Taormina, 4 agosto 2026 – Nel Consiglio comunale del 31 luglio è stata approvata l’adesione del Comune di Taormina alla
Rottamazione Quinquies per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
PRT ha votato favorevolmente, coerentemente con la posizione sostenuta nei mesi scorsi: consentire a cittadini e imprese
di regolarizzare la propria posizione, pagando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi, può aiutare i contribuenti e
favorire il recupero delle entrate comunali.
La delibera approvata riguarda però soltanto i carichi affidati ad AdER. In Aula PRT ha già chiesto di valutare una
definizione agevolata anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e per quelli gestiti direttamente dal Comune.
L’Amministrazione ha manifestato apertura e questo è un dato positivo. Adesso quella disponibilità deve trasformarsi in
un regolamento concreto.
Ma proprio qui emerge una contraddizione politica che riguarda la partecipata costituita lo scorso anno.
Equità Urbana S.p.a è stata costituita attribuendo un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto
coattiva. In termini semplici: la nuova partecipata produce ricavi quando esistono contribuenti morosi sui quali avviare
attività di recupero.
Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto: consentire ai cittadini di
regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità.
La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le
proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha
bisogno che la morosità continui a esistere?
«Abbiamo chiesto noi di valutare la rottamazione anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e prendiamo atto dell’apertura
dell’Amministrazione. Adesso aspettiamo i fatti. Ma la contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler
aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria
attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei
contribuenti e del Comune», dichiara Luca Manuli, consigliere comunale.
PRT non chiede di cancellare i tributi. Chiede di consentire a chi vuole mettersi in regola di pagare quanto dovuto senza
essere schiacciato da sanzioni e interessi, trasformando crediti difficili da recuperare in entrate concrete per il Comune.
Per il Comune, recuperare il capitale attraverso una definizione agevolata e aiutare chi vuole regolarizzarsi non sono
obiettivi in contrasto. Il vero conflitto nasce soltanto se la politica tributaria viene subordinata alla necessità di garantire
ricavi alla partecipata.
La scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti
oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità.
L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno. Ora servono tempi certi e un regolamento. In caso
contrario, sarà legittimo ritenere che la rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il
sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca.
A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che
guadagna dalla loro morosità?
Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)
