• Terzo anno di mandato, PRT: «Troppo spesso i Taorminesi hanno dovuto subire le scelte dell’Amministrazione. Chi è al servizio di chi?»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 15 settembre 2026 – Rifiuti, vivibilità, parcheggi, lavoratori, tributi e partecipate. Per Progetto Ricostruzione Taormina il terzo anno dell’Amministrazione De Luca lascia emergere un filo comune: troppo spesso ai Taorminesi è stato chiesto di adattarsi alle scelte dell’Amministrazione, anziché costruire quelle scelte partendo dalle esigenze della comunità.

    È questo il senso dell’intervento del consigliere comunale Luca Manuli, presidente di Progetto Ricostruzione Taormina e membro di Controcorrente, durante il dibattito sulla relazione annuale del Sindaco.

    «Abbiamo voluto raccontare questo terzo anno non attraverso gli annunci dell’Amministrazione, ma attraverso ciò che i Taorminesi hanno concretamente vissuto. E mettendo insieme vicende molto diverse emerge sempre la stessa domanda: è l’Amministrazione ad essere al servizio dei cittadini o sono ormai i cittadini a doversi mettere al servizio del modello costruito dall’Amministrazione?».

    Uno degli esempi richiamati è quello degli orari di conferimento dei rifiuti nel centro storico. Per mesi ai residenti è stato chiesto, durante buona parte dell’anno, di conferire tra l’1.30 e le 5 del mattino. Nell’agosto 2025 la proposta di estendere il conferimento fino alle 7 fu bocciata; mesi dopo quella stessa possibilità è stata prevista nel nuovo regolamento.

    «Una soluzione semplice è stata prima respinta e poi adottata dopo mesi di disagio, proteste e interlocuzioni. Il problema non era scegliere tra decoro e residenti. Era trovare una soluzione capace di garantire entrambi. Si poteva fare prima.»

    La stessa difficoltà nel correggere le scelte, secondo PRT, emerge a Mazzarò e Isola Bella.

    Da mesi residenti e operatori pongono il problema della sosta e della vivibilità della zona. PRT aveva avanzato proposte concrete: aumentare gli stalli riservati ai residenti e prevedere una tariffa agevolata per i residenti sulle strisce blu, così da offrire un’alternativa quando gli spazi dedicati risultano occupati.

    Ad aprile il presidente di ASM Giuseppe Campagna dichiarava pubblicamente di conoscere la situazione e che sarebbero stati valutati interventi. Con la stagione ormai iniziata, però, nessuna delle soluzioni prospettate era stata attuata.

    «Non possiamo continuare a sentirci dire che un problema è conosciuto e attenzionato se poi, mesi dopo, chi vive quella zona si trova davanti sostanzialmente alle stesse difficoltà. Mazzarò non è soltanto una spiaggia, una funivia o una porta d’ingresso per migliaia di visitatori. È una parte di Taormina nella quale deve essere possibile vivere.»

    Da qui il tema più generale della mobilità.

    Per PRT la priorità dovrebbe essere chiara: prima i residenti, poi i lavoratori che ogni giorno permettono a Taormina di funzionare, quindi l’organizzazione dei grandi flussi turistici.

    «Se i parcheggi pubblici vengono gestiti prevalentemente in funzione della rotazione e della massimizzazione degli incassi, il rischio è che residenti e lavoratori vengano progressivamente penalizzati proprio negli spazi e nei servizi di cui hanno bisogno ogni giorno. E indicare genericamente il trasporto pubblico come alternativa non basta: prima bisogna costruire un servizio realmente compatibile con turni, orari serali e necessità di una città turistica. Poi si può chiedere alle persone di cambiare abitudini. Non il contrario.»

    Per PRT non è soltanto un problema di parcheggi, ma di vivibilità: decidere se la città debba essere organizzata innanzitutto intorno a chi la vive e la fa funzionare oppure se residenti e lavoratori debbano continuamente adattarsi alla pressione generata dai flussi e alle esigenze finanziarie dei servizi pubblici.

    Il rapporto tra Amministrazione e cittadini è emerso con ancora maggiore evidenza sul tema dei tributi.

    «In questi anni, e anche in quest’ultimo anno, i Taorminesi hanno vissuto una stagione di riscossione particolarmente pesante: accertamenti, file agli uffici, posizioni contestate, errori da correggere e cittadini costretti in alcuni casi a dimostrare di essere in regola. L’evasione va combattuta, ma proprio per questo bisogna essere rigorosi anche nel distinguere chi evade da chi ha ricevuto una richiesta errata o vuole regolarizzare una posizione pregressa».

    È proprio a partire da queste criticità che PRT aveva proposto un “reset ordinato” della situazione tributaria, chiedendo di utilizzare pienamente gli strumenti della Rottamazione Quinquies e di predisporre un regolamento comunale per estendere la definizione agevolata, nei limiti consentiti dalla legge, anche alle posizioni comunali oggi gestite da SO.GE.R.T.

    «Non abbiamo mai proposto un condono e non abbiamo mai sostenuto che chi evade non debba pagare. Il principio era l’opposto: recuperare il capitale dovuto, ridurre sanzioni e interessi dove la legge lo consente, diminuire il contenzioso, correggere le banche dati e permettere a chi vuole mettersi in regola di farlo. Un reset ordinato dopo anni di conflittualità.»

