• Terzo anno di mandato, PRT: «Troppo spesso i Taorminesi hanno dovuto subire le scelte dell’Amministrazione. Chi è al servizio di chi?»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 15 settembre 2026 – Rifiuti, vivibilità, parcheggi, lavoratori, tributi e partecipate. Per Progetto Ricostruzione Taormina il terzo anno dell’Amministrazione De Luca lascia emergere un filo comune: troppo spesso ai Taorminesi è stato chiesto di adattarsi alle scelte dell’Amministrazione, anziché costruire quelle scelte partendo dalle esigenze della comunità.

    È questo il senso dell’intervento del consigliere comunale Luca Manuli, presidente di Progetto Ricostruzione Taormina e membro di Controcorrente, durante il dibattito sulla relazione annuale del Sindaco.

    «Abbiamo voluto raccontare questo terzo anno non attraverso gli annunci dell’Amministrazione, ma attraverso ciò che i Taorminesi hanno concretamente vissuto. E mettendo insieme vicende molto diverse emerge sempre la stessa domanda: è l’Amministrazione ad essere al servizio dei cittadini o sono ormai i cittadini a doversi mettere al servizio del modello costruito dall’Amministrazione?».

    Uno degli esempi richiamati è quello degli orari di conferimento dei rifiuti nel centro storico. Per mesi ai residenti è stato chiesto, durante buona parte dell’anno, di conferire tra l’1.30 e le 5 del mattino. Nell’agosto 2025 la proposta di estendere il conferimento fino alle 7 fu bocciata; mesi dopo quella stessa possibilità è stata prevista nel nuovo regolamento.

    «Una soluzione semplice è stata prima respinta e poi adottata dopo mesi di disagio, proteste e interlocuzioni. Il problema non era scegliere tra decoro e residenti. Era trovare una soluzione capace di garantire entrambi. Si poteva fare prima.»

    La stessa difficoltà nel correggere le scelte, secondo PRT, emerge a Mazzarò e Isola Bella.

    Da mesi residenti e operatori pongono il problema della sosta e della vivibilità della zona. PRT aveva avanzato proposte concrete: aumentare gli stalli riservati ai residenti e prevedere una tariffa agevolata per i residenti sulle strisce blu, così da offrire un’alternativa quando gli spazi dedicati risultano occupati.

    Ad aprile il presidente di ASM Giuseppe Campagna dichiarava pubblicamente di conoscere la situazione e che sarebbero stati valutati interventi. Con la stagione ormai iniziata, però, nessuna delle soluzioni prospettate era stata attuata.

    «Non possiamo continuare a sentirci dire che un problema è conosciuto e attenzionato se poi, mesi dopo, chi vive quella zona si trova davanti sostanzialmente alle stesse difficoltà. Mazzarò non è soltanto una spiaggia, una funivia o una porta d’ingresso per migliaia di visitatori. È una parte di Taormina nella quale deve essere possibile vivere.»

    Da qui il tema più generale della mobilità.

    Per PRT la priorità dovrebbe essere chiara: prima i residenti, poi i lavoratori che ogni giorno permettono a Taormina di funzionare, quindi l’organizzazione dei grandi flussi turistici.

    «Se i parcheggi pubblici vengono gestiti prevalentemente in funzione della rotazione e della massimizzazione degli incassi, il rischio è che residenti e lavoratori vengano progressivamente penalizzati proprio negli spazi e nei servizi di cui hanno bisogno ogni giorno. E indicare genericamente il trasporto pubblico come alternativa non basta: prima bisogna costruire un servizio realmente compatibile con turni, orari serali e necessità di una città turistica. Poi si può chiedere alle persone di cambiare abitudini. Non il contrario.»

    Per PRT non è soltanto un problema di parcheggi, ma di vivibilità: decidere se la città debba essere organizzata innanzitutto intorno a chi la vive e la fa funzionare oppure se residenti e lavoratori debbano continuamente adattarsi alla pressione generata dai flussi e alle esigenze finanziarie dei servizi pubblici.

    Il rapporto tra Amministrazione e cittadini è emerso con ancora maggiore evidenza sul tema dei tributi.

    «In questi anni, e anche in quest’ultimo anno, i Taorminesi hanno vissuto una stagione di riscossione particolarmente pesante: accertamenti, file agli uffici, posizioni contestate, errori da correggere e cittadini costretti in alcuni casi a dimostrare di essere in regola. L’evasione va combattuta, ma proprio per questo bisogna essere rigorosi anche nel distinguere chi evade da chi ha ricevuto una richiesta errata o vuole regolarizzare una posizione pregressa».

    È proprio a partire da queste criticità che PRT aveva proposto un “reset ordinato” della situazione tributaria, chiedendo di utilizzare pienamente gli strumenti della Rottamazione Quinquies e di predisporre un regolamento comunale per estendere la definizione agevolata, nei limiti consentiti dalla legge, anche alle posizioni comunali oggi gestite da SO.GE.R.T.

    «Non abbiamo mai proposto un condono e non abbiamo mai sostenuto che chi evade non debba pagare. Il principio era l’opposto: recuperare il capitale dovuto, ridurre sanzioni e interessi dove la legge lo consente, diminuire il contenzioso, correggere le banche dati e permettere a chi vuole mettersi in regola di farlo. Un reset ordinato dopo anni di conflittualità.»

    L’Amministrazione ha invece aderito alla Rottamazione per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza adottare finora quel regolamento comunale che, secondo PRT, inciderebbe molto più direttamente sulle posizioni con cui numerosi contribuenti taorminesi si sono confrontati in questi anni.

    «Quella scelta non risolve il problema che abbiamo posto. La pressione e i disagi che hanno caratterizzato il rapporto tra Comune e contribuenti riguardano soprattutto le posizioni comunali e la riscossione locale. È lì che serviva intervenire.»

    E mentre PRT proponeva questo percorso, Manuli ha ricordato le dichiarazioni rese dal Sindaco fuori Taormina, dove la città è stata descritta come caratterizzata da una “corruttela elevata” e da livelli di evasione prossimi all’80%.

    «È una contraddizione che continuiamo a considerare grave. Non si può raccontare fuori Taormina un’intera comunità attraverso l’evasione e poi non utilizzare fino in fondo gli strumenti che possono aiutare a recuperare il dovuto e riportare cittadini e imprese nella regolarità. Combattere l’evasione significa colpire chi evade. Non significa mettere Taormina sul banco degli imputati».

    È qui che, per PRT, il tema tributario incontra quello delle partecipate.

    Il piano economico con cui è stata costituita Equità Urbana prevede che circa il 60% dei ricavi derivi dagli aggi della riscossione coattiva.

    «E allora il problema politico è evidente: se una vera Rottamazione dei crediti comunali riduce la morosità e la necessità di ricorrere alla riscossione coattiva, riduce anche una delle principali fonti di ricavo su cui è stato costruito il modello economico della società».

    Per PRT il rapporto tra le due questioni non può essere ignorato.

    «Non possono essere i cittadini a dover restare morosi per tenere in piedi Equità Urbana. Se il modello non regge senza una forte componente di riscossione coattiva, è il modello della società che va messo in discussione.»

    Manuli lega questo passaggio direttamente alla questione centrale dell’intervento:

    «Abbiamo costituito una società, nominato un CdA e costruito un piano economico che dipende in larga parte dagli aggi della coattiva. A quel punto la domanda diventa inevitabile: Equità Urbana serve a ridurre la morosità oppure la morosità serve a giustificare Equità Urbana? Se il secondo elemento diventa necessario per sostenere economicamente la società, allora il rapporto tra amministrazione e cittadini è stato completamente rovesciato».

    Per PRT Equità Urbana è soltanto una parte di un problema più ampio.

    Nell’ultimo anno sono state costituite nuove strutture per gestire servizi sociali, patrimonio, cultura e riscossione, con nuovi organi di governance, nuovi costi e un progressivo trasferimento all’esterno del Comune di funzioni, risorse e personale.

    Parallelamente, la proposta di PRT di rafforzare in maniera stabile e continuativa il controllo sulle partecipate non ha trovato accoglimento in Consiglio comunale.

    «Il rischio è costruire una macchina sempre più articolata e costosa mentre il Comune perde progressivamente capacità operativa. Le partecipate dovrebbero essere strumenti del Comune per servire meglio i cittadini. Non possono diventare strutture da alimentare economicamente, fino al punto di piegare le politiche pubbliche alle esigenze della loro stessa sopravvivenza.»

    Da qui la conclusione politica di PRT sul terzo anno di mandato:

    «Dai rifiuti ai parcheggi, dalla mobilità ai tributi fino alle partecipate, troppe volte abbiamo visto lo stesso metodo: prima viene costruito il modello, poi ai Taorminesi viene chiesto di adattarsi. Noi pensiamo che amministrare significhi esattamente il contrario.

    Le regole, i servizi, le aziende pubbliche e le società partecipate devono essere costruiti intorno alle esigenze della comunità.

    L’Amministrazione deve essere al servizio dei cittadini. Non possono essere i cittadini a essere messi al servizio dell’Amministrazione e delle strutture che essa ha creato.»

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Terzo anno di mandato, PRT: «Troppo spesso i Taorminesi hanno dovuto subire le scelte dell’Amministrazione. Chi è al servizio di chi?»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 15 settembre 2026 – Rifiuti, vivibilità, parcheggi, lavoratori, tributi e partecipate. Per Progetto Ricostruzione Taormina il terzo anno dell’Amministrazione De Luca lascia emergere un filo comune: troppo spesso ai Taorminesi è stato chiesto di adattarsi alle scelte dell’Amministrazione, anziché costruire quelle scelte partendo dalle esigenze della comunità.

    È questo il senso dell’intervento del consigliere comunale Luca Manuli, presidente di Progetto Ricostruzione Taormina e membro di Controcorrente, durante il dibattito sulla relazione annuale del Sindaco.

    «Abbiamo voluto raccontare questo terzo anno non attraverso gli annunci dell’Amministrazione, ma attraverso ciò che i Taorminesi hanno concretamente vissuto. E mettendo insieme vicende molto diverse emerge sempre la stessa domanda: è l’Amministrazione ad essere al servizio dei cittadini o sono ormai i cittadini a doversi mettere al servizio del modello costruito dall’Amministrazione?».

    Uno degli esempi richiamati è quello degli orari di conferimento dei rifiuti nel centro storico. Per mesi ai residenti è stato chiesto, durante buona parte dell’anno, di conferire tra l’1.30 e le 5 del mattino. Nell’agosto 2025 la proposta di estendere il conferimento fino alle 7 fu bocciata; mesi dopo quella stessa possibilità è stata prevista nel nuovo regolamento.

