.
«Le prime criticità stanno emergendo esattamente come era prevedibile. Riceviamo segnalazioni di lavoratori che non riescono a ottenere l’abbonamento e di imprese che faticano a inserire nuovo personale, perché chi arriva dai comuni vicini non sa dove lasciare l’auto senza affrontare costi insostenibili. È una scelta che colpisce insieme dipendenti e attività economiche», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
Il trasporto pubblico locale (TPL), spesso indicato dall’Amministrazione come alternativa, oggi non rappresenta una soluzione concreta per molti pendolari. Numerosi dipendenti del commercio, della ristorazione e dei servizi iniziano molto presto o terminano il turno anche alle due di notte, quando non esistono collegamenti utilizzabili verso i comuni limitrofi.
Gli annunci sul potenziamento del TPL restano, al momento, proclami privi di un piano operativo e finanziario verificabile. Per rendere il servizio compatibile con gli orari di lavoro servirebbe una copertura estesa per gran parte della giornata, quasi ventiquattro ore nei periodi di maggiore attività, con più corse, mezzi, personale e un aumento strutturale della spesa corrente.
Prima di presentare il TPL come soluzione, l’Amministrazione dovrebbe chiarire risorse, organizzazione e tempi. Non si può penalizzare oggi chi lavora a Taormina promettendo per domani un servizio non ancora programmato, finanziato né organizzato.
La scelta di ASM contraddice anche la necessità di contrastare l’overtourism. Ridurre gli spazi destinati ai pendolari e privilegiare i turisti di giornata non limita il traffico mordi e fuggi, ma lo favorisce, penalizzando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento dell’economia cittadina.
Una politica coerente della mobilità dovrebbe fare l’opposto: garantire condizioni di accesso sostenibili ai lavoratori, scoraggiare l’uso dell’auto da parte dei visitatori giornalieri e favorire modalità alternative di ingresso in città.
Il problema assume un peso ancora maggiore in una fase in cui molte attività faticano già a reperire personale qualificato. Il rischio è duplice: lavoratori costretti a rinunciare a un’opportunità e imprese impossibilitate a inserire nuovo personale.
«In Consiglio comunale avevamo evidenziato che il tetto agli abbonamenti avrebbe ridotto progressivamente l’accesso ai parcheggi per i lavoratori. Oggi sta accadendo esattamente questo: la categoria non viene formalmente eliminata, ma viene avviata a un graduale riassorbimento. È una scelta miope sul piano economico e sociale e una politica della mobilità sbagliata, perché favorisce i turisti di giornata e penalizza chi lavora stabilmente a Taormina», dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
La vicenda assume ulteriore rilievo dopo l’approvazione del nuovo Statuto di ASM, che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle tariffe e su importanti decisioni aziendali, ampliando lo spazio decisionale degli organi dell’Azienda e dell’Amministrazione.
PRT chiede all’Amministrazione e ad ASM di rivedere immediatamente la scelta sui nuovi abbonamenti, distinguendo le esigenze dei lavoratori pendolari dalla domanda di sosta turistica. La disponibilità degli stalli non può essere regolata soltanto in funzione delle entrate più convenienti per ASM, scaricando su lavoratori e imprese le conseguenze della crisi di liquidità dell’Azienda.
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
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