• Tributi, “cartelle pazze” e invii massivi: PRT chiede trasparenza, correzioni rapide e tutela dei contribuenti


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Il gruppo politico locale PRT – Progetto Ricostruzione Taormina interviene sulla vicenda delle cosiddette “cartelle pazze” relative ai tributi locali, dopo le dichiarazioni rese dal Sindaco nel Consiglio comunale del 2 marzo 2026.

    Nel corso della seduta, il Sindaco ha collegato l’attività di bonifica delle banche dati a “invii massivi” ritenuti necessari “per evitare prescrizioni e conseguenti responsabilità contabile”, riconoscendo al contempo che tali invii “generano situazioni spesso antipatiche” e rinnovando le “scuse ai cittadini”. In particolare, il passaggio testuale richiamato è il seguente:

    “[…] la bonifica oggi impone invii massivi per evitare comunque quello che sono le prescrizioni e di conseguenza anche responsabilità contabile ma dall’altro lato genera anche delle situazioni spesso antipatiche per le quali abbiamo chiesto scusa ai cittadini […]”.

    PRT precisa di non contestare la necessità di bonificare le banche dati, né l’esigenza di tutelare le entrate comunali e rispettare i termini, ma ritiene che la bonifica non possa tradursi in invii massivi che finiscano per colpire anche chi è in regola, scaricando sui cittadini il costo di disfunzioni interne (code, istanze, stress e rischio di contenzioso).

    Il consigliere di opposizione Luca Manuli dichiara:
    «Se, come afferma il Sindaco in aula, gli ‘invii massivi’ sono ritenuti necessari per evitare prescrizioni e responsabilità contabile, allora a maggior ragione serve una gestione cheisoli gli errori, li corregga subito etuteli i contribuenti in regola. Le scuse ai cittadini sono un atto dovuto quando si riconoscono ‘situazioni antipatiche’, ma adesso servono fatti: dati, procedure rapide e tempi certi».

    PRT evidenzia inoltre che la questione non può essere letta come una difficoltà episodica, poiché si protrae da mesi, come risulta anche dal dibattito pubblico e dalla stampa locale. In particolare, la testata TaorminaNews24, con un articolo del 15 novembre 2025, descriveva una fase di forte criticità con tempi di attesa rilevanti e segnalazioni di notifiche ritenute non corrette da parte di alcuni contribuenti.

    PRT ricorda inoltre che, proprio per uscire da questa situazione in modo strutturale, il gruppo era già intervenuto pubblicamente nelle scorse settimane proponendo un percorso di “reset ordinato” e strumenti di definizione agevolata delle pendenze tributarie, con l’obiettivo di ridurre conflittualità e contenziosi, alleggerire sanzioni e interessi in un perimetro regolato e temporaneo, e riportare certezza nei rapporti tra Comune e cittadini: una linea illustrata anche dalla stampa locale nell’articolo del 15 febbraio 2026 (“Taormina, tregua fiscale e addio alle ‘cartelle pazze’: la sfida di Manuli per un reset dei tributi”, Voce di Sicilia). 

    «Proprio perché non parliamo di un singolo caso isolato –aggiungeManuli – riteniamo indispensabile una risposta strutturale: la bonifica si fa, manon sulla pelle dei cittadini».

    PRT chiede pertanto:

    1. Trasparenza immediata sulla natura degli atti notificati (solleciti, accertamenti, ingiunzioni) e sui numeri: quante notifiche inviate, quante rettifiche/annullamenti già disposti, tempi medi di risposta ai cittadini.
    2. Sospensione e correzione rapida delle posizioni contestate con prova di pagamento: nessun cittadino deve subire disagi o pressioni per errori di registrazione.
    3. Procedura semplificata “pagato ma non registrato” con canali dedicati (PEC/modulistica online, sportello dedicato, fasce orarie aggiuntive), per evitare code e contenziosi.
    4. Cronoprogramma pubblico della bonifica con obiettivi, scadenze e responsabilità organizzative, così da trasformare le scuse in risultati misurabili.

    PRT ribadisce che una corretta gestione dei tributi locali deve tenere insieme due esigenze: difendere le entrate dell’ente e tutelare i contribuenti onesti. Se l’Amministrazione riconosce l’esistenza di “invii massivi” e di disagi, allora deve garantire subito strumenti efficaci per evitare che errori interni si trasformino in un aggravio ingiusto per la cittadinanza.