    «Una soluzione semplice è stata prima respinta e poi adottata dopo mesi di disagio, proteste e interlocuzioni. Il problema non era scegliere tra decoro e residenti. Era trovare una soluzione capace di garantire entrambi. Si poteva fare prima.»

    La stessa difficoltà nel correggere le scelte, secondo PRT, emerge a Mazzarò e Isola Bella.

    Da mesi residenti e operatori pongono il problema della sosta e della vivibilità della zona. PRT aveva avanzato proposte concrete: aumentare gli stalli riservati ai residenti e prevedere una tariffa agevolata per i residenti sulle strisce blu, così da offrire un’alternativa quando gli spazi dedicati risultano occupati.

    Ad aprile il presidente di ASM Giuseppe Campagna dichiarava pubblicamente di conoscere la situazione e che sarebbero stati valutati interventi. Con la stagione ormai iniziata, però, nessuna delle soluzioni prospettate era stata attuata.

    «Non possiamo continuare a sentirci dire che un problema è conosciuto e attenzionato se poi, mesi dopo, chi vive quella zona si trova davanti sostanzialmente alle stesse difficoltà. Mazzarò non è soltanto una spiaggia, una funivia o una porta d’ingresso per migliaia di visitatori. È una parte di Taormina nella quale deve essere possibile vivere.»

    Da qui il tema più generale della mobilità.

    Per PRT la priorità dovrebbe essere chiara: prima i residenti, poi i lavoratori che ogni giorno permettono a Taormina di funzionare, quindi l’organizzazione dei grandi flussi turistici.

    «Se i parcheggi pubblici vengono gestiti prevalentemente in funzione della rotazione e della massimizzazione degli incassi, il rischio è che residenti e lavoratori vengano progressivamente penalizzati proprio negli spazi e nei servizi di cui hanno bisogno ogni giorno. E indicare genericamente il trasporto pubblico come alternativa non basta: prima bisogna costruire un servizio realmente compatibile con turni, orari serali e necessità di una città turistica. Poi si può chiedere alle persone di cambiare abitudini. Non il contrario.»

    Per PRT non è soltanto un problema di parcheggi, ma di vivibilità: decidere se la città debba essere organizzata innanzitutto intorno a chi la vive e la fa funzionare oppure se residenti e lavoratori debbano continuamente adattarsi alla pressione generata dai flussi e alle esigenze finanziarie dei servizi pubblici.

    Il rapporto tra Amministrazione e cittadini è emerso con ancora maggiore evidenza sul tema dei tributi.

    «In questi anni, e anche in quest’ultimo anno, i Taorminesi hanno vissuto una stagione di riscossione particolarmente pesante: accertamenti, file agli uffici, posizioni contestate, errori da correggere e cittadini costretti in alcuni casi a dimostrare di essere in regola. L’evasione va combattuta, ma proprio per questo bisogna essere rigorosi anche nel distinguere chi evade da chi ha ricevuto una richiesta errata o vuole regolarizzare una posizione pregressa».

    È proprio a partire da queste criticità che PRT aveva proposto un “reset ordinato” della situazione tributaria, chiedendo di utilizzare pienamente gli strumenti della Rottamazione Quinquies e di predisporre un regolamento comunale per estendere la definizione agevolata, nei limiti consentiti dalla legge, anche alle posizioni comunali oggi gestite da SO.GE.R.T.

    «Non abbiamo mai proposto un condono e non abbiamo mai sostenuto che chi evade non debba pagare. Il principio era l’opposto: recuperare il capitale dovuto, ridurre sanzioni e interessi dove la legge lo consente, diminuire il contenzioso, correggere le banche dati e permettere a chi vuole mettersi in regola di farlo. Un reset ordinato dopo anni di conflittualità.»

    L’Amministrazione ha invece aderito alla Rottamazione per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza adottare finora quel regolamento comunale che, secondo PRT, inciderebbe molto più direttamente sulle posizioni con cui numerosi contribuenti taorminesi si sono confrontati in questi anni.

    «Quella scelta non risolve il problema che abbiamo posto. La pressione e i disagi che hanno caratterizzato il rapporto tra Comune e contribuenti riguardano soprattutto le posizioni comunali e la riscossione locale. È lì che serviva intervenire.»

    E mentre PRT proponeva questo percorso, Manuli ha ricordato le dichiarazioni rese dal Sindaco fuori Taormina, dove la città è stata descritta come caratterizzata da una “corruttela elevata” e da livelli di evasione prossimi all’80%.

    «È una contraddizione che continuiamo a considerare grave. Non si può raccontare fuori Taormina un’intera comunità attraverso l’evasione e poi non utilizzare fino in fondo gli strumenti che possono aiutare a recuperare il dovuto e riportare cittadini e imprese nella regolarità. Combattere l’evasione significa colpire chi evade. Non significa mettere Taormina sul banco degli imputati».

    È qui che, per PRT, il tema tributario incontra quello delle partecipate.

    Il piano economico con cui è stata costituita Equità Urbana prevede che circa il 60% dei ricavi derivi dagli aggi della riscossione coattiva.

    «E allora il problema politico è evidente: se una vera Rottamazione dei crediti comunali riduce la morosità e la necessità di ricorrere alla riscossione coattiva, riduce anche una delle principali fonti di ricavo su cui è stato costruito il modello economico della società».

    Per PRT il rapporto tra le due questioni non può essere ignorato.

    «Non possono essere i cittadini a dover restare morosi per tenere in piedi Equità Urbana. Se il modello non regge senza una forte componente di riscossione coattiva, è il modello della società che va messo in discussione.»

    Manuli lega questo passaggio direttamente alla questione centrale dell’intervento:

    «Abbiamo costituito una società, nominato un CdA e costruito un piano economico che dipende in larga parte dagli aggi della coattiva. A quel punto la domanda diventa inevitabile: Equità Urbana serve a ridurre la morosità oppure la morosità serve a giustificare Equità Urbana? Se il secondo elemento diventa necessario per sostenere economicamente la società, allora il rapporto tra amministrazione e cittadini è stato completamente rovesciato».

    Per PRT Equità Urbana è soltanto una parte di un problema più ampio.

    Nell’ultimo anno sono state costituite nuove strutture per gestire servizi sociali, patrimonio, cultura e riscossione, con nuovi organi di governance, nuovi costi e un progressivo trasferimento all’esterno del Comune di funzioni, risorse e personale.

    Parallelamente, la proposta di PRT di rafforzare in maniera stabile e continuativa il controllo sulle partecipate non ha trovato accoglimento in Consiglio comunale.

    «Il rischio è costruire una macchina sempre più articolata e costosa mentre il Comune perde progressivamente capacità operativa. Le partecipate dovrebbero essere strumenti del Comune per servire meglio i cittadini. Non possono diventare strutture da alimentare economicamente, fino al punto di piegare le politiche pubbliche alle esigenze della loro stessa sopravvivenza.»

    Da qui la conclusione politica di PRT sul terzo anno di mandato:

    «Dai rifiuti ai parcheggi, dalla mobilità ai tributi fino alle partecipate, troppe volte abbiamo visto lo stesso metodo: prima viene costruito il modello, poi ai Taorminesi viene chiesto di adattarsi. Noi pensiamo che amministrare significhi esattamente il contrario.

    Le regole, i servizi, le aziende pubbliche e le società partecipate devono essere costruiti intorno alle esigenze della comunità.

    L’Amministrazione deve essere al servizio dei cittadini. Non possono essere i cittadini a essere messi al servizio dell’Amministrazione e delle strutture che essa ha creato.»

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Parcheggio Lumbi, ASM fa marcia indietro: dal 15 settembre tornano gli abbonamenti per i pendolari


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 11 settembre 2026 – ASM fa marcia indietro e, dopo la sospensione dei nuovi abbonamenti per i pendolari,
    annuncia la riapertura degli abbonamenti al parcheggio Lumbi a partire da martedì 15 settembre.
    Una decisione che arriva a poco più di un mese dalla nota con cui Progetto Ricostruzione Taormina (PRT) aveva
    denunciato le prime conseguenze concrete del tetto agli abbonamenti e segnalato come la scelta rischiasse di penalizzare
    lavoratori, imprese e attività economiche cittadine.
    Il provvedimento annunciato da ASM rappresenta quindi un passo nella direzione giusta, ma conferma al tempo stesso la
    fondatezza delle criticità sollevate da PRT.
    ASM motiva la riapertura con la cessazione dell’emergenza viabilità legata al periodo di alta stagione. Una motivazione
    che, tuttavia, rende ancora più evidente una questione che PRT aveva posto già ad agosto: la disponibilità dei parcheggi
    per chi lavora a Taormina non può essere considerata una variabile da comprimere o ampliare esclusivamente in
    funzione dei flussi turistici stagionali.
    «Siamo contenti che ASM abbia fatto un passo indietro dopo il nostro comunicato del 1° agosto. Avevamo denunciato
    con chiarezza che il blocco dei nuovi abbonamenti avrebbe creato problemi concreti ai lavoratori e alle imprese, e oggi
    ASM riconosce di fatto la necessità di riaprire agli abbonamenti per i pendolari. È un risultato positivo, ma soprattutto è la
    dimostrazione che le criticità che avevamo evidenziato non erano affatto teoriche. Ora ci aspettiamo che questa scelta
    venga accompagnata da una programmazione stabile, che garantisca ai lavoratori la possibilità di accedere ai parcheggi
    senza dover attendere ogni anno la fine dell’alta stagione», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    Per PRT, però, resta aperto il tema della programmazione complessiva della mobilità e della sosta per i lavoratori.
    Occorre interrogarsi sulla necessità di individuare criteri più chiari e strutturali, evitando che ogni anno lavoratori e
    imprese debbano attendere la fine dell’estate per sapere se potranno contare su un posto auto a condizioni sostenibili.
    «Questa vicenda dimostra che avevamo ragione a mettere in guardia l’Amministrazione e ASM. Il problema non era
    l’esistenza di una categoria di lavoratori da sacrificare durante l’estate, ma l’assenza di una vera politica della mobilità. Se
    oggi, cessata l’emergenza dell’alta stagione, gli abbonamenti possono essere nuovamente attivati, significa che la
    soluzione non può essere semplicemente quella di chiudere o riaprire il rubinetto degli abbonamenti in base al
    periodo. Serve una programmazione che tenga insieme turismo, residenti, lavoratori e imprese, perché Taormina non è
    soltanto una destinazione turistica: è anche una città nella quale migliaia di persone devono poter lavorare ogni giorno»,
    dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
    PRT considera dunque positivamente il passo indietro di ASM e invita l’Amministrazione a non considerare la riapertura
    del 15 settembre come una soluzione temporanea, ma come l’occasione per affrontare definitivamente il problema.
    La mobilità dei lavoratori deve essere inserita all’interno di una strategia complessiva che preveda una corretta gestione
    della sosta, un trasporto pubblico locale realmente compatibile con gli orari di lavoro e una politica capace di distinguere
    le esigenze dei pendolari da quelle della sosta turistica.
    Il passo indietro di ASM è positivo. Adesso serve un passo avanti nella programmazione.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Parcheggio Lumbi, ASM fa marcia indietro: dal 15 settembre tornano gli abbonamenti per i pendolari


