Partecipate, bocciata la mozione per chiudere i quattro nuovi organismi. Manuli: «La maggioranza si assume la responsabilità di questo modello»

Taormina, 20 ottobre 2026 – La maggioranza ha respinto la mozione per avviare lo scioglimento e la messa in liquidazione di Taormina Social City, Patrimonio Taormina, Equità Urbana S.p.A. e Fondazione Taormina. Nel Consiglio comunale del 19 ottobre, i consiglieri di opposizione hanno votato a favore dell’atto presentato da Luca Manuli e Marcello Passalacqua, capigruppo di Rinascimento Taormina e Impegno Civico per Taormina.

«Abbiamo chiesto al Consiglio di fermarsi e rivedere una scelta che riguarda il futuro del Comune. La maggioranza ha deciso di confermarla – dichiara Luca Manuli, presidente di Progetto Ricostruzione Taormina e capogruppo di Rinascimento Taormina –. Da questo momento è ancora più chiaro che la responsabilità di questo modello non è soltanto del sindaco: appartiene anche ai consiglieri che continuano a sostenerlo con il proprio voto».

La mozione chiedeva di avviare un percorso amministrativo di chiusura dei quattro organismi, garantendo la continuità dei servizi, la tutela dei lavoratori e del patrimonio pubblico. Non avrebbe disposto una chiusura immediata: prevedeva successivi atti degli organi competenti e una prima relazione al Consiglio entro trenta giorni dall’eventuale approvazione.

Per PRT, il trasferimento dei dipendenti comunali alle partecipate è la conseguenza più evidente di una scelta contestata fin dall’inizio. In aula Manuli ha ricostruito le ragioni di quella contrarietà: dubbi sulla solidità dei piani economici, nomine ai vertici di forte impronta politica e fiduciaria, nuovi costi per incarichi e consulenze, responsabilità distribuite tra più strutture.

Tra gli esempi richiamati, l’incarico comunale da circa 29 mila euro ad Antonio Musicò per il supporto alla costituzione degli organismi e il successivo affidamento di Social City ad Antonino Musicò, professionista dello stesso studio, per 135 mila euro oltre IVA. Quest’ultimo riguarda la consulenza contabile e fiscale, il budgeting e il controllo di gestione, presentati dall’azienda come servizio comune ai quattro organismi su un arco pluriennale. La richiesta politica è rendere verificabili i criteri delle scelte, i rapporti professionali e la convenienza per il Comune.

«Prima di moltiplicare le strutture bisognava dimostrare perché fossero più utili e convenienti del rafforzamento degli uffici comunali. Le nostre contestazioni partono da lì – prosegue Manuli –. Oggi vediamo nuovi vertici, incarichi e costi. Chiediamo quali vantaggi concreti ne ricavino i cittadini e quale capacità di governare i servizi rimanga al Comune».

Alla questione dei costi si affianca quella del controllo. Manuli ha ricordato la bocciatura, lo scorso aprile, della mozione con cui aveva chiesto l’attuazione del controllo analogo, affinché il Consiglio disponesse di tutte le informazioni necessarie per esercitare pienamente le proprie prerogative istituzionali. Per PRT, il Consiglio deve poter conoscere e valutare con continuità costi, affidamenti e risultati: la fiducia nelle scelte del sindaco, richiamata dai consiglieri di maggioranza, non può sostituire questa responsabilità.

«La maggioranza ha scelto di difendere le partecipate e si assume la responsabilità di quel modello e delle sue conseguenze per la città – conclude Manuli –. Ma il modello che i consiglieri hanno approvato al momento della costituzione contemplava anche il distacco del personale nella fase di avvio. Chiediamo loro di essere coerenti con quella scelta e di impegnarsi perché questa possibilità venga valutata concretamente, prima di procedere con il trasferimento definitivo. Su questo siamo pronti a lavorare: tutelare i dipendenti, mantenere il loro legame con il Comune e garantire i servizi ai cittadini».

Progetto Ricostruzione Taormina

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