    Tributi, “cartelle pazze” e invii massivi: PRT chiede trasparenza, correzioni rapide e tutela dei contribuenti


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Il gruppo politico locale PRT – Progetto Ricostruzione Taormina interviene sulla vicenda delle cosiddette “cartelle pazze” relative ai tributi locali, dopo le dichiarazioni rese dal Sindaco nel Consiglio comunale del 2 marzo 2026.

    Nel corso della seduta, il Sindaco ha collegato l’attività di bonifica delle banche dati a “invii massivi” ritenuti necessari “per evitare prescrizioni e conseguenti responsabilità contabile”, riconoscendo al contempo che tali invii “generano situazioni spesso antipatiche” e rinnovando le “scuse ai cittadini”. In particolare, il passaggio testuale richiamato è il seguente:

    “[…] la bonifica oggi impone invii massivi per evitare comunque quello che sono le prescrizioni e di conseguenza anche responsabilità contabile ma dall’altro lato genera anche delle situazioni spesso antipatiche per le quali abbiamo chiesto scusa ai cittadini […]”.

    PRT precisa di non contestare la necessità di bonificare le banche dati, né l’esigenza di tutelare le entrate comunali e rispettare i termini, ma ritiene che la bonifica non possa tradursi in invii massivi che finiscano per colpire anche chi è in regola, scaricando sui cittadini il costo di disfunzioni interne (code, istanze, stress e rischio di contenzioso).

    Il consigliere di opposizione Luca Manuli dichiara:
    «Se, come afferma il Sindaco in aula, gli ‘invii massivi’ sono ritenuti necessari per evitare prescrizioni e responsabilità contabile, allora a maggior ragione serve una gestione cheisoli gli errori, li corregga subito etuteli i contribuenti in regola. Le scuse ai cittadini sono un atto dovuto quando si riconoscono ‘situazioni antipatiche’, ma adesso servono fatti: dati, procedure rapide e tempi certi».

    PRT evidenzia inoltre che la questione non può essere letta come una difficoltà episodica, poiché si protrae da mesi, come risulta anche dal dibattito pubblico e dalla stampa locale. In particolare, la testata TaorminaNews24, con un articolo del 15 novembre 2025, descriveva una fase di forte criticità con tempi di attesa rilevanti e segnalazioni di notifiche ritenute non corrette da parte di alcuni contribuenti.

    PRT ricorda inoltre che, proprio per uscire da questa situazione in modo strutturale, il gruppo era già intervenuto pubblicamente nelle scorse settimane proponendo un percorso di “reset ordinato” e strumenti di definizione agevolata delle pendenze tributarie, con l’obiettivo di ridurre conflittualità e contenziosi, alleggerire sanzioni e interessi in un perimetro regolato e temporaneo, e riportare certezza nei rapporti tra Comune e cittadini: una linea illustrata anche dalla stampa locale nell’articolo del 15 febbraio 2026 (“Taormina, tregua fiscale e addio alle ‘cartelle pazze’: la sfida di Manuli per un reset dei tributi”, Voce di Sicilia). 

    «Proprio perché non parliamo di un singolo caso isolato –aggiungeManuli – riteniamo indispensabile una risposta strutturale: la bonifica si fa, manon sulla pelle dei cittadini».

    PRT chiede pertanto:

    1. Trasparenza immediata sulla natura degli atti notificati (solleciti, accertamenti, ingiunzioni) e sui numeri: quante notifiche inviate, quante rettifiche/annullamenti già disposti, tempi medi di risposta ai cittadini.
    2. Sospensione e correzione rapida delle posizioni contestate con prova di pagamento: nessun cittadino deve subire disagi o pressioni per errori di registrazione.
    3. Procedura semplificata “pagato ma non registrato” con canali dedicati (PEC/modulistica online, sportello dedicato, fasce orarie aggiuntive), per evitare code e contenziosi.
    4. Cronoprogramma pubblico della bonifica con obiettivi, scadenze e responsabilità organizzative, così da trasformare le scuse in risultati misurabili.

    PRT ribadisce che una corretta gestione dei tributi locali deve tenere insieme due esigenze: difendere le entrate dell’ente e tutelare i contribuenti onesti. Se l’Amministrazione riconosce l’esistenza di “invii massivi” e di disagi, allora deve garantire subito strumenti efficaci per evitare che errori interni si trasformino in un aggravio ingiusto per la cittadinanza.