    L’Amministrazione ha invece aderito alla Rottamazione per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza adottare finora quel regolamento comunale che, secondo PRT, inciderebbe molto più direttamente sulle posizioni con cui numerosi contribuenti taorminesi si sono confrontati in questi anni.

    «Quella scelta non risolve il problema che abbiamo posto. La pressione e i disagi che hanno caratterizzato il rapporto tra Comune e contribuenti riguardano soprattutto le posizioni comunali e la riscossione locale. È lì che serviva intervenire.»

    E mentre PRT proponeva questo percorso, Manuli ha ricordato le dichiarazioni rese dal Sindaco fuori Taormina, dove la città è stata descritta come caratterizzata da una “corruttela elevata” e da livelli di evasione prossimi all’80%.

    «È una contraddizione che continuiamo a considerare grave. Non si può raccontare fuori Taormina un’intera comunità attraverso l’evasione e poi non utilizzare fino in fondo gli strumenti che possono aiutare a recuperare il dovuto e riportare cittadini e imprese nella regolarità. Combattere l’evasione significa colpire chi evade. Non significa mettere Taormina sul banco degli imputati».

    È qui che, per PRT, il tema tributario incontra quello delle partecipate.

    Il piano economico con cui è stata costituita Equità Urbana prevede che circa il 60% dei ricavi derivi dagli aggi della riscossione coattiva.

    «E allora il problema politico è evidente: se una vera Rottamazione dei crediti comunali riduce la morosità e la necessità di ricorrere alla riscossione coattiva, riduce anche una delle principali fonti di ricavo su cui è stato costruito il modello economico della società».

    Per PRT il rapporto tra le due questioni non può essere ignorato.

    «Non possono essere i cittadini a dover restare morosi per tenere in piedi Equità Urbana. Se il modello non regge senza una forte componente di riscossione coattiva, è il modello della società che va messo in discussione.»

    Manuli lega questo passaggio direttamente alla questione centrale dell’intervento:

    «Abbiamo costituito una società, nominato un CdA e costruito un piano economico che dipende in larga parte dagli aggi della coattiva. A quel punto la domanda diventa inevitabile: Equità Urbana serve a ridurre la morosità oppure la morosità serve a giustificare Equità Urbana? Se il secondo elemento diventa necessario per sostenere economicamente la società, allora il rapporto tra amministrazione e cittadini è stato completamente rovesciato».

    Per PRT Equità Urbana è soltanto una parte di un problema più ampio.

    Nell’ultimo anno sono state costituite nuove strutture per gestire servizi sociali, patrimonio, cultura e riscossione, con nuovi organi di governance, nuovi costi e un progressivo trasferimento all’esterno del Comune di funzioni, risorse e personale.

    Parallelamente, la proposta di PRT di rafforzare in maniera stabile e continuativa il controllo sulle partecipate non ha trovato accoglimento in Consiglio comunale.

    «Il rischio è costruire una macchina sempre più articolata e costosa mentre il Comune perde progressivamente capacità operativa. Le partecipate dovrebbero essere strumenti del Comune per servire meglio i cittadini. Non possono diventare strutture da alimentare economicamente, fino al punto di piegare le politiche pubbliche alle esigenze della loro stessa sopravvivenza.»

    Da qui la conclusione politica di PRT sul terzo anno di mandato:

    «Dai rifiuti ai parcheggi, dalla mobilità ai tributi fino alle partecipate, troppe volte abbiamo visto lo stesso metodo: prima viene costruito il modello, poi ai Taorminesi viene chiesto di adattarsi. Noi pensiamo che amministrare significhi esattamente il contrario.

    Le regole, i servizi, le aziende pubbliche e le società partecipate devono essere costruiti intorno alle esigenze della comunità.

    L’Amministrazione deve essere al servizio dei cittadini. Non possono essere i cittadini a essere messi al servizio dell’Amministrazione e delle strutture che essa ha creato.»

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Terzo anno di mandato, PRT: «Troppo spesso i Taorminesi hanno dovuto subire le scelte dell’Amministrazione. Chi è al servizio di chi?»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 15 settembre 2026 – Rifiuti, vivibilità, parcheggi, lavoratori, tributi e partecipate. Per Progetto Ricostruzione Taormina il terzo anno dell’Amministrazione De Luca lascia emergere un filo comune: troppo spesso ai Taorminesi è stato chiesto di adattarsi alle scelte dell’Amministrazione, anziché costruire quelle scelte partendo dalle esigenze della comunità.

    È questo il senso dell’intervento del consigliere comunale Luca Manuli, presidente di Progetto Ricostruzione Taormina e membro di Controcorrente, durante il dibattito sulla relazione annuale del Sindaco.

    «Abbiamo voluto raccontare questo terzo anno non attraverso gli annunci dell’Amministrazione, ma attraverso ciò che i Taorminesi hanno concretamente vissuto. E mettendo insieme vicende molto diverse emerge sempre la stessa domanda: è l’Amministrazione ad essere al servizio dei cittadini o sono ormai i cittadini a doversi mettere al servizio del modello costruito dall’Amministrazione?».

    Uno degli esempi richiamati è quello degli orari di conferimento dei rifiuti nel centro storico. Per mesi ai residenti è stato chiesto, durante buona parte dell’anno, di conferire tra l’1.30 e le 5 del mattino. Nell’agosto 2025 la proposta di estendere il conferimento fino alle 7 fu bocciata; mesi dopo quella stessa possibilità è stata prevista nel nuovo regolamento.

