• Mazzarò-Isola Bella, l’estate inizia nel caos. PRT: “Da ASM solo parole in radio. Proposte ignorate, e nessuna  soluzione”


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    «Abbiamo certamente attenzionato la situazione». Così, lo scorso aprile, ai microfoni di Radio  Taormina, il Direttore Generale di ASM, Giuseppe Campagna, rassicurava i cittadini sulla gestione della viabilità e della  sosta nell’area di Mazzarò e Isola Bella.

    A distanza di oltre due mesi, con la stagione turistica ormai entrata nel vivo, la situazione sul campo è rimasta  sostanzialmente invariata: nessun posto in più per i residenti, nessuna misura concreta di tutela e il solito caos viario. Per  questo Progetto Ricostruzione Taormina interviene con Arianna Moschella, membro di PRT, e Luca Manuli, Consigliere  comunale, denunciando l’immobilismo dei vertici di ASM e dell’Amministrazione comunale. 

    «Siamo a giugno inoltrato e la politica delle “porte aperte” e del “conosciamo la situazione” si è tradotta nel nulla. I  cittadini avevano avanzato soluzioni immediate e concrete, in un periodo dell’anno in cui era ancora possibile intervenire  per tempo. A dispetto delle parole del Presidente Campagna e di chi, in questa amministrazione, continua a sbandierare  massima disponibilità, la realtà è che le PEC restano senza risposta. Ignorare il confronto non cancella l’emergenza»dichiara Arianna Moschella, membro di PRT. 

    Per fare chiarezza sulla gestione delle aree di sosta e della mobilità nella zona a mare, PRT aveva formalizzato una richiesta  di accesso agli atti. 

    «Vogliamo vedere i dati reali, a partire dalle liste d’attesa del parcheggio sotterraneo e avere chiarezza sui criteri di  assegnazione degli abbonamenti. Inoltre,ricordiamo al Direttore Campagna che l’articolo 9 del Regolamento parcheggi  consente già oggi di introdurre deroghe tariffarie per ottimizzare la gestione delle strisce blu di Mazzarò, consentendo  l’applicazione di una tariffa residenti. Non servono tempi biblici. Se non lo si fa, è una scelta politica: fare cassa sui  residenti, e non risolvere un problema concreto»spiega Luca Manuli, Consigliere comunale. 

    Per PRT il punto è semplice: i residenti di Mazzarò non chiedono favori né privilegi. Chiedono di poter sostare in condizioni ragionevoli e di non essere trattati come un intralcio rispetto ai risultati aziendali, spesso celebrati ma non sempre chiari nelle ricadute concrete sulla vita quotidiana. 

    «La stagione è iniziata senza soluzioni e l’unica azione visibile è stata il moltiplicarsi delle multe da parte degli ausiliari del  traffico. È una pressione intollerabile su cittadini che non hanno alternative reali: o pagano il prezzo pieno delle strisce blu,  o rischiano di essere multati. Questa non è gestione della mobilità, è scaricare il problema sui residenti»aggiunge  Moschella. 

    PRT chiede che ASM e Amministrazione comunale rispondano nel merito alle proposte avanzate: aumentare gli stalli  residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa  residenti sulle strisce blu di Mazzarò.  

    La zona a mare non può essere affrontata solo come spazio turistico: è parte della città e deve essere gestita tenendo  insieme mobilità, vivibilità, residenti, lavoratori e attività economiche. 


    Mazzarò-Isola Bella, l’estate inizia nel caos. PRT: “Da ASM solo parole in radio. Proposte ignorate, e nessuna  soluzione”


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    «Abbiamo certamente attenzionato la situazione». Così, lo scorso aprile, ai microfoni di Radio  Taormina, il Direttore Generale di ASM, Giuseppe Campagna, rassicurava i cittadini sulla gestione della viabilità e della  sosta nell’area di Mazzarò e Isola Bella.

    A distanza di oltre due mesi, con la stagione turistica ormai entrata nel vivo, la situazione sul campo è rimasta  sostanzialmente invariata: nessun posto in più per i residenti, nessuna misura concreta di tutela e il solito caos viario. Per  questo Progetto Ricostruzione Taormina interviene con Arianna Moschella, membro di PRT, e Luca Manuli, Consigliere  comunale, denunciando l’immobilismo dei vertici di ASM e dell’Amministrazione comunale. 

