• Rottamazione Quinquies, PRT: “Il Sindaco attacca Taormina e quando può aiutare i cittadini resta fermo”


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    Focus:

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    Le dichiarazioni rese dal Sindaco a Putignano, dove Taormina è stata descritta come una città segnata da “corruttela elevata” ed evasione quasi all’80%, sono gravi e politicamente inaccettabili.

    Non perché non si debbano combattere illegalità, evasione o irregolarità. Al contrario: chi amministra ha il dovere di farlo. Ma una cosa è contrastare chi non paga e chi viola le regole; altra cosa è rappresentare pubblicamente Taormina come una città di evasori, usando la nostra comunità come materiale da racconto politico personale.

    Da mesi PRT pone una questione diversa: se davvero si vuole recuperare fiducia, risorse e regolarità, perché non utilizzare anche strumenti concreti per aiutare cittadini e imprese a mettersi in regola?

    Già nel Consiglio comunale del 2 marzo, Luca Manuli,Consigliere comunale, aveva posto direttamente il tema il tema sull’adesione alla Rottamazione Quinquies. In quella sede l’Amministrazione aveva dichiarato di essere al lavoro sulla questione e di avere attivato gli uffici per verificarne gli effetti economico-finanziari. Da allora, però, nulla. Nessuna proposta, nessun regolamento, nessuna decisione politica chiara. Per questo Manuli ha presentato un’interpellanza urgente, chiedendo formalmente di conoscere l’esito di quelle verifiche e le reali intenzioni dell’Amministrazione.

    «A marzo ci è stato detto che si stava valutando la Rottamazione Quinquies. Oggi siamo ancora qui a chiedere che fine abbiano fatto quelle verifiche. Se la misura non è sostenibile, lo si dica con atti e numeri. Se invece è sostenibile, si spieghi perché non si è proceduto. Quello che non accettiamo è dipingere Taormina come una comunità di evasori, mentre chi amministra non costruisce alcuna soluzione concreta.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La definizione agevolata non è un favore e non è una resa contro l’evasione, il contribuente paga l’intero importo dovuto fatto salvo le sanzioni e gli interessi. È uno strumento che molti Comuni hanno valutato o adottato per recuperare crediti, ridurre contenziosi e permettere a cittadini e imprese di regolarizzare posizioni pregresse con condizioni più sostenibili.

    «Il punto politico è ormai evidente. Il Sindaco usa Taormina per la propria visibilità, ma quando c’è da amministrare nell’interesse dei taorminesi tutto si ferma. Fuori città descrive Taormina come un problema, dentro la città non costruisce soluzioni. E la maggioranza, con il suo silenzio, rende possibile tutto questo.» afferma Marco Rao, segretario di PRT.

    Per PRT è ormai evidente una dinamica politica: Taormina e i taorminesi vengono usati come mezzo per alimentare la visibilità del Sindaco, mentre le parole non vengono accompagnate da atti concreti. Il problema non è denunciare irregolarità o combattere l’evasione, ma farlo senza misura, senza distinguere e senza difendere l’immagine della città. Tutto questo avviene nel silenzio dei consiglieri di maggioranza, che non prendono posizione né davanti a dichiarazioni che colpiscono Taormina, né davanti alle occasioni perse per aiutare cittadini e imprese, né davanti all’assenza di risposte su strumenti che avrebbero potuto essere valutati seriamente e portati in Consiglio.

    «Il modello De Luca e questa Amministrazione hanno bruciato la frizione. Fanno proclami su proclami senza alcuna attenzione ai cittadini. I taorminesi hanno chiesto un cambiamento, ma Taormina ha bisogno di essere amministrata, rispettata e difesa con atti, scelte e responsabilità.» conclude Luca Manuli, Consigliere comunale.

    PRT continuerà a fare ciò che questa Amministrazione non fa: avanzare proposte, indicare strumenti concreti e difendere Taormina e i taorminesi.