    «Una soluzione semplice è stata prima respinta e poi adottata dopo mesi di disagio, proteste e interlocuzioni. Il problema non era scegliere tra decoro e residenti. Era trovare una soluzione capace di garantire entrambi. Si poteva fare prima.»

    La stessa difficoltà nel correggere le scelte, secondo PRT, emerge a Mazzarò e Isola Bella.

    Da mesi residenti e operatori pongono il problema della sosta e della vivibilità della zona. PRT aveva avanzato proposte concrete: aumentare gli stalli riservati ai residenti e prevedere una tariffa agevolata per i residenti sulle strisce blu, così da offrire un’alternativa quando gli spazi dedicati risultano occupati.

    Ad aprile il presidente di ASM Giuseppe Campagna dichiarava pubblicamente di conoscere la situazione e che sarebbero stati valutati interventi. Con la stagione ormai iniziata, però, nessuna delle soluzioni prospettate era stata attuata.

    «Non possiamo continuare a sentirci dire che un problema è conosciuto e attenzionato se poi, mesi dopo, chi vive quella zona si trova davanti sostanzialmente alle stesse difficoltà. Mazzarò non è soltanto una spiaggia, una funivia o una porta d’ingresso per migliaia di visitatori. È una parte di Taormina nella quale deve essere possibile vivere.»

    Da qui il tema più generale della mobilità.

    Per PRT la priorità dovrebbe essere chiara: prima i residenti, poi i lavoratori che ogni giorno permettono a Taormina di funzionare, quindi l’organizzazione dei grandi flussi turistici.

    «Se i parcheggi pubblici vengono gestiti prevalentemente in funzione della rotazione e della massimizzazione degli incassi, il rischio è che residenti e lavoratori vengano progressivamente penalizzati proprio negli spazi e nei servizi di cui hanno bisogno ogni giorno. E indicare genericamente il trasporto pubblico come alternativa non basta: prima bisogna costruire un servizio realmente compatibile con turni, orari serali e necessità di una città turistica. Poi si può chiedere alle persone di cambiare abitudini. Non il contrario.»

    Per PRT non è soltanto un problema di parcheggi, ma di vivibilità: decidere se la città debba essere organizzata innanzitutto intorno a chi la vive e la fa funzionare oppure se residenti e lavoratori debbano continuamente adattarsi alla pressione generata dai flussi e alle esigenze finanziarie dei servizi pubblici.

    Il rapporto tra Amministrazione e cittadini è emerso con ancora maggiore evidenza sul tema dei tributi.

    «In questi anni, e anche in quest’ultimo anno, i Taorminesi hanno vissuto una stagione di riscossione particolarmente pesante: accertamenti, file agli uffici, posizioni contestate, errori da correggere e cittadini costretti in alcuni casi a dimostrare di essere in regola. L’evasione va combattuta, ma proprio per questo bisogna essere rigorosi anche nel distinguere chi evade da chi ha ricevuto una richiesta errata o vuole regolarizzare una posizione pregressa».

    È proprio a partire da queste criticità che PRT aveva proposto un “reset ordinato” della situazione tributaria, chiedendo di utilizzare pienamente gli strumenti della Rottamazione Quinquies e di predisporre un regolamento comunale per estendere la definizione agevolata, nei limiti consentiti dalla legge, anche alle posizioni comunali oggi gestite da SO.GE.R.T.

    «Non abbiamo mai proposto un condono e non abbiamo mai sostenuto che chi evade non debba pagare. Il principio era l’opposto: recuperare il capitale dovuto, ridurre sanzioni e interessi dove la legge lo consente, diminuire il contenzioso, correggere le banche dati e permettere a chi vuole mettersi in regola di farlo. Un reset ordinato dopo anni di conflittualità.»

    L’Amministrazione ha invece aderito alla Rottamazione per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza adottare finora quel regolamento comunale che, secondo PRT, inciderebbe molto più direttamente sulle posizioni con cui numerosi contribuenti taorminesi si sono confrontati in questi anni.

    «Quella scelta non risolve il problema che abbiamo posto. La pressione e i disagi che hanno caratterizzato il rapporto tra Comune e contribuenti riguardano soprattutto le posizioni comunali e la riscossione locale. È lì che serviva intervenire.»

    E mentre PRT proponeva questo percorso, Manuli ha ricordato le dichiarazioni rese dal Sindaco fuori Taormina, dove la città è stata descritta come caratterizzata da una “corruttela elevata” e da livelli di evasione prossimi all’80%.

    «È una contraddizione che continuiamo a considerare grave. Non si può raccontare fuori Taormina un’intera comunità attraverso l’evasione e poi non utilizzare fino in fondo gli strumenti che possono aiutare a recuperare il dovuto e riportare cittadini e imprese nella regolarità. Combattere l’evasione significa colpire chi evade. Non significa mettere Taormina sul banco degli imputati».

    È qui che, per PRT, il tema tributario incontra quello delle partecipate.

    Il piano economico con cui è stata costituita Equità Urbana prevede che circa il 60% dei ricavi derivi dagli aggi della riscossione coattiva.

    «E allora il problema politico è evidente: se una vera Rottamazione dei crediti comunali riduce la morosità e la necessità di ricorrere alla riscossione coattiva, riduce anche una delle principali fonti di ricavo su cui è stato costruito il modello economico della società».