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 11 settembre 2026 – ASM fa marcia indietro e, dopo la sospensione dei nuovi abbonamenti per i pendolari,
    annuncia la riapertura degli abbonamenti al parcheggio Lumbi a partire da martedì 15 settembre.
    Una decisione che arriva a poco più di un mese dalla nota con cui Progetto Ricostruzione Taormina (PRT) aveva
    denunciato le prime conseguenze concrete del tetto agli abbonamenti e segnalato come la scelta rischiasse di penalizzare
    lavoratori, imprese e attività economiche cittadine.
    Il provvedimento annunciato da ASM rappresenta quindi un passo nella direzione giusta, ma conferma al tempo stesso la
    fondatezza delle criticità sollevate da PRT.
    ASM motiva la riapertura con la cessazione dell’emergenza viabilità legata al periodo di alta stagione. Una motivazione
    che, tuttavia, rende ancora più evidente una questione che PRT aveva posto già ad agosto: la disponibilità dei parcheggi
    per chi lavora a Taormina non può essere considerata una variabile da comprimere o ampliare esclusivamente in
    funzione dei flussi turistici stagionali.
    «Siamo contenti che ASM abbia fatto un passo indietro dopo il nostro comunicato del 1° agosto. Avevamo denunciato
    con chiarezza che il blocco dei nuovi abbonamenti avrebbe creato problemi concreti ai lavoratori e alle imprese, e oggi
    ASM riconosce di fatto la necessità di riaprire agli abbonamenti per i pendolari. È un risultato positivo, ma soprattutto è la
    dimostrazione che le criticità che avevamo evidenziato non erano affatto teoriche. Ora ci aspettiamo che questa scelta
    venga accompagnata da una programmazione stabile, che garantisca ai lavoratori la possibilità di accedere ai parcheggi
    senza dover attendere ogni anno la fine dell’alta stagione», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    Per PRT, però, resta aperto il tema della programmazione complessiva della mobilità e della sosta per i lavoratori.
    Occorre interrogarsi sulla necessità di individuare criteri più chiari e strutturali, evitando che ogni anno lavoratori e
    imprese debbano attendere la fine dell’estate per sapere se potranno contare su un posto auto a condizioni sostenibili.
    «Questa vicenda dimostra che avevamo ragione a mettere in guardia l’Amministrazione e ASM. Il problema non era
    l’esistenza di una categoria di lavoratori da sacrificare durante l’estate, ma l’assenza di una vera politica della mobilità. Se
    oggi, cessata l’emergenza dell’alta stagione, gli abbonamenti possono essere nuovamente attivati, significa che la
    soluzione non può essere semplicemente quella di chiudere o riaprire il rubinetto degli abbonamenti in base al
    periodo. Serve una programmazione che tenga insieme turismo, residenti, lavoratori e imprese, perché Taormina non è
    soltanto una destinazione turistica: è anche una città nella quale migliaia di persone devono poter lavorare ogni giorno»,
    dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.
    PRT considera dunque positivamente il passo indietro di ASM e invita l’Amministrazione a non considerare la riapertura
    del 15 settembre come una soluzione temporanea, ma come l’occasione per affrontare definitivamente il problema.
    La mobilità dei lavoratori deve essere inserita all’interno di una strategia complessiva che preveda una corretta gestione
    della sosta, un trasporto pubblico locale realmente compatibile con gli orari di lavoro e una politica capace di distinguere
    le esigenze dei pendolari da quelle della sosta turistica.
    Il passo indietro di ASM è positivo. Adesso serve un passo avanti nella programmazione.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

  • Luca Manuli aderisce a Controcorrente. PRT: «Un nuovo spazio politico senza rinunciare alla nostra identità»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 7 settembre 2026 – Progetto Ricostruzione Taormina guarda con convinzione all’adesione del proprio presidente
    Luca Manuli a Controcorrente, annunciata in occasione degli Stati Generali del movimento.
    Si tratta del naturale sviluppo di un percorso radicato negli ultimi anni a Taormina, che proietta su una dimensione più ampia
    l’esperienza maturata da PRT.
    Restano centrali i nostri valori fondanti: la forza del civismo, il primato del bene comune e un metodo d’azione basato su
    ascolto, responsabilità e competenza.
    L’adesione di Luca Manuli non rappresenta un allontanamento dal percorso di Progetto Ricostruzione Taormina, ma
    un’occasione per mettere a disposizione di una realtà politica più ampia un’esperienza civica nata e cresciuta sul territorio.
    Manuli ha ribadito la necessità di un cambiamento reale per il territorio, capace di mettere al centro l’interesse generale dei
    cittadini e di superare quei meccanismi politici fondati su cerchi ristretti, livelli informali di potere e decisioni assunte da
    pochi.
    Per PRT, il tema centrale rimane dunque il metodo con cui la politica sceglie di operare: decisioni più condivise,
    responsabilità chiare, nomine fondate sulla competenza e una gestione della spesa pubblica capace di produrre valore
    concreto per le comunità.
    «L’adesione di Luca a Controcorrente rappresenta un passaggio importante, non solo per la sua esperienza personale, ma
    per tutto il percorso di PRT. In questi anni abbiamo costruito un progetto civico radicato nella nostra città, fondato sulla
    libertà di pensiero, sul confronto e sull’interesse generale. Oggi quella stessa esperienza può contribuire a costruire una
    prospettiva più ampia per la Sicilia, senza perdere il legame con il territorio e senza rinunciare alla nostra identità», dichiara
    Marco Rao, segretario di PRT.
    «Abbiamo sempre creduto che il civismo non debba essere una parentesi della politica, ma un modo diverso di fare politica.
    L’ingresso di Luca in Controcorrente porta con sé questa esperienza e può diventare un’opportunità per creare relazioni,
    competenze e nuove energie. A Taormina continueremo a lavorare con la stessa libertà e con la stessa coerenza, guardando
    già alle amministrative del 2028 e alla necessità di costruire una proposta realmente alternativa per la città», aggiunge
    Alessio Bonesoli, vicepresidente di PRT.
    PRT considera quindi questa fase come un’opportunità di crescita politica e di apertura al confronto con altre realtà civiche
    e politiche, mantenendo salda la propria autonomia e il proprio impegno per Taormina.
    Credibilità, competenza e centralità del bene pubblico: è su questi valori che intendiamo continuare a costruire la nostra
    proposta politica per Taormina

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Luca Manuli aderisce a Controcorrente. PRT: «Un nuovo spazio politico senza rinunciare alla nostra identità»


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 7 settembre 2026 – Progetto Ricostruzione Taormina guarda con convinzione all’adesione del proprio presidente
    Luca Manuli a Controcorrente, annunciata in occasione degli Stati Generali del movimento.
    Si tratta del naturale sviluppo di un percorso radicato negli ultimi anni a Taormina, che proietta su una dimensione più ampia
    l’esperienza maturata da PRT.
    Restano centrali i nostri valori fondanti: la forza del civismo, il primato del bene comune e un metodo d’azione basato su
    ascolto, responsabilità e competenza.
    L’adesione di Luca Manuli non rappresenta un allontanamento dal percorso di Progetto Ricostruzione Taormina, ma
    un’occasione per mettere a disposizione di una realtà politica più ampia un’esperienza civica nata e cresciuta sul territorio.
    Manuli ha ribadito la necessità di un cambiamento reale per il territorio, capace di mettere al centro l’interesse generale dei
    cittadini e di superare quei meccanismi politici fondati su cerchi ristretti, livelli informali di potere e decisioni assunte da
    pochi.
    Per PRT, il tema centrale rimane dunque il metodo con cui la politica sceglie di operare: decisioni più condivise,
    responsabilità chiare, nomine fondate sulla competenza e una gestione della spesa pubblica capace di produrre valore
    concreto per le comunità.
    «L’adesione di Luca a Controcorrente rappresenta un passaggio importante, non solo per la sua esperienza personale, ma
    per tutto il percorso di PRT. In questi anni abbiamo costruito un progetto civico radicato nella nostra città, fondato sulla
    libertà di pensiero, sul confronto e sull’interesse generale. Oggi quella stessa esperienza può contribuire a costruire una
    prospettiva più ampia per la Sicilia, senza perdere il legame con il territorio e senza rinunciare alla nostra identità», dichiara
    Marco Rao, segretario di PRT.
    «Abbiamo sempre creduto che il civismo non debba essere una parentesi della politica, ma un modo diverso di fare politica.
    L’ingresso di Luca in Controcorrente porta con sé questa esperienza e può diventare un’opportunità per creare relazioni,
    competenze e nuove energie. A Taormina continueremo a lavorare con la stessa libertà e con la stessa coerenza, guardando
    già alle amministrative del 2028 e alla necessità di costruire una proposta realmente alternativa per la città», aggiunge
    Alessio Bonesoli, vicepresidente di PRT.
    PRT considera quindi questa fase come un’opportunità di crescita politica e di apertura al confronto con altre realtà civiche
    e politiche, mantenendo salda la propria autonomia e il proprio impegno per Taormina.
    Credibilità, competenza e centralità del bene pubblico: è su questi valori che intendiamo continuare a costruire la nostra
    proposta politica per Taormina

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Mazzarò e Isola Bella, aumenti record e tariffe poco visibili: esercenti preoccupati, PRT chiede chiarezza