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    Rottamazione Quinquies, PRT: “Il Sindaco attacca Taormina e quando può aiutare i cittadini resta fermo”


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    Le dichiarazioni rese dal Sindaco a Putignano, dove Taormina è stata descritta come una città segnata da “corruttela elevata” ed evasione quasi all’80%, sono gravi e politicamente inaccettabili.

    Non perché non si debbano combattere illegalità, evasione o irregolarità. Al contrario: chi amministra ha il dovere di farlo. Ma una cosa è contrastare chi non paga e chi viola le regole; altra cosa è rappresentare pubblicamente Taormina come una città di evasori, usando la nostra comunità come materiale da racconto politico personale.

    Da mesi PRT pone una questione diversa: se davvero si vuole recuperare fiducia, risorse e regolarità, perché non utilizzare anche strumenti concreti per aiutare cittadini e imprese a mettersi in regola?

    Già nel Consiglio comunale del 2 marzo, Luca Manuli,Consigliere comunale, aveva posto direttamente il tema il tema sull’adesione alla Rottamazione Quinquies. In quella sede l’Amministrazione aveva dichiarato di essere al lavoro sulla questione e di avere attivato gli uffici per verificarne gli effetti economico-finanziari. Da allora, però, nulla. Nessuna proposta, nessun regolamento, nessuna decisione politica chiara. Per questo Manuli ha presentato un’interpellanza urgente, chiedendo formalmente di conoscere l’esito di quelle verifiche e le reali intenzioni dell’Amministrazione.

    «A marzo ci è stato detto che si stava valutando la Rottamazione Quinquies. Oggi siamo ancora qui a chiedere che fine abbiano fatto quelle verifiche. Se la misura non è sostenibile, lo si dica con atti e numeri. Se invece è sostenibile, si spieghi perché non si è proceduto. Quello che non accettiamo è dipingere Taormina come una comunità di evasori, mentre chi amministra non costruisce alcuna soluzione concreta.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La definizione agevolata non è un favore e non è una resa contro l’evasione, il contribuente paga l’intero importo dovuto fatto salvo le sanzioni e gli interessi. È uno strumento che molti Comuni hanno valutato o adottato per recuperare crediti, ridurre contenziosi e permettere a cittadini e imprese di regolarizzare posizioni pregresse con condizioni più sostenibili.

    «Il punto politico è ormai evidente. Il Sindaco usa Taormina per la propria visibilità, ma quando c’è da amministrare nell’interesse dei taorminesi tutto si ferma. Fuori città descrive Taormina come un problema, dentro la città non costruisce soluzioni. E la maggioranza, con il suo silenzio, rende possibile tutto questo.» afferma Marco Rao, segretario di PRT.

    Per PRT è ormai evidente una dinamica politica: Taormina e i taorminesi vengono usati come mezzo per alimentare la visibilità del Sindaco, mentre le parole non vengono accompagnate da atti concreti. Il problema non è denunciare irregolarità o combattere l’evasione, ma farlo senza misura, senza distinguere e senza difendere l’immagine della città. Tutto questo avviene nel silenzio dei consiglieri di maggioranza, che non prendono posizione né davanti a dichiarazioni che colpiscono Taormina, né davanti alle occasioni perse per aiutare cittadini e imprese, né davanti all’assenza di risposte su strumenti che avrebbero potuto essere valutati seriamente e portati in Consiglio.

    «Il modello De Luca e questa Amministrazione hanno bruciato la frizione. Fanno proclami su proclami senza alcuna attenzione ai cittadini. I taorminesi hanno chiesto un cambiamento, ma Taormina ha bisogno di essere amministrata, rispettata e difesa con atti, scelte e responsabilità.» conclude Luca Manuli, Consigliere comunale.

    PRT continuerà a fare ciò che questa Amministrazione non fa: avanzare proposte, indicare strumenti concreti e difendere Taormina e i taorminesi.


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  • Villa Comunale, bocciata la mozione per finanziare subito il recupero delle Torrette. PRT: “La maggioranza preferisce i mutui annunciati alle soluzioni concrete”


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    La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.