    Per PRT il rapporto tra le due questioni non può essere ignorato.

    «Non possono essere i cittadini a dover restare morosi per tenere in piedi Equità Urbana. Se il modello non regge senza una forte componente di riscossione coattiva, è il modello della società che va messo in discussione.»

    Manuli lega questo passaggio direttamente alla questione centrale dell’intervento:

    «Abbiamo costituito una società, nominato un CdA e costruito un piano economico che dipende in larga parte dagli aggi della coattiva. A quel punto la domanda diventa inevitabile: Equità Urbana serve a ridurre la morosità oppure la morosità serve a giustificare Equità Urbana? Se il secondo elemento diventa necessario per sostenere economicamente la società, allora il rapporto tra amministrazione e cittadini è stato completamente rovesciato».

    Per PRT Equità Urbana è soltanto una parte di un problema più ampio.

    Nell’ultimo anno sono state costituite nuove strutture per gestire servizi sociali, patrimonio, cultura e riscossione, con nuovi organi di governance, nuovi costi e un progressivo trasferimento all’esterno del Comune di funzioni, risorse e personale.

    Parallelamente, la proposta di PRT di rafforzare in maniera stabile e continuativa il controllo sulle partecipate non ha trovato accoglimento in Consiglio comunale.

    «Il rischio è costruire una macchina sempre più articolata e costosa mentre il Comune perde progressivamente capacità operativa. Le partecipate dovrebbero essere strumenti del Comune per servire meglio i cittadini. Non possono diventare strutture da alimentare economicamente, fino al punto di piegare le politiche pubbliche alle esigenze della loro stessa sopravvivenza.»

    Da qui la conclusione politica di PRT sul terzo anno di mandato:

    «Dai rifiuti ai parcheggi, dalla mobilità ai tributi fino alle partecipate, troppe volte abbiamo visto lo stesso metodo: prima viene costruito il modello, poi ai Taorminesi viene chiesto di adattarsi. Noi pensiamo che amministrare significhi esattamente il contrario.

    Le regole, i servizi, le aziende pubbliche e le società partecipate devono essere costruiti intorno alle esigenze della comunità.

    L’Amministrazione deve essere al servizio dei cittadini. Non possono essere i cittadini a essere messi al servizio dell’Amministrazione e delle strutture che essa ha creato.»

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Parcheggio Lumbi, ASM fa marcia indietro: dal 15 settembre tornano gli abbonamenti per i pendolari


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 11 settembre 2026 – ASM fa marcia indietro e, dopo la sospensione dei nuovi abbonamenti per i pendolari,
    annuncia la riapertura degli abbonamenti al parcheggio Lumbi a partire da martedì 15 settembre.
    Una decisione che arriva a poco più di un mese dalla nota con cui Progetto Ricostruzione Taormina (PRT) aveva
    denunciato le prime conseguenze concrete del tetto agli abbonamenti e segnalato come la scelta rischiasse di penalizzare
    lavoratori, imprese e attività economiche cittadine.
    Il provvedimento annunciato da ASM rappresenta quindi un passo nella direzione giusta, ma conferma al tempo stesso la
    fondatezza delle criticità sollevate da PRT.
    ASM motiva la riapertura con la cessazione dell’emergenza viabilità legata al periodo di alta stagione. Una motivazione
    che, tuttavia, rende ancora più evidente una questione che PRT aveva posto già ad agosto: la disponibilità dei parcheggi
    per chi lavora a Taormina non può essere considerata una variabile da comprimere o ampliare esclusivamente in
    funzione dei flussi turistici stagionali.
    «Siamo contenti che ASM abbia fatto un passo indietro dopo il nostro comunicato del 1° agosto. Avevamo denunciato
    con chiarezza che il blocco dei nuovi abbonamenti avrebbe creato problemi concreti ai lavoratori e alle imprese, e oggi
    ASM riconosce di fatto la necessità di riaprire agli abbonamenti per i pendolari. È un risultato positivo, ma soprattutto è la
    dimostrazione che le criticità che avevamo evidenziato non erano affatto teoriche. Ora ci aspettiamo che questa scelta
    venga accompagnata da una programmazione stabile, che garantisca ai lavoratori la possibilità di accedere ai parcheggi
    senza dover attendere ogni anno la fine dell’alta stagione», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    Per PRT, però, resta aperto il tema della programmazione complessiva della mobilità e della sosta per i lavoratori.
    Occorre interrogarsi sulla necessità di individuare criteri più chiari e strutturali, evitando che ogni anno lavoratori e
    imprese debbano attendere la fine dell’estate per sapere se potranno contare su un posto auto a condizioni sostenibili.
    «Questa vicenda dimostra che avevamo ragione a mettere in guardia l’Amministrazione e ASM. Il problema non era
    l’esistenza di una categoria di lavoratori da sacrificare durante l’estate, ma l’assenza di una vera politica della mobilità. Se
    oggi, cessata l’emergenza dell’alta stagione, gli abbonamenti possono essere nuovamente attivati, significa che la
    soluzione non può essere semplicemente quella di chiudere o riaprire il rubinetto degli abbonamenti in base al
    periodo. Serve una programmazione che tenga insieme turismo, residenti, lavoratori e imprese, perché Taormina non è
    soltanto una destinazione turistica: è anche una città nella quale migliaia di persone devono poter lavorare ogni giorno»,
    dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
    PRT considera dunque positivamente il passo indietro di ASM e invita l’Amministrazione a non considerare la riapertura
    del 15 settembre come una soluzione temporanea, ma come l’occasione per affrontare definitivamente il problema.
    La mobilità dei lavoratori deve essere inserita all’interno di una strategia complessiva che preveda una corretta gestione
    della sosta, un trasporto pubblico locale realmente compatibile con gli orari di lavoro e una politica capace di distinguere
    le esigenze dei pendolari da quelle della sosta turistica.
    Il passo indietro di ASM è positivo. Adesso serve un passo avanti nella programmazione.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Parcheggio Lumbi, ASM fa marcia indietro: dal 15 settembre tornano gli abbonamenti per i pendolari