  • Tributi: un reset ordinato per tornare alla normalità. Meno errori, meno contenziosi, più fiducia


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 102–110) consente ai Comuni di introdurre, con regolamento, forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali: una definizione agevolata dei tributi locali. Uno strumento che, se impostato con serietà e compatibilità con gli equilibri di bilancio, può contribuire a chiudere posizioni pregresse e incagliate, riducendo componenti accessorie (sanzioni/interessi) e soprattutto il contenzioso che, negli anni, ha pesato sulla città.

    Taormina ha bisogno di uscire dalla stagione della gestione “a strappi” e della conflittualità permanente: file interminabili, comunicazioni spesso poco chiare, avvisi contestati e correzioni tardive hanno prodotto sfiducia e un costo amministrativo che ricade sui cittadini e sull’ente. La definizione agevolata, per come prevista dalla normativa nazionale e declinabile a livello comunale tramite regolamento, può essere un’operazione di “reset ordinato”: chiudere il pregresso litigioso e ripartire con banca dati pulita, comunicazioni corrette, assistenza che previene gli errori e controlli mirati.

    «Con questo strumento –dichiara Manuli – possiamo riportare il sistema dentro un perimetro di normalità: meno errori, meno avvisi sbagliati, meno code, meno guerre infinite. La legalità non si misura con l’accanimento burocratico: si misura con precisione, correttezza e controlli mirati sui veri evasori, senza penalizzare chi è in regola.»

    PRT ritiene che, per essere credibile e utile, la misura debba essere impostata in modo chiaro: una finestra definita nel tempo, criteri trasparenti, premialità per chi chiude rapidamente e una rendicontazione pubblica dei risultati (posizioni chiuse, contenziosi ridotti, risorse liberate). L’obiettivo è riportare il rapporto tra Comune e contribuenti in una cornice di normalità amministrativa e fiducia.

    Ridurre gli incassi dalla riscossione coattiva non è in linea al disegno della partecipata Equità Urbana, le cui entrate sono in larga parte collegate agli incassi derivanti dalla riscossione coattiva. Tuttavia, riteniamo che questa sia la scelta più corretta e lungimirante per il bene della nostra città: una riscossione moderna non si regge sulla coattiva come “normalità”, ma su banche dati pulite, comunicazioni corrette, assistenza che risolve i problemi e recupero serio dell’evaso reale.

    «Questo strumento – concludeManuli – può servire a rendere il rientro più sostenibile e accessibile, perché spesso sanzioni e interessi finiscono per pesare in modo significativo sul totale dovuto. È anche un modo per chiudere con il passato: ridurre il contenzioso, aumentare gli incassi in modo ordinato e senza tartassare il cittadino. Soprattutto, cambia l’impostazione: il Comune deve tornare a incontrare il contribuente, non a considerarlo un nemico. È una scelta di metodo: dalla sola coattiva alla moral suasion, con regole chiare e comunicazioni corrette.»


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    Tributi: un reset ordinato per tornare alla normalità. Meno errori, meno contenziosi, più fiducia


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    La Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 102–110) consente ai Comuni di introdurre, con regolamento, forme di definizione agevolata delle proprie entrate tributarie e patrimoniali: una definizione agevolata dei tributi locali. Uno strumento che, se impostato con serietà e compatibilità con gli equilibri di bilancio, può contribuire a chiudere posizioni pregresse e incagliate, riducendo componenti accessorie (sanzioni/interessi) e soprattutto il contenzioso che, negli anni, ha pesato sulla città.

    Taormina ha bisogno di uscire dalla stagione della gestione “a strappi” e della conflittualità permanente: file interminabili, comunicazioni spesso poco chiare, avvisi contestati e correzioni tardive hanno prodotto sfiducia e un costo amministrativo che ricade sui cittadini e sull’ente. La definizione agevolata, per come prevista dalla normativa nazionale e declinabile a livello comunale tramite regolamento, può essere un’operazione di “reset ordinato”: chiudere il pregresso litigioso e ripartire con banca dati pulita, comunicazioni corrette, assistenza che previene gli errori e controlli mirati.