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 4 Settembre 2026 – Tariffe molto elevate, informazioni poco visibili prima dell’accesso, operatori
    economici preoccupati e una gestione della mobilità che continua a sollevare criticità nella fascia costiera di
    Mazzarò e Isola Bella.
    È questa la situazione denunciata da Arianna Moschella e Alessio Bonesoli di Progetto Ricostruzione Taormina
    (PRT), che chiedono all’Amministrazione e ad ASM di verificare con maggiore attenzione gli effetti prodotti dalle
    nuove politiche tariffarie.
    Nel parcheggio coperto di Mazzarò, nelle ore di alta stagione, la tariffa oraria diurna arriva a 6 euro, con una
    sosta di 24 ore che può raggiungere circa 120 euro.
    «Il problema non è soltanto il livello delle tariffe – evidenzia Arianna Moschella – ma anche il modo in cui
    vengono comunicate. La mancata esposizione chiara dei prezzi prima dell’ingresso è una negligenza evidente e
    produce un effetto concreto: molti utenti entrano presumendo costi più vicini a quelli ordinari e scoprono
    l’importo reale soltanto al momento del pagamento. Non vogliamo pensare che questa scarsa trasparenza
    possa essere funzionale a una strategia di maggiore incasso, ma proprio per questo chiediamo ad ASM di
    intervenire immediatamente e rendere i prezzi chiaramente visibili prima dell’accesso».
    PRT ricorda inoltre di avere già contestato, durante la discussione sulle nuove tariffe ASM, un’impostazione
    fortemente orientata all’incremento degli incassi e alla necessità di sostenere una situazione di cassa che negli
    ultimi anni si è progressivamente deteriorata, in un contesto nel quale il bilancio 2025 non è stato ancora
    presentato.
    «In queste settimane mi sono confrontata con diversi imprenditori e commercianti di Mazzarò e Isola Bella e il
    dato che emerge con maggiore preoccupazione è la percezione di un agosto più debole rispetto agli anni
    precedenti. Non è una statistica ufficiale, ma è un segnale che arriva da chi vive quotidianamente questa parte
    della città e che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare», sottolinea Arianna Moschella.
    In questo contesto si inserisce anche il tema della sosta e dei controlli. PRT non contesta l’applicazione delle
    regole, ma ritiene che non sia sufficiente intensificare sanzioni e controlli senza offrire contemporaneamente
    alternative reali a residenti e lavoratori.
    Il problema, infatti, non sono i verbali quando le norme vengono correttamente applicate. Il problema nasce
    quando si restringono progressivamente le possibilità di sosta senza costruire soluzioni accessibili e funzionali
    per chi vive e lavora quotidianamente nella zona.
    Gli effetti di questa impostazione, secondo PRT, non possono essere misurati soltanto attraverso gli incassi o i
    dati di utilizzo di un singolo servizio. Il rischio è che nel medio periodo si producano conseguenze sulla
    percezione della destinazione, sulla competitività delle attività economiche della fascia costiera e sulla capacità
    di attrarre un turismo che soggiorna e produce indotto sul territorio.
    «I dati diffusi da ASM possono essere corretti nei numeri, ma diventano fuorvianti quando vengono utilizzati per
    raccontare da soli il successo della nuova politica tariffaria. Un aumento degli utenti dei bus o degli accessi a un
    parcheggio va letto insieme a tutto ciò che nel frattempo è cambiato: tariffe, alternative di sosta, costo della
    funivia e organizzazione complessiva della mobilità. Prendere un singolo indicatore favorevole e utilizzarlo per
    certificare il successo dell’intera politica significa costruire una narrazione, non valutarne seriamente gli effetti»,
    dichiara Alessio Bonesoli.

    «C’è poi un paradosso evidente. Una politica che rende meno accessibili alcune alternative può finire per
    incentivare ulteriormente gli spostamenti su gomma, aumentando traffico, congestione e pressione sulle zone
    già più delicate. La mobilità non può essere affrontata voce per voce, tariffa per tariffa. Deve essere costruita
    come una politica complessiva di vivibilità», aggiunge Bonesoli.
    «La realtà di una città non si misura soltanto nelle dirette social o nei dati scelti per raccontare i risultati
    dell’Amministrazione – sottolineano Moschella e Bonesoli –. Si misura anche nell’esperienza quotidiana di
    residenti, lavoratori e operatori economici. Ed è proprio quella realtà che oggi chiede di essere ascoltata».
    PRT torna infine sul modello complessivo di ASM.
    «Il punto non è soltanto quanto ASM riesca a incassare, ma come utilizza le risorse e quale modello di gestione
    sta costruendo. Da mesi ci viene raccontata un’azienda pubblica “con una marcia in più”, capace di produrre
    eccellenza. Ma l’eccellenza non si misura soltanto nella quantità di servizi annunciati o nelle spese sostenute: si
    misura nel rapporto tra costi, risultati e benefici reali per la città. Se per sostenere questo modello servono tariffe
    sempre più alte, maggiore pressione sulla sosta e continui aumenti a carico di cittadini e utenti, allora la
    domanda politica è inevitabile: questa è davvero efficienza o stiamo semplicemente pagando molto di più per
    sostenere una struttura sempre più costosa?»
    «Amministrare con una marcia in più non significa spendere di più e poi chiedere alla città di coprire il conto.
    Significa usare meglio le risorse, eliminare ciò che non serve e garantire servizi migliori senza sacrificare
    vivibilità, sviluppo e competitività. Il successo di ASM non può essere misurato soltanto da quanto incassa:
    deve essere misurato da quanto valore restituisce a Taormina.»
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Mazzarò e Isola Bella, aumenti record e tariffe poco visibili: esercenti preoccupati, PRT chiede chiarezza


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 4 Settembre 2026 – Tariffe molto elevate, informazioni poco visibili prima dell’accesso, operatori
    economici preoccupati e una gestione della mobilità che continua a sollevare criticità nella fascia costiera di
    Mazzarò e Isola Bella.
    È questa la situazione denunciata da Arianna Moschella e Alessio Bonesoli di Progetto Ricostruzione Taormina
    (PRT), che chiedono all’Amministrazione e ad ASM di verificare con maggiore attenzione gli effetti prodotti dalle
    nuove politiche tariffarie.
    Nel parcheggio coperto di Mazzarò, nelle ore di alta stagione, la tariffa oraria diurna arriva a 6 euro, con una
    sosta di 24 ore che può raggiungere circa 120 euro.
    «Il problema non è soltanto il livello delle tariffe – evidenzia Arianna Moschella – ma anche il modo in cui
    vengono comunicate. La mancata esposizione chiara dei prezzi prima dell’ingresso è una negligenza evidente e
    produce un effetto concreto: molti utenti entrano presumendo costi più vicini a quelli ordinari e scoprono
    l’importo reale soltanto al momento del pagamento. Non vogliamo pensare che questa scarsa trasparenza
    possa essere funzionale a una strategia di maggiore incasso, ma proprio per questo chiediamo ad ASM di
    intervenire immediatamente e rendere i prezzi chiaramente visibili prima dell’accesso».
    PRT ricorda inoltre di avere già contestato, durante la discussione sulle nuove tariffe ASM, un’impostazione
    fortemente orientata all’incremento degli incassi e alla necessità di sostenere una situazione di cassa che negli
    ultimi anni si è progressivamente deteriorata, in un contesto nel quale il bilancio 2025 non è stato ancora
    presentato.
    «In queste settimane mi sono confrontata con diversi imprenditori e commercianti di Mazzarò e Isola Bella e il
    dato che emerge con maggiore preoccupazione è la percezione di un agosto più debole rispetto agli anni
    precedenti. Non è una statistica ufficiale, ma è un segnale che arriva da chi vive quotidianamente questa parte
    della città e che l’Amministrazione dovrebbe ascoltare», sottolinea Arianna Moschella.
    In questo contesto si inserisce anche il tema della sosta e dei controlli. PRT non contesta l’applicazione delle
    regole, ma ritiene che non sia sufficiente intensificare sanzioni e controlli senza offrire contemporaneamente
    alternative reali a residenti e lavoratori.
    Il problema, infatti, non sono i verbali quando le norme vengono correttamente applicate. Il problema nasce
    quando si restringono progressivamente le possibilità di sosta senza costruire soluzioni accessibili e funzionali
    per chi vive e lavora quotidianamente nella zona.
    Gli effetti di questa impostazione, secondo PRT, non possono essere misurati soltanto attraverso gli incassi o i
    dati di utilizzo di un singolo servizio. Il rischio è che nel medio periodo si producano conseguenze sulla
    percezione della destinazione, sulla competitività delle attività economiche della fascia costiera e sulla capacità
    di attrarre un turismo che soggiorna e produce indotto sul territorio.
    «I dati diffusi da ASM possono essere corretti nei numeri, ma diventano fuorvianti quando vengono utilizzati per
    raccontare da soli il successo della nuova politica tariffaria. Un aumento degli utenti dei bus o degli accessi a un
    parcheggio va letto insieme a tutto ciò che nel frattempo è cambiato: tariffe, alternative di sosta, costo della
    funivia e organizzazione complessiva della mobilità. Prendere un singolo indicatore favorevole e utilizzarlo per
    certificare il successo dell’intera politica significa costruire una narrazione, non valutarne seriamente gli effetti»,
    dichiara Alessio Bonesoli.

    «C’è poi un paradosso evidente. Una politica che rende meno accessibili alcune alternative può finire per
    incentivare ulteriormente gli spostamenti su gomma, aumentando traffico, congestione e pressione sulle zone
    già più delicate. La mobilità non può essere affrontata voce per voce, tariffa per tariffa. Deve essere costruita
    come una politica complessiva di vivibilità», aggiunge Bonesoli.
    «La realtà di una città non si misura soltanto nelle dirette social o nei dati scelti per raccontare i risultati
    dell’Amministrazione – sottolineano Moschella e Bonesoli –. Si misura anche nell’esperienza quotidiana di
    residenti, lavoratori e operatori economici. Ed è proprio quella realtà che oggi chiede di essere ascoltata».
    PRT torna infine sul modello complessivo di ASM.
    «Il punto non è soltanto quanto ASM riesca a incassare, ma come utilizza le risorse e quale modello di gestione
    sta costruendo. Da mesi ci viene raccontata un’azienda pubblica “con una marcia in più”, capace di produrre
    eccellenza. Ma l’eccellenza non si misura soltanto nella quantità di servizi annunciati o nelle spese sostenute: si
    misura nel rapporto tra costi, risultati e benefici reali per la città. Se per sostenere questo modello servono tariffe
    sempre più alte, maggiore pressione sulla sosta e continui aumenti a carico di cittadini e utenti, allora la
    domanda politica è inevitabile: questa è davvero efficienza o stiamo semplicemente pagando molto di più per
    sostenere una struttura sempre più costosa?»
    «Amministrare con una marcia in più non significa spendere di più e poi chiedere alla città di coprire il conto.
    Significa usare meglio le risorse, eliminare ciò che non serve e garantire servizi migliori senza sacrificare
    vivibilità, sviluppo e competitività. Il successo di ASM non può essere misurato soltanto da quanto incassa:
    deve essere misurato da quanto valore restituisce a Taormina.»
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

  • Mare di Mazzeo, PRT: bene le verifiche, ora servono risposte sulla causa e un coordinamento sulla Riviera


