Tante parole. Poche risposte: la trasparenza non si misura dalle dirette Facebook ma dagli atti

PRT annuncia di avere formalizzato una diffida per il mancato riscontro a richieste di accesso  agli atti e chiarimenti presentate da mesi. Non è una “questione burocratica”: è un fatto politico. Questa Amministrazione  costruisce una parte rilevante della propria narrazione su trasparenza, innovazione ed efficienza, ma quando vengono  chiesti documenti puntuali e risposte verificabili dal Consiglio Comunale, arrivano silenzi, rinvii o nessuna risposta. 

«Quando il Sindaco vuole comunicare parla per ore; quando il Consiglio Comunale chiede documenti, passano mesi senza  risposta. La trasparenza non è una diretta Facebook: è mettere a disposizione gli atti e rispondere nel merito. Altrimenti si pretende fiducia senza rendere conto.» dichiara Luca Manuli, Consigliere Comunale. 

Le richieste inevase non riguardano curiosità o temi marginali. Riguardano dossier centrali: società partecipate e contratti  di servizio; rendiconto e rivalutazione del patrimonio comunale; recupero evasione tributaria; liste d’attesa e gestione dei  parcheggi; taglio degli alberi del Giardino Pubblico; comunicazioni e documentazione richiamate con la Corte dei conti.  Sono atti essenziali per consentire al Consiglio Comunale di esercitare la funzione di controllo democratico e per garantire  ai cittadini la piena conoscibilità delle scelte pubbliche. 

«Si può comunicare quanto si vuole, ma la trasparenza si misura quando arrivano gli atti e le risposte scritte. Se quelle  mancano, resta solo propaganda.» aggiunge Alessio Bonesoli, Vice Presidente di PRT. 

Il Sindaco ama definire il proprio un movimento “post ideologico”. Vorremmo capire se, in questa visione, rientri anche  l’idea che alle richieste del Consiglio Comunale si possa rispondere quando “conviene” o quando fa comodo. Le regole  istituzionali non si superano con gli slogan, e la trasparenza non può essere a intermittenza

PRT chiede che venga ripristinato un metodo normale e rispettoso delle istituzioni: risposte puntuali, documenti  disponibili, tempi certi. Chi governa dovrebbe essere il primo a favorire la circolazione delle informazioni, perché la  trasparenza non si misura dal numero di post pubblicati o di dirette trasmesse, ma dalla disponibilità degli atti e dalla  capacità di rispondere puntualmente alle domande che vengono poste.