    «Siamo a giugno inoltrato e la politica delle “porte aperte” e del “conosciamo la situazione” si è tradotta nel nulla. I  cittadini avevano avanzato soluzioni immediate e concrete, in un periodo dell’anno in cui era ancora possibile intervenire  per tempo. A dispetto delle parole del Presidente Campagna e di chi, in questa amministrazione, continua a sbandierare  massima disponibilità, la realtà è che le PEC restano senza risposta. Ignorare il confronto non cancella l’emergenza»dichiara Arianna Moschella, membro di PRT. 

    Per fare chiarezza sulla gestione delle aree di sosta e della mobilità nella zona a mare, PRT aveva formalizzato una richiesta  di accesso agli atti. 

    «Vogliamo vedere i dati reali, a partire dalle liste d’attesa del parcheggio sotterraneo e avere chiarezza sui criteri di  assegnazione degli abbonamenti. Inoltre,ricordiamo al Direttore Campagna che l’articolo 9 del Regolamento parcheggi  consente già oggi di introdurre deroghe tariffarie per ottimizzare la gestione delle strisce blu di Mazzarò, consentendo  l’applicazione di una tariffa residenti. Non servono tempi biblici. Se non lo si fa, è una scelta politica: fare cassa sui  residenti, e non risolvere un problema concreto»spiega Luca Manuli, Consigliere comunale. 

    Per PRT il punto è semplice: i residenti di Mazzarò non chiedono favori né privilegi. Chiedono di poter sostare in condizioni ragionevoli e di non essere trattati come un intralcio rispetto ai risultati aziendali, spesso celebrati ma non sempre chiari nelle ricadute concrete sulla vita quotidiana. 

    «La stagione è iniziata senza soluzioni e l’unica azione visibile è stata il moltiplicarsi delle multe da parte degli ausiliari del  traffico. È una pressione intollerabile su cittadini che non hanno alternative reali: o pagano il prezzo pieno delle strisce blu,  o rischiano di essere multati. Questa non è gestione della mobilità, è scaricare il problema sui residenti»aggiunge  Moschella. 

    PRT chiede che ASM e Amministrazione comunale rispondano nel merito alle proposte avanzate: aumentare gli stalli  residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa  residenti sulle strisce blu di Mazzarò.  

    La zona a mare non può essere affrontata solo come spazio turistico: è parte della città e deve essere gestita tenendo  insieme mobilità, vivibilità, residenti, lavoratori e attività economiche. 


  • Mazzarò e Isola Bella non sono solo vetrine turistiche: più vivibilità e più sosta per i residenti



    La zona di Mazzarò–Isola Bella deve essere considerata come un unico ambito urbano, con una funzione residenziale, economica e sociale, non soltanto come area turistica. Per PRT, anche la zona a mare è città, e come tale va governata mettendo al centro la vivibilità di chi ci vive, di chi ci lavora, di chi la frequenta ogni giorno.

    Il nodo più urgente riguarda la sosta dei residenti. I numeri chiariscono la sproporzione: nell’area si stimano 108 residenti (circa 55 famiglie) e un fabbisogno di 70–80 auto, mentre gli stalli “gialli” esterni presso il piazzale Funivia risultano 9 + 1 disabili. In queste condizioni, la vita quotidiana diventa un percorso a ostacoli, e il diritto di accesso e sosta si trasforma in un problema strutturale di dignità urbana.

    «I residenti di Mazzarò non chiedono privilegi. Chiedono che venga riconosciuto un principio semplice: chi vive a Mazzarò e Isola Bella deve poter accedere e sostare in condizioni ragionevoli. La vivibilità dei residenti non può restare una variabile marginale.», dichiara Arianna Moschella, membro di PRT.

    PRT ritiene che il sistema parcheggi della Funivia debba avere una funzione prioritaria a servizio dei residenti della zona. Se gli stalli dedicati sono così pochi, l’alternativa diventa spesso pagare tariffe piene sulle strisce blu o non trovare soluzione: non è un equilibrio sostenibile per un’area che è città, non solo flusso.

    «Se una città vuole governare i flussi turistici, deve prima tutelare la vita ordinaria di chi quella zona la vive davvero, e non lasciare i residenti senza una soluzione strutturale.» prosegue Moschella.