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 21 agosto 2026 – PRT prende atto positivamente dell’interlocuzione avviata dal Comune di Taormina con il Consorzio
    Rete Fognante e degli esiti comunicati finora sull’impianto Nord di Letojanni.
    Secondo quanto riferito dal CRF, l’impianto risulta regolarmente in esercizio, i controlli del 18 agosto non avrebbero rilevato scarichi
    di reflui non depurati e i campioni ASP del 17 agosto sono stati indicati come conformi.
    Bene. Ma le anomalie segnalate a Mazzeo restano da spiegare.
    Scie, colorazioni anomale e cattivi odori sono stati segnalati ripetutamente da cittadini e bagnanti. Se una possibile origine non
    presenta criticità, le verifiche devono proseguire fino a individuare la causa effettiva del fenomeno.
    «Apprezziamo che il Comune si sia attivato. Adesso bisogna andare avanti e non fermarsi al primo esito rassicurante. I cittadini
    continuano a segnalare anomalie e meritano di sapere da cosa dipendano», dichiara Arianna Moschella, esponente di PRT.
    PRT chiede quindi controlli mirati nei luoghi e nei momenti in cui gli episodi si manifestano e una verifica delle possibili fonti locali,
    comprese eventuali anomalie delle reti e dei recapiti.
    Le segnalazioni emerse durante l’estate non riguardano soltanto Mazzeo. Episodi, divieti temporanei o criticità sono stati registrati
    anche a Giardini Naxos e nel tratto di Riviera che comprende Santa Teresa di Riva, Furci Siculo e Roccalumera.
    Serve quindi anche un coordinamento di area vasta.
    PRT non condivide la strategia Costa Blu/METAblue per Taormina. Ma quella strategia è stata promossa e finanziata da Cateno De
    Luca e Federico Basile, collegandola alla qualità ambientale, alle Bandiere Blu e alla valorizzazione unitaria della costa.
    «Se De Luca e Basile hanno scelto di presentare la Riviera come un unico sistema attraverso Costa Blu, allora devono dimostrare la
    stessa coerenza quando emergono problemi reali. Non può esistere una costa unitaria per la promozione e una somma di problemi
    isolati quando bisogna capire cosa accade in mare», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
    PRT chiede al Comune di Taormina e alla Città Metropolitana di chiarire se sia già stato attivato un confronto strutturato tra Comuni,
    gestori e autorità di controllo e, in caso contrario, di promuoverlo immediatamente.
    Servono risposte semplici e verificabili: cosa è stato escluso, cosa resta da verificare e quali controlli verranno effettuati.
    La Bandiera Blu e i progetti di promozione territoriale hanno senso solo se alla comunicazione corrispondono controllo, tutela e
    capacità di intervenire.
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Mare di Mazzeo, PRT: bene le verifiche, ora servono risposte sulla causa e un coordinamento sulla Riviera


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 21 agosto 2026 – PRT prende atto positivamente dell’interlocuzione avviata dal Comune di Taormina con il Consorzio
    Rete Fognante e degli esiti comunicati finora sull’impianto Nord di Letojanni.
    Secondo quanto riferito dal CRF, l’impianto risulta regolarmente in esercizio, i controlli del 18 agosto non avrebbero rilevato scarichi
    di reflui non depurati e i campioni ASP del 17 agosto sono stati indicati come conformi.
    Bene. Ma le anomalie segnalate a Mazzeo restano da spiegare.
    Scie, colorazioni anomale e cattivi odori sono stati segnalati ripetutamente da cittadini e bagnanti. Se una possibile origine non
    presenta criticità, le verifiche devono proseguire fino a individuare la causa effettiva del fenomeno.
    «Apprezziamo che il Comune si sia attivato. Adesso bisogna andare avanti e non fermarsi al primo esito rassicurante. I cittadini
    continuano a segnalare anomalie e meritano di sapere da cosa dipendano», dichiara Arianna Moschella, esponente di PRT.
    PRT chiede quindi controlli mirati nei luoghi e nei momenti in cui gli episodi si manifestano e una verifica delle possibili fonti locali,
    comprese eventuali anomalie delle reti e dei recapiti.
    Le segnalazioni emerse durante l’estate non riguardano soltanto Mazzeo. Episodi, divieti temporanei o criticità sono stati registrati
    anche a Giardini Naxos e nel tratto di Riviera che comprende Santa Teresa di Riva, Furci Siculo e Roccalumera.
    Serve quindi anche un coordinamento di area vasta.
    PRT non condivide la strategia Costa Blu/METAblue per Taormina. Ma quella strategia è stata promossa e finanziata da Cateno De
    Luca e Federico Basile, collegandola alla qualità ambientale, alle Bandiere Blu e alla valorizzazione unitaria della costa.
    «Se De Luca e Basile hanno scelto di presentare la Riviera come un unico sistema attraverso Costa Blu, allora devono dimostrare la
    stessa coerenza quando emergono problemi reali. Non può esistere una costa unitaria per la promozione e una somma di problemi
    isolati quando bisogna capire cosa accade in mare», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
    PRT chiede al Comune di Taormina e alla Città Metropolitana di chiarire se sia già stato attivato un confronto strutturato tra Comuni,
    gestori e autorità di controllo e, in caso contrario, di promuoverlo immediatamente.
    Servono risposte semplici e verificabili: cosa è stato escluso, cosa resta da verificare e quali controlli verranno effettuati.
    La Bandiera Blu e i progetti di promozione territoriale hanno senso solo se alla comunicazione corrispondono controllo, tutela e
    capacità di intervenire.
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

  • Partecipate, PRT: ora arriva il passaggio successivo, attività e personale fuori dal Comune


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Taormina, 14 agosto 2026 – A PRT sono giunte informazioni secondo cui l’Amministrazione starebbe preparando il
    trasferimento di attività e personale del Comune verso alcune delle nuove partecipate.
    Non è un passaggio inatteso. È la naturale conseguenza del modello che l’Amministrazione De Luca ha scelto di costruire:
    prima la costituzione di nuove società e organismi, poi l’affidamento delle funzioni e adesso il possibile trasferimento anche
    del personale che quelle attività dovrà svolgere.
    Per PRT il primo punto è la tutela piena dei dipendenti coinvolti. Qualunque trasferimento dovrà garantire continuità,
    diritti, condizioni economiche e professionali, senza lasciare margini di incertezza sul futuro dei lavoratori.
    Ma il tema è soprattutto politico. Più attività, competenze e personale vengono spostati nelle partecipate, più si riduce la
    capacità operativa interna dell’Ente. Il rischio è che il Comune resti progressivamente svuotato, mentre il baricentro della
    gestione amministrativa si trasferisce verso organismi esterni alla struttura comunale.
    «Non ci stupisce che, dopo avere costituito le partecipate, l’Amministrazione proceda ad affidare loro attività e personale. È
    il passaggio successivo del modello che ha scelto. Proprio per questo oggi dobbiamo chiederci dove porterà questo percorso:
    quali competenze resteranno realmente dentro il Comune e con quali strumenti il Consiglio comunale potrà continuare a
    esercitare indirizzo e controllo?», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
    Ed è questo il punto più delicato. Il possibile trasferimento di funzioni e personale arriverebbe mentre non è ancora stato
    chiarito alla città un sistema effettivo e trasparente di controllo sulle nuove partecipate, e dopo le recenti modifiche allo
    Statuto di ASM che, secondo PRT, hanno già ridotto il ruolo del Consiglio comunale su diverse decisioni strategiche.
    Per PRT il problema non è il singolo trasferimento. È la direzione complessiva: un Comune sempre più leggero sul piano
    operativo e un sistema di partecipate sempre più centrale nella gestione dei servizi, senza che parallelamente venga
    rafforzato il controllo pubblico e consiliare.
    Se queste informazioni saranno confermate, l’Amministrazione dovrà chiarire quali attività e quanti lavoratori saranno
    coinvolti, quali garanzie saranno assicurate ai dipendenti e quale sarà il nuovo perimetro del Comune dopo questa
    riorganizzazione.
    La domanda politica resta una: alla fine di questo percorso, chi gestirà davvero la città e dove verranno prese le
    decisioni?

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Partecipate, PRT: ora arriva il passaggio successivo, attività e personale fuori dal Comune


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Taormina, 14 agosto 2026 – A PRT sono giunte informazioni secondo cui l’Amministrazione starebbe preparando il
    trasferimento di attività e personale del Comune verso alcune delle nuove partecipate.
    Non è un passaggio inatteso. È la naturale conseguenza del modello che l’Amministrazione De Luca ha scelto di costruire:
    prima la costituzione di nuove società e organismi, poi l’affidamento delle funzioni e adesso il possibile trasferimento anche
    del personale che quelle attività dovrà svolgere.
    Per PRT il primo punto è la tutela piena dei dipendenti coinvolti. Qualunque trasferimento dovrà garantire continuità,
    diritti, condizioni economiche e professionali, senza lasciare margini di incertezza sul futuro dei lavoratori.
    Ma il tema è soprattutto politico. Più attività, competenze e personale vengono spostati nelle partecipate, più si riduce la
    capacità operativa interna dell’Ente. Il rischio è che il Comune resti progressivamente svuotato, mentre il baricentro della
    gestione amministrativa si trasferisce verso organismi esterni alla struttura comunale.
    «Non ci stupisce che, dopo avere costituito le partecipate, l’Amministrazione proceda ad affidare loro attività e personale. È
    il passaggio successivo del modello che ha scelto. Proprio per questo oggi dobbiamo chiederci dove porterà questo percorso:
    quali competenze resteranno realmente dentro il Comune e con quali strumenti il Consiglio comunale potrà continuare a
    esercitare indirizzo e controllo?», dichiara il consigliere comunale Luca Manuli, esponente di PRT.
    Ed è questo il punto più delicato. Il possibile trasferimento di funzioni e personale arriverebbe mentre non è ancora stato
    chiarito alla città un sistema effettivo e trasparente di controllo sulle nuove partecipate, e dopo le recenti modifiche allo
    Statuto di ASM che, secondo PRT, hanno già ridotto il ruolo del Consiglio comunale su diverse decisioni strategiche.
    Per PRT il problema non è il singolo trasferimento. È la direzione complessiva: un Comune sempre più leggero sul piano
    operativo e un sistema di partecipate sempre più centrale nella gestione dei servizi, senza che parallelamente venga
    rafforzato il controllo pubblico e consiliare.
    Se queste informazioni saranno confermate, l’Amministrazione dovrà chiarire quali attività e quanti lavoratori saranno
    coinvolti, quali garanzie saranno assicurate ai dipendenti e quale sarà il nuovo perimetro del Comune dopo questa
    riorganizzazione.
    La domanda politica resta una: alla fine di questo percorso, chi gestirà davvero la città e dove verranno prese le
    decisioni?