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 11 settembre 2026 – ASM fa marcia indietro e, dopo la sospensione dei nuovi abbonamenti per i pendolari,
    annuncia la riapertura degli abbonamenti al parcheggio Lumbi a partire da martedì 15 settembre.
    Una decisione che arriva a poco più di un mese dalla nota con cui Progetto Ricostruzione Taormina (PRT) aveva
    denunciato le prime conseguenze concrete del tetto agli abbonamenti e segnalato come la scelta rischiasse di penalizzare
    lavoratori, imprese e attività economiche cittadine.
    Il provvedimento annunciato da ASM rappresenta quindi un passo nella direzione giusta, ma conferma al tempo stesso la
    fondatezza delle criticità sollevate da PRT.
    ASM motiva la riapertura con la cessazione dell’emergenza viabilità legata al periodo di alta stagione. Una motivazione
    che, tuttavia, rende ancora più evidente una questione che PRT aveva posto già ad agosto: la disponibilità dei parcheggi
    per chi lavora a Taormina non può essere considerata una variabile da comprimere o ampliare esclusivamente in
    funzione dei flussi turistici stagionali.
    «Siamo contenti che ASM abbia fatto un passo indietro dopo il nostro comunicato del 1° agosto. Avevamo denunciato
    con chiarezza che il blocco dei nuovi abbonamenti avrebbe creato problemi concreti ai lavoratori e alle imprese, e oggi
    ASM riconosce di fatto la necessità di riaprire agli abbonamenti per i pendolari. È un risultato positivo, ma soprattutto è la
    dimostrazione che le criticità che avevamo evidenziato non erano affatto teoriche. Ora ci aspettiamo che questa scelta
    venga accompagnata da una programmazione stabile, che garantisca ai lavoratori la possibilità di accedere ai parcheggi
    senza dover attendere ogni anno la fine dell’alta stagione», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    Per PRT, però, resta aperto il tema della programmazione complessiva della mobilità e della sosta per i lavoratori.
    Occorre interrogarsi sulla necessità di individuare criteri più chiari e strutturali, evitando che ogni anno lavoratori e
    imprese debbano attendere la fine dell’estate per sapere se potranno contare su un posto auto a condizioni sostenibili.
    «Questa vicenda dimostra che avevamo ragione a mettere in guardia l’Amministrazione e ASM. Il problema non era
    l’esistenza di una categoria di lavoratori da sacrificare durante l’estate, ma l’assenza di una vera politica della mobilità. Se
    oggi, cessata l’emergenza dell’alta stagione, gli abbonamenti possono essere nuovamente attivati, significa che la
    soluzione non può essere semplicemente quella di chiudere o riaprire il rubinetto degli abbonamenti in base al
    periodo. Serve una programmazione che tenga insieme turismo, residenti, lavoratori e imprese, perché Taormina non è
    soltanto una destinazione turistica: è anche una città nella quale migliaia di persone devono poter lavorare ogni giorno»,
    dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
    PRT considera dunque positivamente il passo indietro di ASM e invita l’Amministrazione a non considerare la riapertura
    del 15 settembre come una soluzione temporanea, ma come l’occasione per affrontare definitivamente il problema.
    La mobilità dei lavoratori deve essere inserita all’interno di una strategia complessiva che preveda una corretta gestione
    della sosta, un trasporto pubblico locale realmente compatibile con gli orari di lavoro e una politica capace di distinguere
    le esigenze dei pendolari da quelle della sosta turistica.
    Il passo indietro di ASM è positivo. Adesso serve un passo avanti nella programmazione.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