    Per questo PRT chiede azioni chiare e verificabili: aumentare gli stalli residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa residenti sulle strisce blu di Mazzarò, così da garantire una risposta stabile anche quando gli stalli dedicati risultano occupati; e posizionare un display con contatore che notifichi se il parcheggio sotterraneo sia pieno prima della discesa, così da evitare ingorghi inutili.

    Accanto alla sosta, la vivibilità si misura anche su mobilità e sicurezza. Serve ragionare su come rendere più fluida la sosta degli autobus lungo la Statale e valutare il progetto di riqualificazione dell’area di sbarco delle scale di Mazzarò, trasformando il punto di fermata nel piazzale Funivia in una baia protetta: spostare la salita e discesa dei passeggeri all’interno di un’area dedicata consentirebbe più sicurezza e ridurrebbe i blocchi e le paralisi del traffico sulla SS114.

    PRT chiede che su Mazzarò e Isola Bella si apra subito una riflessione seria, concreta e non episodica, capace di rimettere al centro la vivibilità, i diritti dei residenti e una gestione più equilibrata della zona a mare. «Una città seria non sacrifica completamente la vita ordinaria dei residenti nelle aree più esposte ai flussi. Serve metodo, equilibrio e una scelta chiara: governare questa zona come parte viva di Taormina, non come semplice vetrina.» conclude Arianna Moschella.


    Mazzarò e Isola Bella non sono solo vetrine turistiche: più vivibilità e più sosta per i residenti



    La zona di Mazzarò–Isola Bella deve essere considerata come un unico ambito urbano, con una funzione residenziale, economica e sociale, non soltanto come area turistica. Per PRT, anche la zona a mare è città, e come tale va governata mettendo al centro la vivibilità di chi ci vive, di chi ci lavora, di chi la frequenta ogni giorno.

    Il nodo più urgente riguarda la sosta dei residenti. I numeri chiariscono la sproporzione: nell’area si stimano 108 residenti (circa 55 famiglie) e un fabbisogno di 70–80 auto, mentre gli stalli “gialli” esterni presso il piazzale Funivia risultano 9 + 1 disabili. In queste condizioni, la vita quotidiana diventa un percorso a ostacoli, e il diritto di accesso e sosta si trasforma in un problema strutturale di dignità urbana.

    «I residenti di Mazzarò non chiedono privilegi. Chiedono che venga riconosciuto un principio semplice: chi vive a Mazzarò e Isola Bella deve poter accedere e sostare in condizioni ragionevoli. La vivibilità dei residenti non può restare una variabile marginale.», dichiara Arianna Moschella, membro di PRT.

    PRT ritiene che il sistema parcheggi della Funivia debba avere una funzione prioritaria a servizio dei residenti della zona. Se gli stalli dedicati sono così pochi, l’alternativa diventa spesso pagare tariffe piene sulle strisce blu o non trovare soluzione: non è un equilibrio sostenibile per un’area che è città, non solo flusso.

    «Se una città vuole governare i flussi turistici, deve prima tutelare la vita ordinaria di chi quella zona la vive davvero, e non lasciare i residenti senza una soluzione strutturale.» prosegue Moschella.

    Per questo PRT chiede azioni chiare e verificabili: aumentare gli stalli residenti nel piazzale Funivia; rimodulare l’attuale limite agli abbonamenti annuali residenti; introdurre una tariffa residenti sulle strisce blu di Mazzarò, così da garantire una risposta stabile anche quando gli stalli dedicati risultano occupati; e posizionare un display con contatore che notifichi se il parcheggio sotterraneo sia pieno prima della discesa, così da evitare ingorghi inutili.

    Accanto alla sosta, la vivibilità si misura anche su mobilità e sicurezza. Serve ragionare su come rendere più fluida la sosta degli autobus lungo la Statale e valutare il progetto di riqualificazione dell’area di sbarco delle scale di Mazzarò, trasformando il punto di fermata nel piazzale Funivia in una baia protetta: spostare la salita e discesa dei passeggeri all’interno di un’area dedicata consentirebbe più sicurezza e ridurrebbe i blocchi e le paralisi del traffico sulla SS114.