    Villa Comunale, bocciata la mozione per finanziare subito il recupero delle Torrette. PRT: “La maggioranza preferisce i mutui annunciati alle soluzioni concrete”


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    La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.


  • Mazzarò-Isola Bella, l’estate inizia nel caos. PRT: “Da ASM solo parole in radio. Proposte ignorate, e nessuna  soluzione”


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    Focus:

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    «Abbiamo certamente attenzionato la situazione». Così, lo scorso aprile, ai microfoni di Radio  Taormina, il Direttore Generale di ASM, Giuseppe Campagna, rassicurava i cittadini sulla gestione della viabilità e della  sosta nell’area di Mazzarò e Isola Bella.

    A distanza di oltre due mesi, con la stagione turistica ormai entrata nel vivo, la situazione sul campo è rimasta  sostanzialmente invariata: nessun posto in più per i residenti, nessuna misura concreta di tutela e il solito caos viario. Per  questo Progetto Ricostruzione Taormina interviene con Arianna Moschella, membro di PRT, e Luca Manuli, Consigliere  comunale, denunciando l’immobilismo dei vertici di ASM e dell’Amministrazione comunale. 

    «Siamo a giugno inoltrato e la politica delle “porte aperte” e del “conosciamo la situazione” si è tradotta nel nulla. I  cittadini avevano avanzato soluzioni immediate e concrete, in un periodo dell’anno in cui era ancora possibile intervenire  per tempo. A dispetto delle parole del Presidente Campagna e di chi, in questa amministrazione, continua a sbandierare  massima disponibilità, la realtà è che le PEC restano senza risposta. Ignorare il confronto non cancella l’emergenza»dichiara Arianna Moschella, membro di PRT. 

    Per fare chiarezza sulla gestione delle aree di sosta e della mobilità nella zona a mare, PRT aveva formalizzato una richiesta  di accesso agli atti. 

    «Vogliamo vedere i dati reali, a partire dalle liste d’attesa del parcheggio sotterraneo e avere chiarezza sui criteri di  assegnazione degli abbonamenti. Inoltre,ricordiamo al Direttore Campagna che l’articolo 9 del Regolamento parcheggi  consente già oggi di introdurre deroghe tariffarie per ottimizzare la gestione delle strisce blu di Mazzarò, consentendo  l’applicazione di una tariffa residenti. Non servono tempi biblici. Se non lo si fa, è una scelta politica: fare cassa sui  residenti, e non risolvere un problema concreto»spiega Luca Manuli, Consigliere comunale. 

    Per PRT il punto è semplice: i residenti di Mazzarò non chiedono favori né privilegi. Chiedono di poter sostare in condizioni ragionevoli e di non essere trattati come un intralcio rispetto ai risultati aziendali, spesso celebrati ma non sempre chiari nelle ricadute concrete sulla vita quotidiana. 

    «La stagione è iniziata senza soluzioni e l’unica azione visibile è stata il moltiplicarsi delle multe da parte degli ausiliari del  traffico. È una pressione intollerabile su cittadini che non hanno alternative reali: o pagano il prezzo pieno delle strisce blu,  o rischiano di essere multati. Questa non è gestione della mobilità, è scaricare il problema sui residenti»aggiunge  Moschella. 

    PRT chiede che ASM e Amministrazione comunale rispondano nel merito alle proposte avanzate: aumentare gli stalli  residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa  residenti sulle strisce blu di Mazzarò.  

    La zona a mare non può essere affrontata solo come spazio turistico: è parte della città e deve essere gestita tenendo  insieme mobilità, vivibilità, residenti, lavoratori e attività economiche. 


    Mazzarò-Isola Bella, l’estate inizia nel caos. PRT: “Da ASM solo parole in radio. Proposte ignorate, e nessuna  soluzione”


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    «Abbiamo certamente attenzionato la situazione». Così, lo scorso aprile, ai microfoni di Radio  Taormina, il Direttore Generale di ASM, Giuseppe Campagna, rassicurava i cittadini sulla gestione della viabilità e della  sosta nell’area di Mazzarò e Isola Bella.