  • Luca Manuli aderisce a Controcorrente. PRT: «Un nuovo spazio politico senza rinunciare alla nostra identità»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 7 settembre 2026 – Progetto Ricostruzione Taormina guarda con convinzione all’adesione del proprio presidente
    Luca Manuli a Controcorrente, annunciata in occasione degli Stati Generali del movimento.
    Si tratta del naturale sviluppo di un percorso radicato negli ultimi anni a Taormina, che proietta su una dimensione più ampia
    l’esperienza maturata da PRT.
    Restano centrali i nostri valori fondanti: la forza del civismo, il primato del bene comune e un metodo d’azione basato su
    ascolto, responsabilità e competenza.
    L’adesione di Luca Manuli non rappresenta un allontanamento dal percorso di Progetto Ricostruzione Taormina, ma
    un’occasione per mettere a disposizione di una realtà politica più ampia un’esperienza civica nata e cresciuta sul territorio.
    Manuli ha ribadito la necessità di un cambiamento reale per il territorio, capace di mettere al centro l’interesse generale dei
    cittadini e di superare quei meccanismi politici fondati su cerchi ristretti, livelli informali di potere e decisioni assunte da
    pochi.
    Per PRT, il tema centrale rimane dunque il metodo con cui la politica sceglie di operare: decisioni più condivise,
    responsabilità chiare, nomine fondate sulla competenza e una gestione della spesa pubblica capace di produrre valore
    concreto per le comunità.
    «L’adesione di Luca a Controcorrente rappresenta un passaggio importante, non solo per la sua esperienza personale, ma
    per tutto il percorso di PRT. In questi anni abbiamo costruito un progetto civico radicato nella nostra città, fondato sulla
    libertà di pensiero, sul confronto e sull’interesse generale. Oggi quella stessa esperienza può contribuire a costruire una
    prospettiva più ampia per la Sicilia, senza perdere il legame con il territorio e senza rinunciare alla nostra identità», dichiara
    Marco Rao, segretario di PRT.
    «Abbiamo sempre creduto che il civismo non debba essere una parentesi della politica, ma un modo diverso di fare politica.
    L’ingresso di Luca in Controcorrente porta con sé questa esperienza e può diventare un’opportunità per creare relazioni,
    competenze e nuove energie. A Taormina continueremo a lavorare con la stessa libertà e con la stessa coerenza, guardando
    già alle amministrative del 2028 e alla necessità di costruire una proposta realmente alternativa per la città», aggiunge
    Alessio Bonesoli, vicepresidente di PRT.
    PRT considera quindi questa fase come un’opportunità di crescita politica e di apertura al confronto con altre realtà civiche
    e politiche, mantenendo salda la propria autonomia e il proprio impegno per Taormina.
    Credibilità, competenza e centralità del bene pubblico: è su questi valori che intendiamo continuare a costruire la nostra
    proposta politica per Taormina

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Luca Manuli aderisce a Controcorrente. PRT: «Un nuovo spazio politico senza rinunciare alla nostra identità»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 7 settembre 2026 – Progetto Ricostruzione Taormina guarda con convinzione all’adesione del proprio presidente
    Luca Manuli a Controcorrente, annunciata in occasione degli Stati Generali del movimento.
    Si tratta del naturale sviluppo di un percorso radicato negli ultimi anni a Taormina, che proietta su una dimensione più ampia
    l’esperienza maturata da PRT.
    Restano centrali i nostri valori fondanti: la forza del civismo, il primato del bene comune e un metodo d’azione basato su
    ascolto, responsabilità e competenza.
    L’adesione di Luca Manuli non rappresenta un allontanamento dal percorso di Progetto Ricostruzione Taormina, ma
    un’occasione per mettere a disposizione di una realtà politica più ampia un’esperienza civica nata e cresciuta sul territorio.
    Manuli ha ribadito la necessità di un cambiamento reale per il territorio, capace di mettere al centro l’interesse generale dei
    cittadini e di superare quei meccanismi politici fondati su cerchi ristretti, livelli informali di potere e decisioni assunte da
    pochi.
    Per PRT, il tema centrale rimane dunque il metodo con cui la politica sceglie di operare: decisioni più condivise,
    responsabilità chiare, nomine fondate sulla competenza e una gestione della spesa pubblica capace di produrre valore
    concreto per le comunità.
    «L’adesione di Luca a Controcorrente rappresenta un passaggio importante, non solo per la sua esperienza personale, ma
    per tutto il percorso di PRT. In questi anni abbiamo costruito un progetto civico radicato nella nostra città, fondato sulla
    libertà di pensiero, sul confronto e sull’interesse generale. Oggi quella stessa esperienza può contribuire a costruire una
    prospettiva più ampia per la Sicilia, senza perdere il legame con il territorio e senza rinunciare alla nostra identità», dichiara
    Marco Rao, segretario di PRT.
    «Abbiamo sempre creduto che il civismo non debba essere una parentesi della politica, ma un modo diverso di fare politica.
    L’ingresso di Luca in Controcorrente porta con sé questa esperienza e può diventare un’opportunità per creare relazioni,
    competenze e nuove energie. A Taormina continueremo a lavorare con la stessa libertà e con la stessa coerenza, guardando
    già alle amministrative del 2028 e alla necessità di costruire una proposta realmente alternativa per la città», aggiunge
    Alessio Bonesoli, vicepresidente di PRT.
    PRT considera quindi questa fase come un’opportunità di crescita politica e di apertura al confronto con altre realtà civiche
    e politiche, mantenendo salda la propria autonomia e il proprio impegno per Taormina.
    Credibilità, competenza e centralità del bene pubblico: è su questi valori che intendiamo continuare a costruire la nostra
    proposta politica per Taormina

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Mazzarò e Isola Bella, aumenti record e tariffe poco visibili: esercenti preoccupati, PRT chiede chiarezza