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Parcheggi, PRT: una città turistica non può penalizzare chi ogni giorno la fa funzionare


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 23 agosto 2026 – Le segnalazioni dell’Associazione Albergatori confermano una criticità che PRT
    aveva già sollevato durante la discussione sulle nuove tariffe ASM: i parcheggi pubblici non possono essere
    gestiti soltanto con l’obiettivo di massimizzare gli incassi.
    Secondo quanto denunciato dagli albergatori, diversi lavoratori pendolari starebbero valutando di non
    proseguire il proprio rapporto di lavoro dopo il mancato rinnovo degli abbonamenti agevolati. Senza
    agevolazioni, una giornata lavorativa di circa dieci ore arriverebbe a costare 21 euro al Lumbi e 27 euro a Porta
    Catania.
    Una città turistica non può rendere difficile arrivare proprio a chi ogni giorno la fa funzionare.
    Per PRT la funzione dei parcheggi comunali deve rispondere a una gerarchia chiara: prima la vivibilità dei
    residenti, poi la possibilità per i lavoratori di raggiungere Taormina a condizioni sostenibili, quindi il turismo che
    soggiorna e produce indotto sul territorio. Il turismo giornaliero va organizzato e gestito, ma non può diventare
    il criterio attorno al quale costruire l’intero sistema della sosta.
    «Quello che sta emergendo oggi era ampiamente prevedibile. Se un lavoratore deve spendere ogni giorno cifre
    di questo livello solo per lasciare l’auto, il problema non riguarda più soltanto la mobilità: riguarda la possibilità
    stessa di lavorare a Taormina. Residenti e lavoratori non sono “mancati introiti”: sono le persone per le quali
    un’infrastruttura pubblica deve anche produrre valore», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    La questione non riguarda soltanto i singoli lavoratori. Se raggiungere Taormina diventa economicamente
    sconveniente, ne risentono alberghi, ristoranti, commercio e servizi, proprio mentre molte attività incontrano
    già difficoltà nel reperire personale.
    C’è inoltre una contraddizione evidente con gli obiettivi di destagionalizzazione. Non si può chiedere alle
    imprese di rimanere aperte più a lungo durante l’anno e contemporaneamente rendere più difficile e costoso
    per i dipendenti raggiungere il posto di lavoro. La destagionalizzazione non si costruisce soltanto con eventi e
    promozione: richiede condizioni strutturali che permettano alle attività di operare e ai lavoratori di
    raggiungerle.
    PRT considera il trasporto pubblico una parte essenziale della soluzione, ma non accetta che venga utilizzato
    come risposta generica a un problema che oggi resta irrisolto. Per diventare una vera alternativa all’automobile,
    il TPL deve garantire frequenze, collegamenti con i comuni vicini e orari compatibili anche con i turni serali e
    notturni di alberghi, ristoranti e servizi.
    Piano Porto può essere una soluzione utile per assorbire i flussi legati ai grandi eventi, ma non può diventare la
    risposta ordinaria per chi ogni giorno viene a lavorare a Taormina. Le esigenze di un lavoratore pendolare sono
    diverse da quelle di un visitatore occasionale e richiedono una soluzione stabile, accessibile e realmente
    compatibile con i turni di lavoro.
    Prima si costruisce un’alternativa di trasporto pubblico realmente utilizzabile, poi si può chiedere ai lavoratori
    di lasciare l’auto. Non il contrario.
    Le proposte avanzate dall’Associazione Albergatori meritano quindi di essere prese sul serio e approfondite
    rapidamente. Che si tratti di individuare nuove aree di sosta, recuperare spazi oggi inutilizzati o introdurre
    abbonamenti agevolati costruiti sugli effettivi turni di lavoro, il principio indicato dagli operatori è corretto:
    serve una soluzione concreta che permetta ai pendolari di continuare a raggiungere Taormina senza sostenere
    costi fuori scala.

    PRT chiede quindi a Comune e ASM di correggere rapidamente la scelta e di individuare, anche partendo dalle
    proposte già avanzate dalle categorie, una tariffazione agevolata, verificabile e realmente sostenibile per i
    lavoratori pendolari, collegata al rapporto di lavoro e alle effettive esigenze di sosta.
    «Se lavorare a Taormina diventa antieconomico, non perde soltanto il lavoratore: perde l’intera città. I
    parcheggi devono essere parte di una politica della mobilità e dello sviluppo, non semplicemente una leva per
    aumentare gli incassi», conclude Marco Rao.
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Parcheggi, PRT: una città turistica non può penalizzare chi ogni giorno la fa funzionare


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 23 agosto 2026 – Le segnalazioni dell’Associazione Albergatori confermano una criticità che PRT
    aveva già sollevato durante la discussione sulle nuove tariffe ASM: i parcheggi pubblici non possono essere
    gestiti soltanto con l’obiettivo di massimizzare gli incassi.
    Secondo quanto denunciato dagli albergatori, diversi lavoratori pendolari starebbero valutando di non
    proseguire il proprio rapporto di lavoro dopo il mancato rinnovo degli abbonamenti agevolati. Senza
    agevolazioni, una giornata lavorativa di circa dieci ore arriverebbe a costare 21 euro al Lumbi e 27 euro a Porta
    Catania.
    Una città turistica non può rendere difficile arrivare proprio a chi ogni giorno la fa funzionare.
    Per PRT la funzione dei parcheggi comunali deve rispondere a una gerarchia chiara: prima la vivibilità dei
    residenti, poi la possibilità per i lavoratori di raggiungere Taormina a condizioni sostenibili, quindi il turismo che
    soggiorna e produce indotto sul territorio. Il turismo giornaliero va organizzato e gestito, ma non può diventare
    il criterio attorno al quale costruire l’intero sistema della sosta.
    «Quello che sta emergendo oggi era ampiamente prevedibile. Se un lavoratore deve spendere ogni giorno cifre
    di questo livello solo per lasciare l’auto, il problema non riguarda più soltanto la mobilità: riguarda la possibilità
    stessa di lavorare a Taormina. Residenti e lavoratori non sono “mancati introiti”: sono le persone per le quali
    un’infrastruttura pubblica deve anche produrre valore», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.
    La questione non riguarda soltanto i singoli lavoratori. Se raggiungere Taormina diventa economicamente
    sconveniente, ne risentono alberghi, ristoranti, commercio e servizi, proprio mentre molte attività incontrano
    già difficoltà nel reperire personale.
    C’è inoltre una contraddizione evidente con gli obiettivi di destagionalizzazione. Non si può chiedere alle
    imprese di rimanere aperte più a lungo durante l’anno e contemporaneamente rendere più difficile e costoso
    per i dipendenti raggiungere il posto di lavoro. La destagionalizzazione non si costruisce soltanto con eventi e
    promozione: richiede condizioni strutturali che permettano alle attività di operare e ai lavoratori di
    raggiungerle.
    PRT considera il trasporto pubblico una parte essenziale della soluzione, ma non accetta che venga utilizzato
    come risposta generica a un problema che oggi resta irrisolto. Per diventare una vera alternativa all’automobile,
    il TPL deve garantire frequenze, collegamenti con i comuni vicini e orari compatibili anche con i turni serali e
    notturni di alberghi, ristoranti e servizi.
    Piano Porto può essere una soluzione utile per assorbire i flussi legati ai grandi eventi, ma non può diventare la
    risposta ordinaria per chi ogni giorno viene a lavorare a Taormina. Le esigenze di un lavoratore pendolare sono
    diverse da quelle di un visitatore occasionale e richiedono una soluzione stabile, accessibile e realmente
    compatibile con i turni di lavoro.
    Prima si costruisce un’alternativa di trasporto pubblico realmente utilizzabile, poi si può chiedere ai lavoratori
    di lasciare l’auto. Non il contrario.
    Le proposte avanzate dall’Associazione Albergatori meritano quindi di essere prese sul serio e approfondite
    rapidamente. Che si tratti di individuare nuove aree di sosta, recuperare spazi oggi inutilizzati o introdurre
    abbonamenti agevolati costruiti sugli effettivi turni di lavoro, il principio indicato dagli operatori è corretto:
    serve una soluzione concreta che permetta ai pendolari di continuare a raggiungere Taormina senza sostenere
    costi fuori scala.

    PRT chiede quindi a Comune e ASM di correggere rapidamente la scelta e di individuare, anche partendo dalle
    proposte già avanzate dalle categorie, una tariffazione agevolata, verificabile e realmente sostenibile per i
    lavoratori pendolari, collegata al rapporto di lavoro e alle effettive esigenze di sosta.
    «Se lavorare a Taormina diventa antieconomico, non perde soltanto il lavoratore: perde l’intera città. I
    parcheggi devono essere parte di una politica della mobilità e dello sviluppo, non semplicemente una leva per
    aumentare gli incassi», conclude Marco Rao.
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


  • Rottamazione, PRT: bene l’apertura dell’Amministrazione. Ma Equità Urbana vive della morosità


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Taormina, 4 agosto 2026 – Nel Consiglio comunale del 31 luglio è stata approvata l’adesione del Comune di Taormina alla
    Rottamazione Quinquies per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
    PRT ha votato favorevolmente, coerentemente con la posizione sostenuta nei mesi scorsi: consentire a cittadini e imprese
    di regolarizzare la propria posizione, pagando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi, può aiutare i contribuenti e
    favorire il recupero delle entrate comunali.
    La delibera approvata riguarda però soltanto i carichi affidati ad AdER. In Aula PRT ha già chiesto di valutare una
    definizione agevolata anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e per quelli gestiti direttamente dal Comune.
    L’Amministrazione ha manifestato apertura e questo è un dato positivo. Adesso quella disponibilità deve trasformarsi in
    un regolamento concreto.
    Ma proprio qui emerge una contraddizione politica che riguarda la partecipata costituita lo scorso anno.
    Equità Urbana S.p.a è stata costituita attribuendo un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto
    coattiva. In termini semplici: la nuova partecipata produce ricavi quando esistono contribuenti morosi sui quali avviare
    attività di recupero.
    Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto: consentire ai cittadini di
    regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità.
    La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le
    proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha
    bisogno che la morosità continui a esistere?
    «Abbiamo chiesto noi di valutare la rottamazione anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e prendiamo atto dell’apertura
    dell’Amministrazione. Adesso aspettiamo i fatti. Ma la contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler
    aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria
    attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei
    contribuenti e del Comune», dichiara Luca Manuli, consigliere comunale.
    PRT non chiede di cancellare i tributi. Chiede di consentire a chi vuole mettersi in regola di pagare quanto dovuto senza
    essere schiacciato da sanzioni e interessi, trasformando crediti difficili da recuperare in entrate concrete per il Comune.
    Per il Comune, recuperare il capitale attraverso una definizione agevolata e aiutare chi vuole regolarizzarsi non sono
    obiettivi in contrasto. Il vero conflitto nasce soltanto se la politica tributaria viene subordinata alla necessità di garantire
    ricavi alla partecipata.
    La scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti
    oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità.
    L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno. Ora servono tempi certi e un regolamento. In caso
    contrario, sarà legittimo ritenere che la rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il
    sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca.
    A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che
    guadagna dalla loro morosità?
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