    A distanza di oltre due mesi, con la stagione turistica ormai entrata nel vivo, la situazione sul campo è rimasta  sostanzialmente invariata: nessun posto in più per i residenti, nessuna misura concreta di tutela e il solito caos viario. Per  questo Progetto Ricostruzione Taormina interviene con Arianna Moschella, membro di PRT, e Luca Manuli, Consigliere  comunale, denunciando l’immobilismo dei vertici di ASM e dell’Amministrazione comunale. 

    «Siamo a giugno inoltrato e la politica delle “porte aperte” e del “conosciamo la situazione” si è tradotta nel nulla. I  cittadini avevano avanzato soluzioni immediate e concrete, in un periodo dell’anno in cui era ancora possibile intervenire  per tempo. A dispetto delle parole del Presidente Campagna e di chi, in questa amministrazione, continua a sbandierare  massima disponibilità, la realtà è che le PEC restano senza risposta. Ignorare il confronto non cancella l’emergenza»dichiara Arianna Moschella, membro di PRT. 

    Per fare chiarezza sulla gestione delle aree di sosta e della mobilità nella zona a mare, PRT aveva formalizzato una richiesta  di accesso agli atti. 

    «Vogliamo vedere i dati reali, a partire dalle liste d’attesa del parcheggio sotterraneo e avere chiarezza sui criteri di  assegnazione degli abbonamenti. Inoltre,ricordiamo al Direttore Campagna che l’articolo 9 del Regolamento parcheggi  consente già oggi di introdurre deroghe tariffarie per ottimizzare la gestione delle strisce blu di Mazzarò, consentendo  l’applicazione di una tariffa residenti. Non servono tempi biblici. Se non lo si fa, è una scelta politica: fare cassa sui  residenti, e non risolvere un problema concreto»spiega Luca Manuli, Consigliere comunale. 

    Per PRT il punto è semplice: i residenti di Mazzarò non chiedono favori né privilegi. Chiedono di poter sostare in condizioni ragionevoli e di non essere trattati come un intralcio rispetto ai risultati aziendali, spesso celebrati ma non sempre chiari nelle ricadute concrete sulla vita quotidiana. 

    «La stagione è iniziata senza soluzioni e l’unica azione visibile è stata il moltiplicarsi delle multe da parte degli ausiliari del  traffico. È una pressione intollerabile su cittadini che non hanno alternative reali: o pagano il prezzo pieno delle strisce blu,  o rischiano di essere multati. Questa non è gestione della mobilità, è scaricare il problema sui residenti»aggiunge  Moschella. 

    PRT chiede che ASM e Amministrazione comunale rispondano nel merito alle proposte avanzate: aumentare gli stalli  residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa  residenti sulle strisce blu di Mazzarò.  

    La zona a mare non può essere affrontata solo come spazio turistico: è parte della città e deve essere gestita tenendo  insieme mobilità, vivibilità, residenti, lavoratori e attività economiche. 


  • Tante parole. Poche risposte: la trasparenza non si misura dalle dirette Facebook ma dagli atti


    Nota Stampa del:

    Focus:


    PRT annuncia di avere formalizzato una diffidaper il mancato riscontro a richieste di accesso  agli atti e chiarimenti presentate da mesi. Non è una “questione burocratica”: è un fatto politico. Questa Amministrazione  costruisce una parte rilevante della propria narrazione su trasparenza, innovazione ed efficienza, ma quando vengono  chiesti documenti puntuali e risposte verificabili dal Consiglio Comunale, arrivano silenzi, rinvii o nessuna risposta.

    «Quando il Sindaco vuole comunicare parla per ore; quando il Consiglio Comunale chiede documenti, passano mesi senza  risposta. La trasparenza non è una diretta Facebook: è mettere a disposizione gli atti e rispondere nel merito. Altrimenti si pretende fiducia senza rendere conto.»dichiara Luca Manuli, Consigliere Comunale. 