    «Con questo strumento –dichiara Manuli – possiamo riportare il sistema dentro un perimetro di normalità: meno errori, meno avvisi sbagliati, meno code, meno guerre infinite. La legalità non si misura con l’accanimento burocratico: si misura con precisione, correttezza e controlli mirati sui veri evasori, senza penalizzare chi è in regola.»

    PRT ritiene che, per essere credibile e utile, la misura debba essere impostata in modo chiaro: una finestra definita nel tempo, criteri trasparenti, premialità per chi chiude rapidamente e una rendicontazione pubblica dei risultati (posizioni chiuse, contenziosi ridotti, risorse liberate). L’obiettivo è riportare il rapporto tra Comune e contribuenti in una cornice di normalità amministrativa e fiducia.

    Ridurre gli incassi dalla riscossione coattiva non è in linea al disegno della partecipata Equità Urbana, le cui entrate sono in larga parte collegate agli incassi derivanti dalla riscossione coattiva. Tuttavia, riteniamo che questa sia la scelta più corretta e lungimirante per il bene della nostra città: una riscossione moderna non si regge sulla coattiva come “normalità”, ma su banche dati pulite, comunicazioni corrette, assistenza che risolve i problemi e recupero serio dell’evaso reale.

    «Questo strumento – concludeManuli – può servire a rendere il rientro più sostenibile e accessibile, perché spesso sanzioni e interessi finiscono per pesare in modo significativo sul totale dovuto. È anche un modo per chiudere con il passato: ridurre il contenzioso, aumentare gli incassi in modo ordinato e senza tartassare il cittadino. Soprattutto, cambia l’impostazione: il Comune deve tornare a incontrare il contribuente, non a considerarlo un nemico. È una scelta di metodo: dalla sola coattiva alla moral suasion, con regole chiare e comunicazioni corrette.»


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  • Capodanno al Palazzo dei Congressi: Iter seguiti a tempo di musica


    Nota Stampa del:

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    «Quanto avvenuto nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio al Palazzo dei Congressi rappresenta un precedente grave. osserva il consigliere Manuli. «Dopo la nostra segnalazione sull’uso improprio del Palazzo dei Congressi,l’assessore Sferra ha liquidato la vicenda con la frase: “Abbiamo seguito quello che è l’iter”. Si tratta di propaganda e mistificazione. Il messaggio che ne deriva è di tracotanza politica e amministrativa: la cosa pubblica e le sue regole si piegano alle esigenze di pochi. Questo metodo non è accettabile.»Conclude  Manuli.

    Si ricorda che il Sindaco, con Decreto n. 43 del 30/12/2025, ha vietato il ballo e fissato il limite massimo di partecipanti a 150 persone. Eppure, come documentano i video circolati e le ricostruzioni raccolte in città, al Palazzo dei Congressi si è ballato e, consentendo l’ingresso dopo cena, si è verosimilmente superato il limite di partecipanti prescritto. Tra i presenti, circostanza che, se confermata, aggraverebbe il messaggio  veicolato, figuravano l’assessore Sferra e altri amministratori e consiglieri di maggioranza. «Come si può chiedere il rispetto delle regole ai cittadini se chi rappresenta le istituzioni sembra fare orecchie da marcante alle richieste di chiarimento effettivo?» — afferma il membro di PRT Alessio Bonesoli. 

    Questa vicenda è una cartina di tornasole del metodo di governo vigente: affermazioni pubbliche che attenuano o deformano i fatti, comunicazione propagandistica, applicazione delle regole a geometria variabile. Il Sindaco, correttamente, richiama spesso il concetto di legalità; tuttavia, la mancata osservanza di un decreto sindacale svilisce e depotenzia questo messaggio. Infatti, emerge uno scostamento fra narrazione e realtà, e si indebolisce la credibilità con cui si pretende di parlare di “buona amministrazione”, soprattutto quando sembrerebbe che siano gli stessi membri dell’amministrazione a non dare l’esempio e a rispettare le regole. 

    PRT chiedeche sia chiarito perché le prescrizioni del Sindaco non siano state osservate. Si ritiene che la città abbia diritto di sapere se consiglieri di maggioranza e assessori ritengano di poter disattendere quanto decretato dal Sindaco. Una risposta netta è indispensabile per tutelare la credibilità delle istituzioni e per ribadire che le stesse regole valgono per tutti.