    PRT chiede che su Mazzarò e Isola Bella si apra subito una riflessione seria, concreta e non episodica, capace di rimettere al centro la vivibilità, i diritti dei residenti e una gestione più equilibrata della zona a mare. «Una città seria non sacrifica completamente la vita ordinaria dei residenti nelle aree più esposte ai flussi. Serve metodo, equilibrio e una scelta chiara: governare questa zona come parte viva di Taormina, non come semplice vetrina.» conclude Arianna Moschella.


  • Strategia o improvvisazione: la “destagionalizzazione” annunciata e mai costruita


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Il Carnevale si avvia alla conclusione. Doveva essere, parole dell’amministrazione, uno snodo determinante della strategia di destagionalizzazione, un appuntamento capace di attrarre flussi in un periodo tradizionalmente complesso. Oggi, invece, si chiude in un assordante silenzio: nessun rilancio, nessuna rimodulazione dopo l’emergenza legata al ciclone Harry, nessuna traccia di quel “crocevia strategico” annunciato con enfasi: se questa è la strategia, somiglia più a uno spot che a un piano.

    «Per mesi –dichiara Bonesoli l’attuale amministrazione comunale ha rivendicato l’esistenza di una “strategia chiara”, invitando cittadini e operatori economici a confidare in una programmazione orientata alla destagionalizzazione dell’offerta turistica. Ma una strategia non si misura negli slogan: si misura nella continuità, nella capacità di prevedere gli imprevisti, nella coerenza tra annunci e risultati. E qui, i fatti raccontano altro. »

    Nel febbraio 2025 si è puntato su San Valentino come evento di richiamo. Allestimenti scenografici, comunicazione intensa, autocelebrazione diffusa. Poi il nulla. Nessuna strutturazione dell’iniziativa, nessuna riproposizione nel 2026, nessuna integrazione in un calendario pluriennale. La destagionalizzazione non si improvvisa: richiede programmazione, coinvolgimento della filiera e una visione che superi l’evento spot.

    Nel frattempo si è assistito alla consueta operazione cosmetica: rivendicare come successo l’affluenza dei giorni post-natalizi, che Taormina registra da decenni per dinamiche fisiologiche. L’ordinario trasformato in straordinario. Ma la propaganda non sostituisce la pianificazione, e l’autocompiacimento non crea occupazione stabile.

    Nei confronti post-emergenza con le forze imprenditoriali è emersa la domanda cruciale: cosa comunicare e con quali tempi per non impattare la stagione turistica 2026. La risposta si è ridotta a una scadenza – “entro il 1° maggio saremo pronti per la festa del mare” – come se la stagione turistica iniziasse a Maggio. Taormina attira flussi già da Pasqua e nei weekend primaverili. Proprio per questo sarebbe servito un messaggio tempestivo, credibile e accompagnato da contenuti concreti, non una promessa calendarizzata.

    Inoltre, in una fase delicata, la comunicazione istituzionale ha talvolta assunto toni allarmistici, insistendo su criticità con potenziale danno d’immagine per la città e intrecciandole a polemiche con altri livelli istituzionali. Governare significa anche proteggere la reputazione del territorio, non esporlo a cortocircuiti comunicativi.

    «Il Sindaco di Taormina –aggiunge Bonesoli – mostra i suoi limiti con queste dichiarazioni sui social. È giusto richiamare l’attenzione delle istituzioni per accelerare investimenti e ricostruzione, ma Taormina è una realtà complessa: ci sono interessi diversi da tutelare e una comunità che ha bisogno di equilibrio, non di slogan.»

    La percezione diffusa tra operatori e cittadini è quella di una regia assente: flussi turistici presenti ma non accompagnati da un progetto coerente, da un calendario pubblico definito, da obiettivi misurabili. Si naviga a vista, confidando che il meteo e la riapertura delle strutture ricettive facciano il resto.

    «La politica urlata e lo scontro giovano più al personaggio politico, impegnato in varie campagne elettorali, che al tessuto economico e sociale taorminese. Serve polso fermo con le istituzioni, ma anche attenzione nella comunicazione: altrimenti rischiamo, oltre al danno del ciclone, anche la beffa di una domanda turistica frenata da certe dichiarazioni» –conclude Manuli.