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 4 Settembre 2026 – Tariffe molto elevate, informazioni poco visibili prima dell’accesso, operatori
    economici preoccupati e una gestione della mobilità che continua a sollevare criticità nella fascia costiera di
    Mazzarò e Isola Bella.
    È questa la situazione denunciata da Arianna Moschella e Alessio Bonesoli di Progetto Ricostruzione Taormina
    (PRT), che chiedono all’Amministrazione e ad ASM di verificare con maggiore attenzione gli effetti prodotti dalle
    nuove politiche tariffarie.
    Nel parcheggio coperto di Mazzarò, nelle ore di alta stagione, la tariffa oraria diurna arriva a 6 euro, con una
    sosta di 24 ore che può raggiungere circa 120 euro.
    «Il problema non è soltanto il livello delle tariffe – evidenzia Arianna Moschella – ma anche il modo in cui
    vengono comunicate. La mancata esposizione chiara dei prezzi prima dell’ingresso è una negligenza evidente e
    produce un effetto concreto: molti utenti entrano presumendo costi più vicini a quelli ordinari e scoprono
    l’importo reale soltanto al momento del pagamento. Non vogliamo pensare che questa scarsa trasparenza
    possa essere funzionale a una strategia di maggiore incasso, ma proprio per questo chiediamo ad ASM di
    intervenire immediatamente e rendere i prezzi chiaramente visibili prima dell’accesso».
    PRT ricorda inoltre di avere già contestato, durante la discussione sulle nuove tariffe ASM, un’impostazione
    fortemente orientata all’incremento degli incassi e alla necessità di sostenere una situazione di cassa che negli
    ultimi anni si è progressivamente deteriorata, in un contesto nel quale il bilancio 2025 non è stato ancora
    presentato.
    «In queste settimane mi sono confrontata con diversi imprenditori e commercianti di Mazzarò e Isola Bella e il
    dato che emerge con maggiore preoccupazione è la percezione di un agosto più debole rispetto agli anni
    precedenti. Non è una statistica ufficiale, ma è un segnale che arriva da chi vive quotidianamente questa parte
    della città e che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare», sottolinea Arianna Moschella.
    In questo contesto si inserisce anche il tema della sosta e dei controlli. PRT non contesta l’applicazione delle
    regole, ma ritiene che non sia sufficiente intensificare sanzioni e controlli senza offrire contemporaneamente
    alternative reali a residenti e lavoratori.
    Il problema, infatti, non sono i verbali quando le norme vengono correttamente applicate. Il problema nasce
    quando si restringono progressivamente le possibilità di sosta senza costruire soluzioni accessibili e funzionali
    per chi vive e lavora quotidianamente nella zona.
    Gli effetti di questa impostazione, secondo PRT, non possono essere misurati soltanto attraverso gli incassi o i
    dati di utilizzo di un singolo servizio. Il rischio è che nel medio periodo si producano conseguenze sulla
    percezione della destinazione, sulla competitività delle attività economiche della fascia costiera e sulla capacità
    di attrarre un turismo che soggiorna e produce indotto sul territorio.
    «I dati diffusi da ASM possono essere corretti nei numeri, ma diventano fuorvianti quando vengono utilizzati per
    raccontare da soli il successo della nuova politica tariffaria. Un aumento degli utenti dei bus o degli accessi a un
    parcheggio va letto insieme a tutto ciò che nel frattempo è cambiato: tariffe, alternative di sosta, costo della
    funivia e organizzazione complessiva della mobilità. Prendere un singolo indicatore favorevole e utilizzarlo per
    certificare il successo dell’intera politica significa costruire una narrazione, non valutarne seriamente gli effetti»,
    dichiara Alessio Bonesoli.

    «C’è poi un paradosso evidente. Una politica che rende meno accessibili alcune alternative può finire per
    incentivare ulteriormente gli spostamenti su gomma, aumentando traffico, congestione e pressione sulle zone
    già più delicate. La mobilità non può essere affrontata voce per voce, tariffa per tariffa. Deve essere costruita
    come una politica complessiva di vivibilità», aggiunge Bonesoli.
    «La realtà di una città non si misura soltanto nelle dirette social o nei dati scelti per raccontare i risultati
    dell’Amministrazione – sottolineano Moschella e Bonesoli –. Si misura anche nell’esperienza quotidiana di
    residenti, lavoratori e operatori economici. Ed è proprio quella realtà che oggi chiede di essere ascoltata».
    PRT torna infine sul modello complessivo di ASM.
    «Il punto non è soltanto quanto ASM riesca a incassare, ma come utilizza le risorse e quale modello di gestione
    sta costruendo. Da mesi ci viene raccontata un’azienda pubblica “con una marcia in più”, capace di produrre
    eccellenza. Ma l’eccellenza non si misura soltanto nella quantità di servizi annunciati o nelle spese sostenute: si
    misura nel rapporto tra costi, risultati e benefici reali per la città. Se per sostenere questo modello servono tariffe
    sempre più alte, maggiore pressione sulla sosta e continui aumenti a carico di cittadini e utenti, allora la
    domanda politica è inevitabile: questa è davvero efficienza o stiamo semplicemente pagando molto di più per
    sostenere una struttura sempre più costosa?»
    «Amministrare con una marcia in più non significa spendere di più e poi chiedere alla città di coprire il conto.
    Significa usare meglio le risorse, eliminare ciò che non serve e garantire servizi migliori senza sacrificare
    vivibilità, sviluppo e competitività. Il successo di ASM non può essere misurato soltanto da quanto incassa:
    deve essere misurato da quanto valore restituisce a Taormina.»
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Mazzarò e Isola Bella, aumenti record e tariffe poco visibili: esercenti preoccupati, PRT chiede chiarezza