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    Rottamazione, PRT: bene l’apertura dell’Amministrazione. Ma Equità Urbana vive della morosità


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Taormina, 4 agosto 2026 – Nel Consiglio comunale del 31 luglio è stata approvata l’adesione del Comune di Taormina alla
    Rottamazione Quinquies per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
    PRT ha votato favorevolmente, coerentemente con la posizione sostenuta nei mesi scorsi: consentire a cittadini e imprese
    di regolarizzare la propria posizione, pagando il capitale dovuto senza sanzioni e interessi, può aiutare i contribuenti e
    favorire il recupero delle entrate comunali.
    La delibera approvata riguarda però soltanto i carichi affidati ad AdER. In Aula PRT ha già chiesto di valutare una
    definizione agevolata anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e per quelli gestiti direttamente dal Comune.
    L’Amministrazione ha manifestato apertura e questo è un dato positivo. Adesso quella disponibilità deve trasformarsi in
    un regolamento concreto.
    Ma proprio qui emerge una contraddizione politica che riguarda la partecipata costituita lo scorso anno.
    Equità Urbana S.p.a è stata costituita attribuendo un peso decisivo agli aggi derivanti dalla riscossione, soprattutto
    coattiva. In termini semplici: la nuova partecipata produce ricavi quando esistono contribuenti morosi sui quali avviare
    attività di recupero.
    Una rottamazione realmente estesa ai carichi comunali avrebbe invece l’obiettivo opposto: consentire ai cittadini di
    regolarizzarsi, pagare il capitale dovuto e uscire dalla condizione di morosità.
    La domanda politica è quindi inevitabile: l’Amministrazione De Luca vuole davvero aiutare i contribuenti a chiudere le
    proprie posizioni oppure deve proteggere una società che, per giustificare la propria esistenza e i propri ricavi, ha
    bisogno che la morosità continui a esistere?
    «Abbiamo chiesto noi di valutare la rottamazione anche per i crediti affidati a SO.GE.R.T. e prendiamo atto dell’apertura
    dell’Amministrazione. Adesso aspettiamo i fatti. Ma la contraddizione resta evidente: da una parte si annuncia di voler
    aiutare i cittadini a regolarizzarsi, dall’altra si è costituita una partecipata che fonda una parte essenziale della propria
    attività proprio sulla riscossione della morosità. Non vorremmo che gli interessi della società venissero prima di quelli dei
    contribuenti e del Comune», dichiara Luca Manuli, consigliere comunale.
    PRT non chiede di cancellare i tributi. Chiede di consentire a chi vuole mettersi in regola di pagare quanto dovuto senza
    essere schiacciato da sanzioni e interessi, trasformando crediti difficili da recuperare in entrate concrete per il Comune.
    Per il Comune, recuperare il capitale attraverso una definizione agevolata e aiutare chi vuole regolarizzarsi non sono
    obiettivi in contrasto. Il vero conflitto nasce soltanto se la politica tributaria viene subordinata alla necessità di garantire
    ricavi alla partecipata.
    La scelta che l’Amministrazione dovrà compiere è quindi politica, non contabile: favorire il rientro dei contribuenti
    oppure difendere un modello di riscossione che trae forza economica dalla permanenza della morosità.
    L’apertura espressa in Consiglio comunale rappresenta un impegno. Ora servono tempi certi e un regolamento. In caso
    contrario, sarà legittimo ritenere che la rottamazione dei carichi realmente rilevanti per i cittadini sia incompatibile con il
    sistema di partecipate costituito dall’Amministrazione De Luca.
    A chi deve servire la politica tributaria del Comune: ai cittadini che vogliono regolarizzarsi o alla partecipata che
    guadagna dalla loro morosità?
    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


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  • Parcheggi comunali, i primi casi confermano i timori: il tetto agli abbonamenti penalizza lavoratori e imprese


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 1 agosto 2026 – PRT porta all’attenzione politica le prime criticità emerse dopo la chiusura ai nuovi abbonamenti agevolati per i lavoratori nei parcheggi comunali.

    Negli ultimi giorni sono arrivate segnalazioni da parte di attività commerciali e cittadini sull’impossibilità, per nuovi dipendenti provenienti dai comuni vicini, di sottoscrivere l’abbonamento necessario per raggiungere il posto di lavoro a condizioni sostenibili.

    L’unica alternativa resta l’abbonamento ordinario, con costi del tutto sproporzionati rispetto a un normale stipendio: 220 euro al mese al Lumbi e 300 euro al mese a Porta Catania. Il parcheggio diventa così un ostacolo concreto all’accesso al lavoro.

    La ragione economica del limite appare evidente: un abbonamento agevolato produce per ASM meno entrate rispetto alla rotazione degli stalli e alle tariffe applicate agli utenti occasionali. In una fase in cui la gestione dell’Amministrazione De Luca ha portato ASM a ricorrere all’anticipazione di cassa, si comprimono progressivamente gli abbonamenti destinati ai lavoratori per privilegiare le entrate derivanti dalla sosta turistica.

    «Le prime criticità stanno emergendo esattamente come era prevedibile. Riceviamo segnalazioni di lavoratori che non riescono a ottenere l’abbonamento e di imprese che faticano a inserire nuovo personale, perché chi arriva dai comuni vicini non sa dove lasciare l’auto senza affrontare costi insostenibili. È una scelta che colpisce insieme dipendenti e attività economiche», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.

    Il trasporto pubblico locale (TPL), spesso indicato dall’Amministrazione come alternativa, oggi non rappresenta una soluzione concreta per molti pendolari. Numerosi dipendenti del commercio, della ristorazione e dei servizi iniziano molto presto o terminano il turno anche alle due di notte, quando non esistono collegamenti utilizzabili verso i comuni limitrofi.

    Gli annunci sul potenziamento del TPL restano, al momento, proclami privi di un piano operativo e finanziario verificabile. Per rendere il servizio compatibile con gli orari di lavoro servirebbe una copertura estesa per gran parte della giornata, quasi ventiquattro ore nei periodi di maggiore attività, con più corse, mezzi, personale e un aumento strutturale della spesa corrente.

    Prima di presentare il TPL come soluzione, l’Amministrazione dovrebbe chiarire risorse, organizzazione e tempi. Non si può penalizzare oggi chi lavora a Taormina promettendo per domani un servizio non ancora programmato, finanziato né organizzato.

    La scelta di ASM contraddice anche la necessità di contrastare l’overtourism. Ridurre gli spazi destinati ai pendolari e privilegiare i turisti di giornata non limita il traffico mordi e fuggi, ma lo favorisce, penalizzando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento dell’economia cittadina.

    Una politica coerente della mobilità dovrebbe fare l’opposto: garantire condizioni di accesso sostenibili ai lavoratori, scoraggiare l’uso dell’auto da parte dei visitatori giornalieri e favorire modalità alternative di ingresso in città.

    Il problema assume un peso ancora maggiore in una fase in cui molte attività faticano già a reperire personale qualificato. Il rischio è duplice: lavoratori costretti a rinunciare a un’opportunità e imprese impossibilitate a inserire nuovo personale.

    «In Consiglio comunale avevamo evidenziato che il tetto agli abbonamenti avrebbe ridotto progressivamente l’accesso ai parcheggi per i lavoratori. Oggi sta accadendo esattamente questo: la categoria non viene formalmente eliminata, ma viene avviata a un graduale riassorbimento. È una scelta miope sul piano economico e sociale e una politica della mobilità sbagliata, perché favorisce i turisti di giornata e penalizza chi lavora stabilmente a Taormina», dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.

    La vicenda assume ulteriore rilievo dopo l’approvazione del nuovo Statuto di ASM, che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle tariffe e su importanti decisioni aziendali, ampliando lo spazio decisionale degli organi dell’Azienda e dell’Amministrazione.

    PRT chiede all’Amministrazione e ad ASM di rivedere immediatamente la scelta sui nuovi abbonamenti, distinguendo le esigenze dei lavoratori pendolari dalla domanda di sosta turistica. La disponibilità degli stalli non può essere regolata soltanto in funzione delle entrate più convenienti per ASM, scaricando su lavoratori e imprese le conseguenze della crisi di liquidità dell’Azienda.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


    Tag:

    Parcheggi comunali, i primi casi confermano i timori: il tetto agli abbonamenti penalizza lavoratori e imprese


    Nota Stampa del:

    Focus:


    Taormina, 1 agosto 2026 – PRT porta all’attenzione politica le prime criticità emerse dopo la chiusura ai nuovi abbonamenti agevolati per i lavoratori nei parcheggi comunali.

    Negli ultimi giorni sono arrivate segnalazioni da parte di attività commerciali e cittadini sull’impossibilità, per nuovi dipendenti provenienti dai comuni vicini, di sottoscrivere l’abbonamento necessario per raggiungere il posto di lavoro a condizioni sostenibili.

    L’unica alternativa resta l’abbonamento ordinario, con costi del tutto sproporzionati rispetto a un normale stipendio: 220 euro al mese al Lumbi e 300 euro al mese a Porta Catania. Il parcheggio diventa così un ostacolo concreto all’accesso al lavoro.

    La ragione economica del limite appare evidente: un abbonamento agevolato produce per ASM meno entrate rispetto alla rotazione degli stalli e alle tariffe applicate agli utenti occasionali. In una fase in cui la gestione dell’Amministrazione De Luca ha portato ASM a ricorrere all’anticipazione di cassa, si comprimono progressivamente gli abbonamenti destinati ai lavoratori per privilegiare le entrate derivanti dalla sosta turistica.

    «Le prime criticità stanno emergendo esattamente come era prevedibile. Riceviamo segnalazioni di lavoratori che non riescono a ottenere l’abbonamento e di imprese che faticano a inserire nuovo personale, perché chi arriva dai comuni vicini non sa dove lasciare l’auto senza affrontare costi insostenibili. È una scelta che colpisce insieme dipendenti e attività economiche», dichiara Marco Rao, Segretario di PRT.

    Il trasporto pubblico locale (TPL), spesso indicato dall’Amministrazione come alternativa, oggi non rappresenta una soluzione concreta per molti pendolari. Numerosi dipendenti del commercio, della ristorazione e dei servizi iniziano molto presto o terminano il turno anche alle due di notte, quando non esistono collegamenti utilizzabili verso i comuni limitrofi.