    Capodanno al Palazzo dei Congressi: Iter seguiti a tempo di musica


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    «Quanto avvenuto nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio al Palazzo dei Congressi rappresenta un precedente grave. osserva il consigliere Manuli. «Dopo la nostra segnalazione sull’uso improprio del Palazzo dei Congressi,l’assessore Sferra ha liquidato la vicenda con la frase: “Abbiamo seguito quello che è l’iter”. Si tratta di propaganda e mistificazione. Il messaggio che ne deriva è di tracotanza politica e amministrativa: la cosa pubblica e le sue regole si piegano alle esigenze di pochi. Questo metodo non è accettabile.»Conclude  Manuli.

    Si ricorda che il Sindaco, con Decreto n. 43 del 30/12/2025, ha vietato il ballo e fissato il limite massimo di partecipanti a 150 persone. Eppure, come documentano i video circolati e le ricostruzioni raccolte in città, al Palazzo dei Congressi si è ballato e, consentendo l’ingresso dopo cena, si è verosimilmente superato il limite di partecipanti prescritto. Tra i presenti, circostanza che, se confermata, aggraverebbe il messaggio  veicolato, figuravano l’assessore Sferra e altri amministratori e consiglieri di maggioranza. «Come si può chiedere il rispetto delle regole ai cittadini se chi rappresenta le istituzioni sembra fare orecchie da marcante alle richieste di chiarimento effettivo?» — afferma il membro di PRT Alessio Bonesoli. 

    Questa vicenda è una cartina di tornasole del metodo di governo vigente: affermazioni pubbliche che attenuano o deformano i fatti, comunicazione propagandistica, applicazione delle regole a geometria variabile. Il Sindaco, correttamente, richiama spesso il concetto di legalità; tuttavia, la mancata osservanza di un decreto sindacale svilisce e depotenzia questo messaggio. Infatti, emerge uno scostamento fra narrazione e realtà, e si indebolisce la credibilità con cui si pretende di parlare di “buona amministrazione”, soprattutto quando sembrerebbe che siano gli stessi membri dell’amministrazione a non dare l’esempio e a rispettare le regole. 

    PRT chiedeche sia chiarito perché le prescrizioni del Sindaco non siano state osservate. Si ritiene che la città abbia diritto di sapere se consiglieri di maggioranza e assessori ritengano di poter disattendere quanto decretato dal Sindaco. Una risposta netta è indispensabile per tutelare la credibilità delle istituzioni e per ribadire che le stesse regole valgono per tutti.


  • Partecipate: piani stravolti in sei mesi. Le nostre critiche erano fondate


    Nota Stampa del:

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    Durante il Consiglio comunale del 18 Dicembre sono state presentate le delibere per l’approvazione dei primi budget triennali delle tre partecipate costituite nel 2025 (Taormina Social City, Fondazione Taormina, Patrimonio Taormina). Fin dalla costituzione di queste società PRT aveva evidenziato criticità sostanziali e formali. 

    «Così concepite, queste società diventeranno solamente un costo per i cittadini e leve di equilibrio politico, più che strumenti per migliorare servizi e vivibilità. Per averlo detto e per avere sottolineato che i piani presentati erano inadeguati e non precisi, ci è stato detto che eravamo o “stolti” o “in mala fede” »dichiara Marco Rao (PRT). 

    In pochi mesi cambiano impostazioni e numeri in modo significativo: non è normale. È il segno di piani deboli e di informazioni insufficienti. Senza Piano Programma, KPI chiari e PEF leggibile per sezioni, il controllo analogo si svuota e il rischio è gravare di costi i cittadini senza garanzie di risultati.

    «Oggi – osserva il consigliere Manuli –  i bilanci di previsione approvati stravolgono i quadri su cui la maggioranza chiedeva fiducia pochi mesi fa: scostamenti marcati, informazioni incomplete e motivazioni insufficienti. È la conferma che quei piani non erano solidi, ma inadeguati e incompleti».

    Nei budget approvati emergono varie criticità.Il budget della Taormina Social City giunge in aula senza il Piano Programma previsto sia dall’art. 114 del  TUEL che dallo Statuto della stessa partecipata e con un PEF stravolto: aumenta il personale, calano alcune voci di ricavo, crescono i costi “internalizzati”. Manca però un quadro puntuale di utenti, servizi e tariffe e non ci sono indicatori per misurare la qualità e motivare gli scostamenti.


