• Villa Comunale, bocciata la mozione per finanziare subito il recupero delle Torrette. PRT: “La maggioranza preferisce i mutui annunciati alle soluzioni concrete”


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    Focus:

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    La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.


    Villa Comunale, bocciata la mozione per finanziare subito il recupero delle Torrette. PRT: “La maggioranza preferisce i mutui annunciati alle soluzioni concrete”


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    La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.La maggioranza consiliare ha bocciato la mozione proposta dal Consigliere Manuli e supportata dai consiglieri di opposizione, per destinare una quota dell’imposta di soggiorno agli interventi urgenti di recupero, messa in sicurezza e manutenzione della Villa Comunale “Parco Florence Trevelyan”, con particolare riferimento alle Torrette e alle aree maggiormente compromesse.

    Per PRT si tratta di una scelta politica grave. La mozione non proponeva uno slogan, né una bandiera di parte. Proponeva una soluzione concreta, immediatamente praticabile e finanziariamente sostenibile: utilizzare in modo più efficiente risorse già presenti nel bilancio comunale, affiancandole ad altri eventuali finanziamenti pubblici, privati, regionali, nazionali o europei.

    Il punto è ancora più rilevante perché l’imposta di soggiorno non è una entrata qualsiasi. È una tassa di scopo, collegata alla funzione turistica della città e destinabile, secondo la normativa nazionale e il regolamento comunale, anche alla manutenzione, al recupero e alla fruizione dei beni culturali e ambientali locali. Proporre che una quota di quelle risorse venga destinata alla Villa Comunale significa esercitare una prerogativa pienamente politica e istituzionale del Consiglio comunale: indicare priorità, vincolare risorse a un bene identitario e scegliere di finanziare opere utili con entrate coerenti con la loro finalità.

    «Abbiamo proposto un atto semplice e concreto: iniziare subito a destinare una parte dell’imposta di soggiorno alla Villa Comunale, senza attendere annunci, conferenze stampa o piani ancora tutti da dimostrare. La maggioranza, su spinta del Sindaco, ha scelto di bocciare questa possibilità. E il motivo politico è evidente: non si vuole dimostrare che con una gestione più ordinata ed efficace delle risorse comunali si possono finanziare interventi importanti senza dover per forza ricorrere a nuovi mutui.» dichiara Luca Manuli, Consigliere comunale.

    La Villa Comunale non è un bene qualsiasi. È uno dei luoghi identitari di Taormina, un patrimonio storico, paesaggistico e culturale, un punto di riferimento per cittadini e visitatori. Dopo gli eventi meteorologici degli ultimi mesi, le criticità già esistenti si sono aggravate, rendendo ancora più urgente un intervento serio, programmato e non rinviabile.

    La mozione di PRT chiedeva di costruire un meccanismo flessibile e temporaneo: destinare alla Villa Comunale una quota dell’imposta di soggiorno, da valutare insieme ad altri investimenti e finanziamenti disponibili, per coprire gli interventi più urgenti e non procrastinabili. Non una misura rigida, quindi, ma uno strumento di buon senso per iniziare a intervenire subito.

    Bocciare questa proposta significa anche comprimere il ruolo di indirizzo del Consiglio comunale. Se l’imposta di soggiorno può finanziare interventi su beni culturali e ambientali rilevanti per l’attrattività turistica della città, il Consiglio ha pieno titolo a proporre che una quota venga destinata a un’opera specifica e urgente come il recupero della Villa Comunale. La maggioranza, invece, ha preferito non assumere questo indirizzo, lasciando spazio alla narrazione del piano mutui: un piano che, allo stato, resta un annuncio politico, non una programmazione concreta su cui il Consiglio sia stato messo nelle condizioni di confrontarsi seriamente; senza dimenticare che non abbiamo ancora potuto constatare l’impatto dei costi delle participate sul bilancio comunale.

    «Il punto non è essere contrari a priori a ogni forma di finanziamento. Il punto è che oggi il cosiddetto piano mutui è solo un annuncio politico basato su risultati economici non ancora consolidati nel tempo. Non c’è un quadro chiaro, non c’è un confronto reale in Consiglio comunale, non c’è una valutazione puntuale su opere, costi, priorità e sostenibilità. Prima di indebitare la città, bisogna dimostrare di saper utilizzare bene le risorse che già ci sono.» prosegue Manuli.