    Gli annunci sul potenziamento del TPL restano, al momento, proclami privi di un piano operativo e finanziario verificabile. Per rendere il servizio compatibile con gli orari di lavoro servirebbe una copertura estesa per gran parte della giornata, quasi ventiquattro ore nei periodi di maggiore attività, con più corse, mezzi, personale e un aumento strutturale della spesa corrente.

    Prima di presentare il TPL come soluzione, l’Amministrazione dovrebbe chiarire risorse, organizzazione e tempi. Non si può penalizzare oggi chi lavora a Taormina promettendo per domani un servizio non ancora programmato, finanziato né organizzato.

    La scelta di ASM contraddice anche la necessità di contrastare l’overtourism. Ridurre gli spazi destinati ai pendolari e privilegiare i turisti di giornata non limita il traffico mordi e fuggi, ma lo favorisce, penalizzando chi contribuisce ogni giorno al funzionamento dell’economia cittadina.

    Una politica coerente della mobilità dovrebbe fare l’opposto: garantire condizioni di accesso sostenibili ai lavoratori, scoraggiare l’uso dell’auto da parte dei visitatori giornalieri e favorire modalità alternative di ingresso in città.

    Il problema assume un peso ancora maggiore in una fase in cui molte attività faticano già a reperire personale qualificato. Il rischio è duplice: lavoratori costretti a rinunciare a un’opportunità e imprese impossibilitate a inserire nuovo personale.

    «In Consiglio comunale avevamo evidenziato che il tetto agli abbonamenti avrebbe ridotto progressivamente l’accesso ai parcheggi per i lavoratori. Oggi sta accadendo esattamente questo: la categoria non viene formalmente eliminata, ma viene avviata a un graduale riassorbimento. È una scelta miope sul piano economico e sociale e una politica della mobilità sbagliata, perché favorisce i turisti di giornata e penalizza chi lavora stabilmente a Taormina», dichiara Alessio Bonesoli, Vicepresidente di PRT.

    La vicenda assume ulteriore rilievo dopo l’approvazione del nuovo Statuto di ASM, che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle tariffe e su importanti decisioni aziendali, ampliando lo spazio decisionale degli organi dell’Azienda e dell’Amministrazione.

    PRT chiede all’Amministrazione e ad ASM di rivedere immediatamente la scelta sui nuovi abbonamenti, distinguendo le esigenze dei lavoratori pendolari dalla domanda di sosta turistica. La disponibilità degli stalli non può essere regolata soltanto in funzione delle entrate più convenienti per ASM, scaricando su lavoratori e imprese le conseguenze della crisi di liquidità dell’Azienda.

    Progetto Ricostruzione Taormina (PRT)


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  • Progetto Ricostruzione Taormina lancia il nuovo sito ufficiale: uno strumento di partecipazione, ascolto e proposta per la città


    Nota Stampa del:

    Focus:

    ,

    Progetto Ricostruzione Taormina annuncia la pubblicazione del nuovo sito ufficiale progettoricostruzionetaormina.it, una piattaforma pensata per rafforzare il rapporto con cittadini, sostenitori e comunità locale, rendendo più semplice l’accesso alle attività, alle proposte e agli strumenti di partecipazione del gruppo.

    Il nuovo portale nasce con un obiettivo chiaro: contribuire alla costruzione del futuro di Taormina attraverso ascolto, confronto e partecipazione. PRT è un soggetto politico autonomo che lavora per la ricostruzione della città partendo da un principio semplice: la vivibilità non è un lusso, ma il punto di partenza di ogni scelta amministrativa.

    PRT porta avanti la propria azione politica con la convinzione che Taormina abbia bisogno di una proposta seria, coerente e riconoscibile, capace di unire visione politica, correttezza amministrativa e radicamento nella vita reale della comunità. Non basta commentare ciò che accade. Non basta rincorrere l’urgenza del giorno. Serve costruire un’idea precisa di città e del modo in cui essa debba essere governata, attraverso il confronto con cittadini, realtà del territorio e interlocutori disponibili a contribuire a un percorso di crescita per Taormina.

    Il sito si inserisce in questa visione. Non è una semplice vetrina informativa, ma uno strumento politico e civico per organizzare partecipazione, ascolto e proposta. Attraverso il portale sarà possibile conoscere l’identità e i valori di PRT e, soprattutto, aderire al progetto, diventando parte di una comunità civica che vuole contribuire in modo attivo alla ricostruzione di Taormina. Sarà inoltre possibile sostenere le attività con contributi volontari, iscriversi alla newsletter, consultare note stampa e aggiornamenti ufficiali.

    Tra le funzionalità principali è presente la sezione “Segnala un problema”, attraverso cui i cittadini potranno comunicare criticità del territorio relative a viabilità, decoro urbano, illuminazione, ambiente, servizi, frazioni e altre problematiche locali. Le segnalazioni non sostituiscono le comunicazioni agli enti competenti, ma permetteranno a PRT di raccogliere informazioni utili per attività di ascolto, approfondimento e proposta. Da una segnalazione potrà nascere anche un’iniziativa più ampia di partecipazione, attraverso la sezione dedicata alle petizioni e raccolte firme, pensata per offrire ai cittadini uno strumento democratico su temi di interesse pubblico. Proprio attraverso il nuovo portale PRT ha già lanciato una petizione sulla passerella di via Roma, chiedendo che l’intervento venga rivisto e presentato chiaramente alla città, affinché eventuali soluzioni di fruizione pedonale non compromettano uno degli elementi più preziosi di Taormina: il suo panorama.

    La petizione sulla passerella di via Roma rappresenta un esempio concreto del metodo che PRT intende portare avanti: non limitarsi alla critica, ma costruire strumenti attraverso cui i cittadini possano esprimersi, partecipare e chiedere che le scelte pubbliche siano discusse prima di diventare irreversibili.

    Sono attive anche le sezioni dedicate al tesseramento online, alle donazioni, alla trasparenza, alla newsletter e ai collegamenti con i canali social ufficiali Facebook, Instagram e YouTube.

    Una città come Taormina non può essere amministrata inseguendo solo l’urgenza, il consenso del momento o la propaganda. Ha bisogno di una direzione, di criteri chiari, di una gerarchia di priorità e di una classe dirigente capace di distinguere ciò che serve davvero alla città da ciò che la consuma, la svuota o la banalizza.

    Con la pubblicazione del nuovo portale, Progetto Ricostruzione Taormina conferma la volontà di costruire un rapporto continuativo con cittadini, soci e sostenitori. L’obiettivo è rendere PRT uno spazio politico organizzato, aperto e responsabile, capace di raccogliere istanze, elaborare proposte e contribuire alla costruzione di una Taormina più vivibile, più trasparente e più attenta alla propria comunità.


    Progetto Ricostruzione Taormina lancia il nuovo sito ufficiale: uno strumento di partecipazione, ascolto e proposta per la città


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    Progetto Ricostruzione Taormina annuncia la pubblicazione del nuovo sito ufficiale progettoricostruzionetaormina.it, una piattaforma pensata per rafforzare il rapporto con cittadini, sostenitori e comunità locale, rendendo più semplice l’accesso alle attività, alle proposte e agli strumenti di partecipazione del gruppo.

    Il nuovo portale nasce con un obiettivo chiaro: contribuire alla costruzione del futuro di Taormina attraverso ascolto, confronto e partecipazione. PRT è un soggetto politico autonomo che lavora per la ricostruzione della città partendo da un principio semplice: la vivibilità non è un lusso, ma il punto di partenza di ogni scelta amministrativa.

    PRT porta avanti la propria azione politica con la convinzione che Taormina abbia bisogno di una proposta seria, coerente e riconoscibile, capace di unire visione politica, correttezza amministrativa e radicamento nella vita reale della comunità. Non basta commentare ciò che accade. Non basta rincorrere l’urgenza del giorno. Serve costruire un’idea precisa di città e del modo in cui essa debba essere governata, attraverso il confronto con cittadini, realtà del territorio e interlocutori disponibili a contribuire a un percorso di crescita per Taormina.

    Il sito si inserisce in questa visione. Non è una semplice vetrina informativa, ma uno strumento politico e civico per organizzare partecipazione, ascolto e proposta. Attraverso il portale sarà possibile conoscere l’identità e i valori di PRT e, soprattutto, aderire al progetto, diventando parte di una comunità civica che vuole contribuire in modo attivo alla ricostruzione di Taormina. Sarà inoltre possibile sostenere le attività con contributi volontari, iscriversi alla newsletter, consultare note stampa e aggiornamenti ufficiali.

    Tra le funzionalità principali è presente la sezione “Segnala un problema”, attraverso cui i cittadini potranno comunicare criticità del territorio relative a viabilità, decoro urbano, illuminazione, ambiente, servizi, frazioni e altre problematiche locali. Le segnalazioni non sostituiscono le comunicazioni agli enti competenti, ma permetteranno a PRT di raccogliere informazioni utili per attività di ascolto, approfondimento e proposta. Da una segnalazione potrà nascere anche un’iniziativa più ampia di partecipazione, attraverso la sezione dedicata alle petizioni e raccolte firme, pensata per offrire ai cittadini uno strumento democratico su temi di interesse pubblico. Proprio attraverso il nuovo portale PRT ha già lanciato una petizione sulla passerella di via Roma, chiedendo che l’intervento venga rivisto e presentato chiaramente alla città, affinché eventuali soluzioni di fruizione pedonale non compromettano uno degli elementi più preziosi di Taormina: il suo panorama.

    La petizione sulla passerella di via Roma rappresenta un esempio concreto del metodo che PRT intende portare avanti: non limitarsi alla critica, ma costruire strumenti attraverso cui i cittadini possano esprimersi, partecipare e chiedere che le scelte pubbliche siano discusse prima di diventare irreversibili.

    Sono attive anche le sezioni dedicate al tesseramento online, alle donazioni, alla trasparenza, alla newsletter e ai collegamenti con i canali social ufficiali Facebook, Instagram e YouTube.

    Una città come Taormina non può essere amministrata inseguendo solo l’urgenza, il consenso del momento o la propaganda. Ha bisogno di una direzione, di criteri chiari, di una gerarchia di priorità e di una classe dirigente capace di distinguere ciò che serve davvero alla città da ciò che la consuma, la svuota o la banalizza.

    Con la pubblicazione del nuovo portale, Progetto Ricostruzione Taormina conferma la volontà di costruire un rapporto continuativo con cittadini, soci e sostenitori. L’obiettivo è rendere PRT uno spazio politico organizzato, aperto e responsabile, capace di raccogliere istanze, elaborare proposte e contribuire alla costruzione di una Taormina più vivibile, più trasparente e più attenta alla propria comunità.