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 4 Settembre 2026 – Tariffe molto elevate, informazioni poco visibili prima dell’accesso, operatori
    economici preoccupati e una gestione della mobilità che continua a sollevare criticità nella fascia costiera di
    Mazzarò e Isola Bella.
    È questa la situazione denunciata da Arianna Moschella e Alessio Bonesoli di Progetto Ricostruzione Taormina
    (PRT), che chiedono all’Amministrazione e ad ASM di verificare con maggiore attenzione gli effetti prodotti dalle
    nuove politiche tariffarie.
    Nel parcheggio coperto di Mazzarò, nelle ore di alta stagione, la tariffa oraria diurna arriva a 6 euro, con una
    sosta di 24 ore che può raggiungere circa 120 euro.
    «Il problema non è soltanto il livello delle tariffe – evidenzia Arianna Moschella – ma anche il modo in cui
    vengono comunicate. La mancata esposizione chiara dei prezzi prima dell’ingresso è una negligenza evidente e
    produce un effetto concreto: molti utenti entrano presumendo costi più vicini a quelli ordinari e scoprono
    l’importo reale soltanto al momento del pagamento. Non vogliamo pensare che questa scarsa trasparenza
    possa essere funzionale a una strategia di maggiore incasso, ma proprio per questo chiediamo ad ASM di
    intervenire immediatamente e rendere i prezzi chiaramente visibili prima dell’accesso».
    PRT ricorda inoltre di avere già contestato, durante la discussione sulle nuove tariffe ASM, un’impostazione
    fortemente orientata all’incremento degli incassi e alla necessità di sostenere una situazione di cassa che negli
    ultimi anni si è progressivamente deteriorata, in un contesto nel quale il bilancio 2025 non è stato ancora
    presentato.
    «In queste settimane mi sono confrontata con diversi imprenditori e commercianti di Mazzarò e Isola Bella e il
    dato che emerge con maggiore preoccupazione è la percezione di un agosto più debole rispetto agli anni
    precedenti. Non è una statistica ufficiale, ma è un segnale che arriva da chi vive quotidianamente questa parte
    della città e che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare», sottolinea Arianna Moschella.
    In questo contesto si inserisce anche il tema della sosta e dei controlli. PRT non contesta l’applicazione delle
    regole, ma ritiene che non sia sufficiente intensificare sanzioni e controlli senza offrire contemporaneamente
    alternative reali a residenti e lavoratori.
    Il problema, infatti, non sono i verbali quando le norme vengono correttamente applicate. Il problema nasce
    quando si restringono progressivamente le possibilità di sosta senza costruire soluzioni accessibili e funzionali
    per chi vive e lavora quotidianamente nella zona.
    Gli effetti di questa impostazione, secondo PRT, non possono essere misurati soltanto attraverso gli incassi o i
    dati di utilizzo di un singolo servizio. Il rischio è che nel medio periodo si producano conseguenze sulla
    percezione della destinazione, sulla competitività delle attività economiche della fascia costiera e sulla capacità
    di attrarre un turismo che soggiorna e produce indotto sul territorio.
    «I dati diffusi da ASM possono essere corretti nei numeri, ma diventano fuorvianti quando vengono utilizzati per
    raccontare da soli il successo della nuova politica tariffaria. Un aumento degli utenti dei bus o degli accessi a un
    parcheggio va letto insieme a tutto ciò che nel frattempo è cambiato: tariffe, alternative di sosta, costo della
    funivia e organizzazione complessiva della mobilità. Prendere un singolo indicatore favorevole e utilizzarlo per
    certificare il successo dell’intera politica significa costruire una narrazione, non valutarne seriamente gli effetti»,
    dichiara Alessio Bonesoli.

    «C’è poi un paradosso evidente. Una politica che rende meno accessibili alcune alternative può finire per
    incentivare ulteriormente gli spostamenti su gomma, aumentando traffico, congestione e pressione sulle zone
    già più delicate. La mobilità non può essere affrontata voce per voce, tariffa per tariffa. Deve essere costruita
    come una politica complessiva di vivibilità», aggiunge Bonesoli.
    «La realtà di una città non si misura soltanto nelle dirette social o nei dati scelti per raccontare i risultati
    dell’Amministrazione – sottolineano Moschella e Bonesoli –. Si misura anche nell’esperienza quotidiana di
    residenti, lavoratori e operatori economici. Ed è proprio quella realtà che oggi chiede di essere ascoltata».
    PRT torna infine sul modello complessivo di ASM.
    «Il punto non è soltanto quanto ASM riesca a incassare, ma come utilizza le risorse e quale modello di gestione
    sta costruendo. Da mesi ci viene raccontata un’azienda pubblica “con una marcia in più”, capace di produrre
    eccellenza. Ma l’eccellenza non si misura soltanto nella quantità di servizi annunciati o nelle spese sostenute: si
    misura nel rapporto tra costi, risultati e benefici reali per la città. Se per sostenere questo modello servono tariffe
    sempre più alte, maggiore pressione sulla sosta e continui aumenti a carico di cittadini e utenti, allora la
    domanda politica è inevitabile: questa è davvero efficienza o stiamo semplicemente pagando molto di più per
    sostenere una struttura sempre più costosa?»
    «Amministrare con una marcia in più non significa spendere di più e poi chiedere alla città di coprire il conto.
    Significa usare meglio le risorse, eliminare ciò che non serve e garantire servizi migliori senza sacrificare
    vivibilità, sviluppo e competitività. Il successo di ASM non può essere misurato soltanto da quanto incassa:
    deve essere misurato da quanto valore restituisce a Taormina.»
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


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