    Per PRT la bocciatura della mozione svela il vero nodo politico. Il Sindaco vuole costruire la narrazione secondo cui per realizzare grandi opere sia necessario contrarre mutui. La proposta dell’opposizione, invece, dimostrava l’esatto contrario: con programmazione, efficienza e destinazione coerente delle entrate comunali, si possono avviare interventi strutturali importanti senza trasformare ogni opera in nuovo debito.

    Sfruttando la documentazione del Progetto Amuri, disponiamo già della stima del costo di ristrutturazione per le due Torrette principali (1,8 milioni complessivi). Quindi, perché aspettare i mutui quando abbiamo un Avanzo di Amministrazione libero di 7,2 milioni? 

    La scelta della maggioranza, quindi, non è stata neutra. Ha impedito al Consiglio comunale di aprire subito una strada concreta per il recupero della Villa Comunale e delle Torrette. Ha respinto un approccio prudente, flessibile e fondato su risorse proprie dell’Ente. Ha preferito difendere la linea politica del Sindaco, tutta centrata su un piano mutui che, ad oggi, resta più propaganda che programmazione.

    PRT continuerà a sostenere che la Villa Comunale debba essere una priorità reale, non un argomento da utilizzare negli annunci. La città non ha bisogno di promesse future, ma di atti immediati, risorse allocate, progetti verificabili e tempi certi.


  • Villa Comunale, alberi e post-ciclone: sicurezza sì, ma con trasparenza, tutela degli alberi e un piano di ripristino


    Nota Stampa del:

    Focus:

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    Dopo la bufera del 13 febbraio 2026, il Comune ha comunicato danni rilevanti al Parco Comunale “Florence Trevelyan”, indicando l’area tra quelle più colpite. Con Ordinanza sindacale n. 12/2026 è stata disposta la riapertura parziale della Villa Comunale, con alcune zone ancora interdette. Nelle ultime settimane la stampa locale ha riferito l’avvio di lavori di messa in sicurezza, con un affidamento di circa 50 mila euro, che riguarderebbe sia alberi già sradicati sia ulteriori esemplari ritenuti a rischio di stabilità, come riportato da TaorminaNews24 nell’articolo ‘Miracolo a Taormina, TN24 suona la sveglia e partono i lavori alla villa comunale’. In questo contesto, già nel Consiglio Comunale del 2 marzo il consigliere comunale Luca Manuli aveva chiesto interventi e soprattutto chiarezza sulla situazione della Villa Comunale, proprio perché si tratta di un luogo identitario che richiede trasparenza e criteri tecnici verificabili..

    PRT non contesta gli interventi necessari per la pubblica incolumità: se vi sono alberi caduti o tecnicamente compromessi, il Comune ha il dovere di intervenire. Proprio perché, però, parliamo della Villa Comunale, uno dei luoghi simbolo di Taormina, la sicurezza non può diventare l’unico argomento. Serve trasparenza su come si sta procedendo, serve proporzione tra rischio e intervento, e serve soprattutto un quadro chiaro su cosa accade dopo gli eventuali abbattimenti.

    «Nessuno chiede di ignorare i rischi. Chiediamo che ogni rimozione sia strettamente necessaria, motivata da una base tecnica verificabile e accompagnata da un progetto pubblico di ripristino. La Villa Comunale non è un giardino qualunque: è identità e vivibilità della città», dichiara Luca Manuli.

    La cornice è chiara: la Legge 10/2013 e le Linee guida nazionali sul verde urbano indicano una gestione programmata e motivata del patrimonio arboreo, anche nei contesti di emergenza; inoltre, trattandosi di un’area inserita in un contesto paesaggisticamente tutelato, le scelte sul verde storico, oltre a richiedere l’approvazione della Soprintendenza,   richiedono cautela e tracciabilità. In questo senso, il taglio di alberi rappresenta un’opzione ultima al quale ricorrere e non è un atto neutro, ma una decisione che va spiegata e documentata, soprattutto quando incide sul paesaggio urbano storico.

    Per questo PRT chiede che il Comune renda pubblici, con chiarezza e in modo comprensibile, gli elementi essenziali: qual è la relazione tecnica che – in linea con i principi definiti  dal SIA – ha individuato gli alberi da abbattere, ne ha effettuata la valutazione di stabilità con rischi e pericoli, ha identificato l’impossibilità tecnica di interventi conservativi alternativi;  quanti sono, di quale specie e in quali punti della Villa; se si tratta di alberi già crollati, irrimediabilmente compromessi o solo classificati “a rischio”; quali passaggi siano stati seguiti tenendo conto del contesto paesaggistico; e, soprattutto, se esista un piano di ripristino e reimpianto del verde rimosso.