    Per la Fondazione Taormina si registrano riduzioni significative su ricavi, autofinanziamento, personale e rendite dei beni. Non è disponibile un impianto programmatorio leggibile – Piano Programma, PEF articolato per sezioni, analisi costi-benefici, indicatori – mentre le risorse pubbliche aumentano; viene meno, così, il collegamento trasparente tra spesa attesa e risultati.

    Il budget della Patrimonio Taormina è carente del Piano Programma, previsto sia dall’art. 114 del  TUEL che dallo Statuto della stessa partecipata e viene presentato con una sola tabella del PEF, senza linee gestionali, indicatori, piano investimenti e fabbisogno del personale; inoltre, verbali e parere dei revisori rinviano ad atti non allegati.

    «In queste condizioni il Consiglio non può svolgere un controllo effettivo e il mio voto non poteva che essere contrario. Serve una visione e una strategia che veda come priorità l’interesse di Taormina e dei taorminesi, serve metodo e trasparenza per garantire efficienza nella gestione dei costi, serve competenza e aprtura al confronto per essere efficaci. Solo così si amministra nell’interesse di Taormina» conclude Luca Manuli.


    Partecipate: piani stravolti in sei mesi. Le nostre critiche erano fondate


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    Durante il Consiglio comunale del 18 Dicembre sono state presentate le delibere per l’approvazione dei primi budget triennali delle tre partecipate costituite nel 2025 (Taormina Social City, Fondazione Taormina, Patrimonio Taormina). Fin dalla costituzione di queste società PRT aveva evidenziato criticità sostanziali e formali. 

    «Così concepite, queste società diventeranno solamente un costo per i cittadini e leve di equilibrio politico, più che strumenti per migliorare servizi e vivibilità. Per averlo detto e per avere sottolineato che i piani presentati erano inadeguati e non precisi, ci è stato detto che eravamo o “stolti” o “in mala fede” »dichiara Marco Rao (PRT). 

    In pochi mesi cambiano impostazioni e numeri in modo significativo: non è normale. È il segno di piani deboli e di informazioni insufficienti. Senza Piano Programma, KPI chiari e PEF leggibile per sezioni, il controllo analogo si svuota e il rischio è gravare di costi i cittadini senza garanzie di risultati.

    «Oggi – osserva il consigliere Manuli –  i bilanci di previsione approvati stravolgono i quadri su cui la maggioranza chiedeva fiducia pochi mesi fa: scostamenti marcati, informazioni incomplete e motivazioni insufficienti. È la conferma che quei piani non erano solidi, ma inadeguati e incompleti».

    Nei budget approvati emergono varie criticità.Il budget della Taormina Social City giunge in aula senza il Piano Programma previsto sia dall’art. 114 del  TUEL che dallo Statuto della stessa partecipata e con un PEF stravolto: aumenta il personale, calano alcune voci di ricavo, crescono i costi “internalizzati”. Manca però un quadro puntuale di utenti, servizi e tariffe e non ci sono indicatori per misurare la qualità e motivare gli scostamenti.


    Per la Fondazione Taormina si registrano riduzioni significative su ricavi, autofinanziamento, personale e rendite dei beni. Non è disponibile un impianto programmatorio leggibile – Piano Programma, PEF articolato per sezioni, analisi costi-benefici, indicatori – mentre le risorse pubbliche aumentano; viene meno, così, il collegamento trasparente tra spesa attesa e risultati.

    Il budget della Patrimonio Taormina è carente del Piano Programma, previsto sia dall’art. 114 del  TUEL che dallo Statuto della stessa partecipata e viene presentato con una sola tabella del PEF, senza linee gestionali, indicatori, piano investimenti e fabbisogno del personale; inoltre, verbali e parere dei revisori rinviano ad atti non allegati.

    «In queste condizioni il Consiglio non può svolgere un controllo effettivo e il mio voto non poteva che essere contrario. Serve una visione e una strategia che veda come priorità l’interesse di Taormina e dei taorminesi, serve metodo e trasparenza per garantire efficienza nella gestione dei costi, serve competenza e aprtura al confronto per essere efficaci. Solo così si amministra nell’interesse di Taormina» conclude Luca Manuli.