    Le richieste inevase non riguardano curiosità o temi marginali. Riguardano dossier centrali: società partecipate e contratti  di servizio; rendiconto e rivalutazione del patrimonio comunale; recupero evasione tributaria; liste d’attesa e gestione dei  parcheggi; taglio degli alberi del Giardino Pubblico; comunicazioni e documentazione richiamate con la Corte dei conti.  Sono atti essenziali per consentire al Consiglio Comunale di esercitare la funzione di controllo democraticoe per garantire  ai cittadini la piena conoscibilità delle scelte pubbliche. 

    «Si può comunicare quanto si vuole, ma la trasparenza si misura quando arrivano gli atti e le risposte scritte. Se quelle  mancano, resta solo propaganda.»aggiunge Alessio Bonesoli, Vice Presidente di PRT. 

    Il Sindaco ama definire il proprio un movimento “post ideologico”. Vorremmo capire se, in questa visione, rientri anche  l’idea che alle richieste del Consiglio Comunale si possa rispondere quando “conviene” o quando fa comodo. Le regole  istituzionali non si superano con gli slogan, e la trasparenza non può essere a intermittenza

    PRT chiede che venga ripristinato un metodo normale e rispettoso delle istituzioni: risposte puntuali, documenti  disponibili, tempi certi. Chi governa dovrebbe essere il primo a favorire la circolazione delle informazioni, perché la  trasparenza non si misura dal numero di post pubblicati o di dirette trasmesse, ma dalla disponibilità degli atti e dalla  capacità di rispondere puntualmente alle domande che vengono poste. 


    Tante parole. Poche risposte: la trasparenza non si misura dalle dirette Facebook ma dagli atti


    Nota Stampa del:

    Focus:


    PRT annuncia di avere formalizzato una diffidaper il mancato riscontro a richieste di accesso  agli atti e chiarimenti presentate da mesi. Non è una “questione burocratica”: è un fatto politico. Questa Amministrazione  costruisce una parte rilevante della propria narrazione su trasparenza, innovazione ed efficienza, ma quando vengono  chiesti documenti puntuali e risposte verificabili dal Consiglio Comunale, arrivano silenzi, rinvii o nessuna risposta.

    «Quando il Sindaco vuole comunicare parla per ore; quando il Consiglio Comunale chiede documenti, passano mesi senza  risposta. La trasparenza non è una diretta Facebook: è mettere a disposizione gli atti e rispondere nel merito. Altrimenti si pretende fiducia senza rendere conto.»dichiara Luca Manuli, Consigliere Comunale. 

    Le richieste inevase non riguardano curiosità o temi marginali. Riguardano dossier centrali: società partecipate e contratti  di servizio; rendiconto e rivalutazione del patrimonio comunale; recupero evasione tributaria; liste d’attesa e gestione dei  parcheggi; taglio degli alberi del Giardino Pubblico; comunicazioni e documentazione richiamate con la Corte dei conti.  Sono atti essenziali per consentire al Consiglio Comunale di esercitare la funzione di controllo democraticoe per garantire  ai cittadini la piena conoscibilità delle scelte pubbliche. 

    «Si può comunicare quanto si vuole, ma la trasparenza si misura quando arrivano gli atti e le risposte scritte. Se quelle  mancano, resta solo propaganda.»aggiunge Alessio Bonesoli, Vice Presidente di PRT. 

    Il Sindaco ama definire il proprio un movimento “post ideologico”. Vorremmo capire se, in questa visione, rientri anche  l’idea che alle richieste del Consiglio Comunale si possa rispondere quando “conviene” o quando fa comodo. Le regole  istituzionali non si superano con gli slogan, e la trasparenza non può essere a intermittenza

    PRT chiede che venga ripristinato un metodo normale e rispettoso delle istituzioni: risposte puntuali, documenti  disponibili, tempi certi. Chi governa dovrebbe essere il primo a favorire la circolazione delle informazioni, perché la  trasparenza non si misura dal numero di post pubblicati o di dirette trasmesse, ma dalla disponibilità degli atti e dalla  capacità di rispondere puntualmente alle domande che vengono poste.