    «La città ha diritto a sapere quali alberi si tagliano, perché e con quale progetto di recupero. Dopo l’emergenza serve visione: non solo rimozioni, ma un piano serio per restituire alla Villa Comunale il suo verde e la sua funzione», aggiunge Ottavia Zingali (PRT).

    PRT continuerà a seguire la vicenda con un obiettivo semplice: garantire la sicurezza all’interno di contesto di legalità, senza impoverire in modo opaco il patrimonio verde e il paesaggio di Taormina. La Villa Comunale va messa in sicurezza, ma anche ricostruita e tutelata con metodo, trasparenza e responsabilità.


    Villa Comunale, alberi e post-ciclone: sicurezza sì, ma con trasparenza, tutela degli alberi e un piano di ripristino


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    Dopo la bufera del 13 febbraio 2026, il Comune ha comunicato danni rilevanti al Parco Comunale “Florence Trevelyan”, indicando l’area tra quelle più colpite. Con Ordinanza sindacale n. 12/2026 è stata disposta la riapertura parziale della Villa Comunale, con alcune zone ancora interdette. Nelle ultime settimane la stampa locale ha riferito l’avvio di lavori di messa in sicurezza, con un affidamento di circa 50 mila euro, che riguarderebbe sia alberi già sradicati sia ulteriori esemplari ritenuti a rischio di stabilità, come riportato da TaorminaNews24 nell’articolo ‘Miracolo a Taormina, TN24 suona la sveglia e partono i lavori alla villa comunale’. In questo contesto, già nel Consiglio Comunale del 2 marzo il consigliere comunale Luca Manuli aveva chiesto interventi e soprattutto chiarezza sulla situazione della Villa Comunale, proprio perché si tratta di un luogo identitario che richiede trasparenza e criteri tecnici verificabili..

    PRT non contesta gli interventi necessari per la pubblica incolumità: se vi sono alberi caduti o tecnicamente compromessi, il Comune ha il dovere di intervenire. Proprio perché, però, parliamo della Villa Comunale, uno dei luoghi simbolo di Taormina, la sicurezza non può diventare l’unico argomento. Serve trasparenza su come si sta procedendo, serve proporzione tra rischio e intervento, e serve soprattutto un quadro chiaro su cosa accade dopo gli eventuali abbattimenti.

    «Nessuno chiede di ignorare i rischi. Chiediamo che ogni rimozione sia strettamente necessaria, motivata da una base tecnica verificabile e accompagnata da un progetto pubblico di ripristino. La Villa Comunale non è un giardino qualunque: è identità e vivibilità della città», dichiara Luca Manuli.

    La cornice è chiara: la Legge 10/2013 e le Linee guida nazionali sul verde urbano indicano una gestione programmata e motivata del patrimonio arboreo, anche nei contesti di emergenza; inoltre, trattandosi di un’area inserita in un contesto paesaggisticamente tutelato, le scelte sul verde storico, oltre a richiedere l’approvazione della Soprintendenza,   richiedono cautela e tracciabilità. In questo senso, il taglio di alberi rappresenta un’opzione ultima al quale ricorrere e non è un atto neutro, ma una decisione che va spiegata e documentata, soprattutto quando incide sul paesaggio urbano storico.

    Per questo PRT chiede che il Comune renda pubblici, con chiarezza e in modo comprensibile, gli elementi essenziali: qual è la relazione tecnica che – in linea con i principi definiti  dal SIA – ha individuato gli alberi da abbattere, ne ha effettuata la valutazione di stabilità con rischi e pericoli, ha identificato l’impossibilità tecnica di interventi conservativi alternativi;  quanti sono, di quale specie e in quali punti della Villa; se si tratta di alberi già crollati, irrimediabilmente compromessi o solo classificati “a rischio”; quali passaggi siano stati seguiti tenendo conto del contesto paesaggistico; e, soprattutto, se esista un piano di ripristino e reimpianto del verde rimosso.

    «La città ha diritto a sapere quali alberi si tagliano, perché e con quale progetto di recupero. Dopo l’emergenza serve visione: non solo rimozioni, ma un piano serio per restituire alla Villa Comunale il suo verde e la sua funzione», aggiunge Ottavia Zingali (PRT).

    PRT continuerà a seguire la vicenda con un obiettivo semplice: garantire la sicurezza all’interno di contesto di legalità, senza impoverire in modo opaco il patrimonio verde e il paesaggio di Taormina. La Villa Comunale va messa in sicurezza, ma anche ricostruita e tutelata con metodo, trasparenza e responsabilità.