    La destagionalizzazione non si annuncia: si costruisce. Con visione, continuità e responsabilità. Senza questi elementi, la “strategia” resta una parola buona per i post social. E Taormina merita molto più di una narrazione: merita un’amministrazione che trasformi gli annunci in risultati.


    Strategia o improvvisazione: la “destagionalizzazione” annunciata e mai costruita


    Nota Stampa del:

    Focus:

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    Il Carnevale si avvia alla conclusione. Doveva essere, parole dell’amministrazione, uno snodo determinante della strategia di destagionalizzazione, un appuntamento capace di attrarre flussi in un periodo tradizionalmente complesso. Oggi, invece, si chiude in un assordante silenzio: nessun rilancio, nessuna rimodulazione dopo l’emergenza legata al ciclone Harry, nessuna traccia di quel “crocevia strategico” annunciato con enfasi: se questa è la strategia, somiglia più a uno spot che a un piano.

    «Per mesi –dichiara Bonesoli l’attuale amministrazione comunale ha rivendicato l’esistenza di una “strategia chiara”, invitando cittadini e operatori economici a confidare in una programmazione orientata alla destagionalizzazione dell’offerta turistica. Ma una strategia non si misura negli slogan: si misura nella continuità, nella capacità di prevedere gli imprevisti, nella coerenza tra annunci e risultati. E qui, i fatti raccontano altro. »

    Nel febbraio 2025 si è puntato su San Valentino come evento di richiamo. Allestimenti scenografici, comunicazione intensa, autocelebrazione diffusa. Poi il nulla. Nessuna strutturazione dell’iniziativa, nessuna riproposizione nel 2026, nessuna integrazione in un calendario pluriennale. La destagionalizzazione non si improvvisa: richiede programmazione, coinvolgimento della filiera e una visione che superi l’evento spot.

    Nel frattempo si è assistito alla consueta operazione cosmetica: rivendicare come successo l’affluenza dei giorni post-natalizi, che Taormina registra da decenni per dinamiche fisiologiche. L’ordinario trasformato in straordinario. Ma la propaganda non sostituisce la pianificazione, e l’autocompiacimento non crea occupazione stabile.

    Nei confronti post-emergenza con le forze imprenditoriali è emersa la domanda cruciale: cosa comunicare e con quali tempi per non impattare la stagione turistica 2026. La risposta si è ridotta a una scadenza – “entro il 1° maggio saremo pronti per la festa del mare” – come se la stagione turistica iniziasse a Maggio. Taormina attira flussi già da Pasqua e nei weekend primaverili. Proprio per questo sarebbe servito un messaggio tempestivo, credibile e accompagnato da contenuti concreti, non una promessa calendarizzata.

    Inoltre, in una fase delicata, la comunicazione istituzionale ha talvolta assunto toni allarmistici, insistendo su criticità con potenziale danno d’immagine per la città e intrecciandole a polemiche con altri livelli istituzionali. Governare significa anche proteggere la reputazione del territorio, non esporlo a cortocircuiti comunicativi.

    «Il Sindaco di Taormina –aggiunge Bonesoli – mostra i suoi limiti con queste dichiarazioni sui social. È giusto richiamare l’attenzione delle istituzioni per accelerare investimenti e ricostruzione, ma Taormina è una realtà complessa: ci sono interessi diversi da tutelare e una comunità che ha bisogno di equilibrio, non di slogan.»

    La percezione diffusa tra operatori e cittadini è quella di una regia assente: flussi turistici presenti ma non accompagnati da un progetto coerente, da un calendario pubblico definito, da obiettivi misurabili. Si naviga a vista, confidando che il meteo e la riapertura delle strutture ricettive facciano il resto.

    «La politica urlata e lo scontro giovano più al personaggio politico, impegnato in varie campagne elettorali, che al tessuto economico e sociale taorminese. Serve polso fermo con le istituzioni, ma anche attenzione nella comunicazione: altrimenti rischiamo, oltre al danno del ciclone, anche la beffa di una domanda turistica frenata da certe dichiarazioni» –conclude Manuli.

    La destagionalizzazione non si annuncia: si costruisce. Con visione, continuità e responsabilità. Senza questi elementi, la “strategia” resta una parola buona per i post social. E Taormina merita molto più di una narrazione: merita un’amministrazione che trasformi gli annunci in risultati.